Federico Cremasco dopo aver creato il brand di liquori e distillati artigianali Fred Jerbis lancia una raccolta fondi aperta al pubblico. Ecco come diventare micro investitori
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Tra i regali più curiosi che si possono fare quest’anno per Natale, anche last minute, merita una citazione la possibilità di diventare soci di una distilleria. Se infatti in un’annata come questa i progetti di sviluppo per le aziende sembrano già di per sé un azzardo, ancor di più possono risultare quelli che partono senza alle spalle grandi capitali. Ma nell’imprenditoria come nella natura tutto nasce da un seme.

Federico Cremasco da bartender a produttore di spirits

Federico Cremasco, liquorista ed erborista, questo lo sa bene. La sua strada è stata un lento e incessante seminare e raccogliere, passo dopo passo, passando da una professione all’altra, in un percorso che ha come scopo ultimo la creazione di prodotti che raccontino un territorio, e ora che finalmente il campo della sua ambizione pare correttamente arato, è giunto il momento di preparare una nuova primavera. Un percorso particolare quello di Federico: nato professionalmente come bartender dietro ai banconi del suo Friuli, ha capito prestissimo che per progredire come essere umano e come professionista doveva tornare indietro, all’origine della materia.

Forager e contadino

Verso la metà del decennio passato, mentre si era ancora agli albori della ricerca nel mondo dei craft spirits e i clienti richiedevano fiumi di vodka, lui decise di dirigersi con passo deciso nella direzione dei boschi. Lunghe camminate tra gli alberi della Carnia, a studiare e a raccogliere botaniche ed erbe officinali: una passione a metà strada tra alchimia e contadino, e trainata da una forte vocazione alla sperimentazione. Quando il foraging cominciò a non bastargli più, iniziò a piantare spezie nei prati vicino casa, e contemporaneamente a sperimentare diverse tecniche d’estrazione per creare oli essenziali.

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Fred Jerbis spirits

Dalla passione alla nascita di Fred Jerbis

Nel 2014 questa passione trova finalmente forma, con la nascita del primo laboratorio dove le piante raccolte diventano infusi e distillati. Inizia così una fase di ricerca e sperimentazione in cui nel laboratorio passano tutte le botaniche autoctone del Friuli Venezia Giulia con un focus specifico sulla zona pedemontana pordenonese, parte del parco delle Dolomiti, patrimonio Unesco. Nasce così Fred Jerbis, il suo brand che in poco tempo mette in commercio liquori e distillati creati esclusivamente con erbe della zona collinare delle prealpi friulane, un luogo dove le piante crescono senza inquinamento o contaminazioni. Il suo quartier generale invece si stabilisce a Polcenigo, uno dei 100 Borghi d’Italia, in una farmacia del ‘600.

Il modello di produzione

Il modello si basa su una rete di collaboratori locali, con micro produzioni, che garantiscono sempre ingredienti di prima qualità. Portati in laboratorio, vengono poi trattati utilizzando cinque diversi metodi estrattivi per valorizzare le proprietà organolettiche di ogni singola botanica, per offrire sempre sapori estremamente naturali, ovviamente senza uso di conservanti, coloranti, aromi artificiali e con bassissime percentuali di zucchero.

Il concetto del Trittico

Uno degli esperimenti più intriganti di Fred Jerbis è stato di non voler creare prodotti che funzionassero esclusivamente come solisti, bensì nel concepirli fin dalla loro creazione come parte di un’orchestra. Denominati “trittici” dunque, queste bottiglie sono create per dialogare tra loro in miscelazione fin dal momento della formulazione della ricetta. Ne è un esempio il trittico composto da Gin43, Vermut25 e Bitter34, nato con l’idea di dare un Negroni che sia più della somma delle singole parti.

Immagine campagna Fred Jerbis

Il crowfunding per crescere

Negli ultimi anni la crescita di Fred Jerbis è stata così importante a livello di notorietà e fatturato che Federico Cremasco ha deciso di fare l’ultimo (e forse più importante) passaggio nella sua crescita: aprire una distilleria, per integrare anche l’ultimo stadio produttivo.

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L’idea iniziale era di cercare qualche investitore esterno, e nonostante le possibilità in tal senso non mancassero, la problematica che ciò avrebbe potuto portarsi dietro non era da sottovalutare: avere un partner esterno vuol infatti dire renderlo parte delle scelte aziendali, dargli in qualche modo parola sulla gestione dei costi, cosa che potrebbe inficiare sulla qualità. Per questo l’imprenditore friulano ha deciso di ricorrere al crowfunding, chiamando all’azione tanti micro investitori, che siano clienti o semplici sconosciuti disposti a partecipare a questa scommessa. Perché di una scommessa si tratta, un finanziamento dal basso che però non ha risultati garantiti. Se tutto andrà bene, è proprio il caso di dirlo, ci sarà motivo per brindare.

Fred Jerbis – https://fredjerbis.com

https://www.crowdfundme.it/projects/fred-jerbis/

a cura di Federico Silvio Bellanca