Nasce nel 1870 ma oggi punta su un giovane enologo la cantina Giorgi, tra le più note dell'Oltrepò Pavese.
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Fabiano Giorgi è uno dei personaggi più noti nel mondo enologico dell’Oltrepò Pavese. Per spirito imprenditoriale, per dinamismo, per il suo modo di vivere la vita come fosse ancora un ragazzino: ambizioso, determinato, esuberante. Il quartier generale della cantina Giorgi è a Canneto Pavese, al suo fianco troviamo la sorella Eleonora, la moglie Ileana e papà Antonio, che – insieme al fratello Gianfranco – tracciò la via maestra.

ANTONIO GIORGI 3 BICCHIERI CON ASTUCCIO LODOLA
Foto: Cristian Castelnuovo

Giorgio Wines dal 1870

“La cantina è del 1870, ma le radici vendemmiali risalgono al 1211. Ci sono state diverse interruzioni di percorso, mio padre e mio zio hanno rifondato l’azienda, il primo Metodo Classico è iniziato 60 anni fa, ed è stato proprio dedicato a Gianfranco Giorgi”. Animato da un pensiero positivo, un certo fiuto per il marketing e una tensione verso l’eccellenza, Fabiano Giorgi ha trovato piena sintonia nel giovane enologo Andrea Bonfanti. Di questo clima sta beneficiando la vasta produzione, che vede sempre in primo piano il Metodo Classico.

Giorgi e il pinot nero

“Con l’ultima vendemmia arriveremo a tirare 180mila bottiglie di Metodo Classico. E allo stesso tempo stiamo facendo magazzino, abbiamo quasi 600mila bottiglie stoccate in cantina, vogliamo scommettere sul tempo. Ed è un ottimo momento per la tipologia, abbiamo avuto una crescita importante di vendite nel canale ho.re.ca, è andato invece giù molto il Pinot Nero Frizzante. E devo essere onesto: è lui che da più di 30 anni mi permette di fare tutto questo”. In totale sono 60 gli ettari di proprietà, di questi 28 ettari sono coltivati a pinot nero. “Tutti gli appezzamenti che stiamo comprando sono di pinot nero, tutto spinge in questa direzione. Ci vuole tempo. Abbiamo una gamma ampia: il 1870 è il nostro cavallo di battaglia, l’equilibrio tra qualità, numeri e un prezzo credo molto competitivo. Poi abbiamo il Top Zero, il nostro non dosato, che matura sette anni sui lieviti, in questo caso facciamo un assemblaggio di varie annate. E l’ultimo nato l’Antonio Giorgi, siamo fuori con la Riserva 2012, stiamo puntando molto su un prolungato affinamento sui lieviti”. Tra i cru più interessanti di Pinot Nero c’è sicuramente Montecalvo Versiggia, per l’altimetria, la composizione del terreno calcarea. “Ma la grande differenza l’ho notata da quando raccogliamo tutto in cassetta, abbassando le rese a 70 quintali per ettaro per il pinot nero. Con Andrea Bonfanti e Stefano Testa stiamo controllando in maniera diretta anche i vigneti dei nostri soci conferitori, siamo riusciti a far passare una cultura enologica diversa”.

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La degustazione

Il vulcanico Fabiano quest’anno tira fuori dal cappello una sontuosa cuvée. Si tratta del 1870 Antonio Giorgi Extra Brut ’12, che alla sua prima uscita si propone già tra le più complesse e affascinanti bollicine d’Italia. Riflessi ramati da pinot nero, carbonica a dir poco carezzevole e fine, un’ampiezza aromatica peculiare tra fragranti toni di lieviti, respiri balsamici e un’evoluzione finissima di spezie. Abbina sapore, densità e freschezza. Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2022. Molto buono anche il 1870 Brut ’17 che si offre su tipici riflessi ramati in un trama fruttata e intensa, con richiami di tartufo nero e caffè a dare complessità: il finale è lungo, cremoso con un ritorno importante di piccoli frutti rossi maturi. Ha invece un profilo ancor più maturo e carnoso il Top Zero dai toni di mela matura e liquirizia, è ricco, grasso e di bella carica sapida, dall’impronta fruttata morbida e invitante. Più fresco e semplice il Gianfranco Giorgi Brut, giocato tra toni agrumati e di erbe mediterranee, agile e slanciato.

ANTONIO GIORGI 3 BICCHIERI CON ASTUCCIO LODOLA

La nuova collaborazione

Morgan, Jerry Scotti, ora è il tempo di Marco Lodola, noto artista poliedrico. “Lo conosco da tanti anni per via di amici in comune, all’inizio volevo chiedergli semplicemente una nuova confezione per il nostro Metodo Classico, poi confrontandoci e vedendo il suo entusiasmo abbiamo deciso di proporre anche una bottiglia ad hoc, con la propria etichetta”. Si tratta di un Blanc de Noirs, che in questo caso matura sui lieviti per 30 mesi. “La richiesta sta andando molto bene, siamo molto contenti di questa collaborazione, anche per il concetto di territorialità che ne viene fuori. Jerry Scotti è di Pavia, lo stesso Marco Lodola, sono professionisti del territorio che si mettono insieme, lavorando a operazioni di co-branding efficaci”. E aggiunge: “L’Oltrepò Pavese sta vivendo un momento nuovo, abbiamo capito finalmente che dobbiamo collaborare e puntare con forza sul Pinot Nero. Ci sono tante realtà giovani che fanno grande qualità, hanno ampliato il panorama produttivo e stanno spingendo anche con una comunicazione fresca e diversa. Manca ancora un pizzico di spirito imprenditoriale, non possiamo promuoverci solo a livello locale o regionale, ma puntare a livello nazionale e quindi internazionale”, chiosa Fabiano.

Giorgi Wines – Canneto Pavese (PV) – via, Frazione Campo Noce, 39/A -0385 262151 – http://giorgi-wines.it