Un'enoteca italiana apre una sezione dedicata ai vini dealcolati (segno che i tempi sono cambiati)

23 Mag 2024, 17:44 | a cura di
In Italia Etilika è il primo e-commerce a lanciare la sezione senz'alcol. Il fondatore Trotta spiega la scelta come un completamento del portfolio: "Sempre più richieste dai consumatori e dalla ristorazione"

Distributori italiani sempre più attenti al fenomeno dei dealcolati, categoria che l'Iwsr prevede in progressione a volumi del 6% tra il 2023 e il 2027 a livello mondiale, sotto la spinta delle fasce dei consumatori più giovani, tra millennial e Z-generation. Etilika, enoteca online specializzata in vini e liquori Made in Italy (4mila referenze a catalogo e ricavi di oltre 4 milioni di euro nel 2022), ha scelto di aprire una nuova sezione interamente dedicata a questa categoria di vini. Si punta a venire incontro alle richieste dei consumatori e di un mercato in forte crescita. «La sfida del dealcolato derivato dall’uva – ha dichiarato il co-founder Michele Trotta - rappresenta un completamento ideale del nostro portfolio con proposte di grande piacevolezza che si rivolgono non solo al consumatore finale, ma anche a tutto il canale Horeca. Il mio iniziale scetticismo è stato superato da una serie di assaggi piuttosto sorprendenti, indice della grande cura e attenzione che diversi produttori hanno iniziato a dedicare al settore».

Tante richieste da privati e horeca

Se nel mondo la tendenza per i vini dealcolati è ormai affermata, come spiega lo stesso Trotta, l’Italia si sta affacciando solo ora: «Essere la prima enoteca online d’Italia a dare rilevanza a questi prodotti è per noi un ulteriore elemento distintivo». L'azienda ha scelto questa strada anche in virtù delle richieste di vini dealcolati arrivate sia da clienti del mondo della ristorazione sia dai privati: «Abbiamo percepito un potenziale mercato crescente che, oltre agli astemi, interessa donne in gravidanza, persone con condizioni di salute specifiche, chiunque per lavoro o per sicurezza deve evitare l’assunzione di alcolici senza sacrificare buona parte del gusto legato al prodotto, chi non può assumere alcolici per motivi religiosi e via dicendo».

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