Regno Unito: stop agli aumenti sul vino. Sollievo per lo spumante italiano

2 Nov 2021, 12:32 | a cura di Loredana Sottile
Niente aumenti sugli alcolici nella nuova legge di Bilancio nel Regno Unito, e riduzione della super tassa sugli spumanti nella riforma fiscale attesa da anni.
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Novità importanti da Oltremanica. Proprio in queste ore, il ministro del Tesoro Rishi Sunak MP, accogliendo le richieste delle imprese britanniche del vino ha deciso di congelare le imposte sull’alcol, destinate ad aumentare con la prossima legge di Bilancio. Nelle settimane scorse, infatti, la Wine and Spirit Trade Association aveva avvertito che, senza questo intervento, i prezzi dell'alcol avrebbe raggiunto il massimo storico questo Natale, soprattutto a causa dell'aumento dell'inflazione. Già nell’ultimo anno il prezzo medio di una bottiglia di vino è aumentato di 18 centesimi e di una bottiglia di gin di 22 centesimi. Soddisfatto Miles Beale, amministratore delegato della Wine & Spirit Trade Association: “La decisione di congelare l'imposta sul vino e sugli alcolici rappresenta un enorme sollievo per le imprese britanniche e i consumatori, offrendo a tutti una pausa tanto necessaria per aiutarli a riprendersi dalla pandemia. L’annuncio” continua Beale “non poteva arrivare in un momento migliore per l'industria del vino e degli alcolici del Regno Unito, che non solo deve affrontare il caos creato dal Covid-19, ma anche la mancanza di conducenti e i gravi problemi nella catena di approvvigionamento”. Attualmente, infatti, l'impatto della pandemia, la chiusura del settore dell'ospitalità, la burocrazia legata alla Brexit, la carenza di personale e i rincari sul carburante hanno fatto sì che le aziende si trovassero ad affrontare prezzi record, inevitabilmente trasferiti sui consumatori.

Chiaramente le novità riguarderanno anche il vino italiano, come sottolinea il segretario generale di Unione Italiana Vini Paolo Castelletti: “Non possiamo che essere contenti di questa notizia, tenuto conto dell’importanza del mercato britannico per le nostre esportazioni di vino. In questo modo” continua “si va nella direzione della ripresa economica e del rilancio dei consumi, oggi più che mai decisiva per questo nostro importante partner commerciale”.

Le misure adottate, secondo l’associazione Wsta, si traducono in circa 430 milioni di sterline di accise extra che non andranno a colpire il settore durante questo periodo difficile.

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Le novità della riforma sulla tassazione di alcolici e vino nel Regno Unito

Le novità non sono, tuttavia, finite. Il Cancelliere ha annunciato anche una riforma più strutturata della tassazione sugli alcolici, attesa da tantissimi anni. L'alcol, infatti, è uno dei prodotti più tassati nel Regno Unito, con in testa lo spumante, seguito dai superalcolici e, poi, dal vino fermo. In basso a questa piramide si trovano birra e sidro. L'ultimo taglio all'imposta sul vino è stato operato dal Cancelliere Nigel Lawson, nel 1984.

L’intervento dovrebbe andare nella direzione “stronger the drink, higher the price”, ma con delle eccezioni relative, ad esempio, a un prodotto made in England come il gin. Sono sei i punti principali che dovrebbe entrare in vigore da febbraio 2023, con consultazioni aperte fino al prossimo 30 gennaio 2022.

Agevolazioni per lo spumante

Da segnalare, in particolare le agevolazioni per gli spumanti, fino a oggi soggetti a una delle tassazioni tra le più alte al mondo: una bottiglia da un litro di spumante è soggetta a un'imposta di £3,81, contro 2,98 sterline del vino fermo. Questo, oltre a agevolare il Prosecco – che trova nel Regno Unito la sua prima piazza di destinazione - andrebbe anche a tutto vantaggio della produzione di bollicine inglesi, in notevole crescita nell’ultimo decennio.

“La riforma fiscale può essere salutata con favore se pensiamo alla spumantistica” è il commento di Castelletti “soprattutto perché per l’Italia rappresenta uno dei settori più dinamici, con il mercato inglese tra i principali acquirenti. Tuttavia” fa notare il segretario Uiv “siamo preoccupati per questo nuovo approccio (stronger the drink, higher the price): di solito il regime fiscale si applica per volume di prodotto venduto e non per grado alcolico. Un approccio evidentemente che tiene conto degli aspetti salutistici ma che, in realtà, camuffa la scelta del governo britannico di avvantaggiare i prodotti locali. Inoltre, secondo la proposta, il vino fermo dovrebbe subire degli incrementi dell’aliquota nel 2023, a tutto svantaggio delle nostre esportazioni”

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Su questo ultimo punto, rincara la dose il presidente Wsta: “Bene la riduzione della super tassa sugli spumanti, ma siamo perplessi da una proposta che incorpora l'iniquità tra i prodotti. Questa riforma” continua Beale “non rende il regime fiscale più giusto, come doveva essere il fine fondamentale della revisione. Ma avremo tempo per confrontarsi sulla proposta nei prossimi mesi”. Nel Regno di Sua Maestà si annunciano nuove battaglie vitivinicole.

La riforma sugli alcolici in sei punti

  1. +10 pence l’aliquota su una bottiglia da 750 ml di vino fermo al 12% (da £ 2,23 a £ 2,33)
  2. +68 pence l’aliquota su una bottiglia da 750 ml di vino fermo al 15% (da £ 2,33 a £ 2,91)
  3. -52 pence l’aliquota su una bottiglia di spumante da 750 ml al 12% (da £ 2,86 a £ 2,33)
  4. +32 pence l’aliquota su una bottiglia da 750 ml di vino fortificato al 17% (da £ 2,98 a £ 3,30)
  5. Aliquota invariata su una bottiglia di vodka da 70 cl al 37,5%: £ 7,54
  6. Aliquota invariata su una bottiglia di gin da 70 cl al 40%: £ 8,05

a cura di Loredana Sottile

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