Nove italiani su dieci bevono vino. L’analisi Vinitaly-Nomisma

1 Apr 2022, 16:58 | a cura di Loredana Sottile
Come prima, più di prima: la pandemia non ha scalfito l’interesse dei consumatori per il vino. In aumento gli under 40 e l’interesse per vini mixati e a basso contenuto alcolico
Pubblicità

Gli italiani e il vino: l'analisi

Se il ritorno a Verona sarà pari a quello delle migliori edizioni di Vinitaly, continua a restare altissimo anche il gradimento dei consumatori per il vino, come viene fuori dall’indagine “Gli italiani e il vino” dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, presentata nel corso della conferenza stampa di Roma. Nell’ultimo anno, infatti, l’89% degli italiani ha bevuto vino - dato in crescita rispetto a tre anni fa - per effetto soprattutto di un’impennata della platea di giovani maggiorenni, protagonisti di un approccio moderato e consapevole. Rispetto al 2019 i consumatori appartenenti a Generazione Z e Millennials (18-41 anni) sono infatti considerevolmente aumentati sul piano numerico (dall’84% al 90%) ma non sulle quantità, mentre rimane invariata l’incidenza dei consumatori della Generazione X (89%, 42-57 anni) e si abbassa la quota dei Baby Boomers (over 57 anni), che perdono il primato della numerosità (non della frequenza al consumo) passando dal 93% al 90%. Se guardiamo al valore, oggi i consumi sono in recupero, ma ancora sotto al valore 2019: 13,8 miliardi di euro nel 2021 contro i 14,8 miliardi del 2019 (nel 2020 si era scesi a 12,4 miliardi, a causa soprattutto alla chiusura dell’Horeca).

Scopri l'analisi sui consumi di vino in Italia

In crescita i vini mixati e i low alcol

Rispetto a solo 3 anni fa, cambiano anche le tipologie preferite: il trend di crescita più marcato riguarda i consumi di vini mixati – principalmente gli spritz – che incontrano una penetrazione del 63% della platea (vs il 56% del 2019). Incrementano bene anche tutte le altre tipologie, con gli spumanti, i rossi e i bianchi, tutti all’81% (erano al 77%) e i rosati al 63% (vs il 57% nel 2019). I rossi, in particolare, sono lo zoccolo duro degli abitudinari con circa il 60% dei Baby Boomers che lo consuma 2-3 volte a settimana e addirittura 1/3 tutti i giorni. Interessante anche vedere come aumentano i frequent user di vini bianchi tra le donne, mentre quelli di rosé riguardano più gli uomini (66% questi ultimi Vs 61% di donne). “Tra le scelte di acquisto” rivela il responsabile dell’Osservatorio Denis Pantinivini biologici e sostenibili guidano la classifica con il 27% delle preferenze, seguiti da quelli ottenuti da vitigni autoctoni (22%) e da quelli provenienti da uno specifico territorio (16%) con in testa Veneto, Toscana, Piemonte, Puglia e Sicilia”. Ma il dato più significativo riguarda l’attenzione ai vini low e no alcol, indicati dal 14% degli intervistati. Un trend, quest’ultimo, che vede interessati (soprattutto per curiosità) gli under under 50 e le donne. Spostandoci sui canali di vendita, supermercati e iper restano in cima alle preferenze (47,5% gli acquirenti), ma è l’online a crescere di più: la percentuale di chi compra in questa modalità è passata dall’1% del 2019 al 6,1% del 2022.

Pubblicità

Solo 1 italiano su 10 sa cos’è il Nutriscore

Altro dato che viene fuori dalla ricerca è che, per gli italiani, consumare vino moderatamente nell’ambito di uno stile di vita sano non fa male alla salute. La tesi - a dibattito in corso sulle politiche dell’Ue e dell’Organizzazione mondiale della Sanità in materia di consumi di alcol e alimentari - è condivisa dalla stragrande maggioranza degli italiani, con solo il 5% che non si trova d’accordo con tale affermazione. Il 59% degli intervistati, tuttavia, vorrebbe essere maggiormente informato e avere in etichetta dei messaggi che invitano al consumo moderato. Alla domanda sul Nutriscore, però, solo 1 consumatore su 10 (13%) sa cosa sia il nuovo sistema di etichettatura a semaforo che potrebbe trovare spazio sugli scaffali italiani ed europei nei prossimi mesi. Bocciata, infine, dal 53% del campione l’ipotesi di aumentare le tasse sugli alcolici, e quindi sul vino, auspicata dal Parlamento europeo. Per il ministro delle Politiche Agricole, Stefano Patuanelli, intervenuto alla presentazione della 54esima edizione di Vinitaly: “Quella del Nutriscore e del bollino nero per il vino resta un’ipotesi inaccettabile che l’Italia farà di tutto per scongiurare. Va bene dare maggiori informazioni tramite i nuovi strumenti, come ad esempio il Qrcode” ha concluso “ma l’etichetta a semaforo è un sistema di informazione distorta e condizionante”.

 a cura di Loredana Sottile

Questo articolo è stato pubblicato sul Settimanale Tre Bicchieri del 31 marzo 2022

Per riceverlo gratuitamente via e-mail ogni giovedì ed essere sempre aggiornato sui temi legali, istituzionali, economici attorno al vino Iscriviti alla Newsletter di Gambero Rosso

Pubblicità
cross linkedin facebook pinterest youtube rss twitter instagram facebook-blank rss-blank linkedin-blank pinterest youtube twitter instagram
X
X