La passione per la Barbera e gli altri vini. La storia del Viticoltore dell’Anno
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Quello di Gianni Doglia è un destino segnato, prima o poi sarebbe dovuto diventare Viticoltore dell’Anno, lui che – oggi cinquantenne – in mezzo ai vigneti di famiglia ci è nato e ci gioca dalla più tenera età. I genitori Bruno e Marisa coltivano circa sei ettari di vigne e vendono ai commercianti della zona le proprie uve e ai clienti storici, spesso cittadini, il vino giovane in damigiana. In questa piccola realtà familiare Gianni è cresciuto con la passione per la vite che lo ha prima portato a intraprendere studi universitari in viticoltura ed enologia e poi a diventare vignaiolo a tempo pieno.

Gli esordi

A metà degli anni ’90, Gianni inizia a fare un po’ di consulenza ai viticoltori locali e, in contemporanea, a vinificare nella cantina di famiglia. Dal 1999 – tornato definitivamente a casa – si occupa a tempo pieno, con la totale fiducia del padre, delle vigne e della cantina. Sotto la sua spinta, con l’aiuto della sorella Paola, tornata anche lei a lavorare in azienda, gli ettari vitati raggiungono 17 ettari.

La passione per la Barbera di Gianni Doglia

Gianni si concentra prima sul Moscato d’Asti vino principe della zona e molto difficile da gestire. Divenuto “il primo della classe” sul Moscato, Gianni torna a dedicarsi al suo primo amore, ovvero ai rossi di casa, Barbera in primis. Nel 1998 nasce la Barbera d’Asti Boscodonne, che da subito si delinea come la Barbera d’annata aziendale, imbottigliata giovane e senza alcun affinamento in legno. “Ho dato alla mia prima Barbera semplicemente il nome della zona nella quale cresce la vigna” racconta “La località si chiama così perché all’inizio della prima guerra mondiale tre donne che avevano i rispettivi mariti al fronte sono andate ad abitare insieme in una vecchia cascina per darsi coraggio”. Si tratta di una vigna di poco più di un ettaro e mezzo e di circa 40 anni di età, dalla quale si ottengono circa 9mila bottiglie l’anno. Oggi a questa prima Barbera si sono affiancate altre Barbere più importanti, compresa una Nizza da una vigna in affitto a Nizza Monferrato, e altri vini rossi, ma Gianni rimane molto legato alla Boscodonne perché la messa a punto di questo vino è stato frutto di un grande lavoro in vigna: “Le uve barbera ottenute da rese alte producono vini beverini, ma magri e acidi e io non volevo questo. Se decidi abbassare le rese, il vino che ne deriva possiede invece una tale concentrazione che, per ingentilirlo, un passaggio in legno è d’obbligo, ma di nuovo non era la mia idea di Barbera giovane. Dopo varie prove, prima di tutto sulla vigna più adatta e successivamente sulle rese e sul modo di condurla e sulla vinificazione (con tempi di macerazione e temperature di fermentazione) è nata la Barbera Boscodonne del mio cuore”. Quella che conquista i Tre Bicchieri

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Barbera d’Asti Boscodonne ’20 – Tre Bicchieri

La versione 2020 una veste molto intensa con tonalità rubino/porpora ancora ricchissime di riflessi violacei. Il naso offre un’esplosione di aromi fruttati dove la ciliegia ben matura la fa da padrone, pur lasciando spazio a richiami di terra bagnata e di corteccia a dare complessità. Il palato, pur essendo molto ricco e quasi masticabile, è percorso dall’inizio alla fine da una splendida vena acida/sapida che determina l’equilibrio quasi perfetto del lungo retrogusto.

Az. Vitivinicola Gianni Doglia – Castagnole delle Lanze (AT) – Str. Annunziata, 56 – 0141 878359– giannidoglia.it

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a cura di Gianni Fabrizio

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