Report conferma: "Losito & Guarini hanno aggiunto acqua nel vino. Abbiamo altre prove"

20 Feb 2024, 16:41 | a cura di
Dopo le dichiarazioni rilasciate al Gambero Rosso da Davide Guarini, arriva la replica del giornalista Emanuele Bellano: “La cantina era stata avvisata, ma non ha voluto dire la sua”

«Non temiamo la querela di Losito & Guarini», dice il giornalista di Report Emanuele Bellano al Gambero Rosso. Dopo la puntata della trasmissione di Sigfrido Ranucci, andata in onda lo scorso 18 febbraio, il presidente dell’azienda vitivinicolo Davide Guarini aveva annunciato, in un’intervista in esclusiva al Gambero, che avrebbe querelato il giornalista autore del servizio per aver messo in onda «documenti falsi e diffamatori, smentiti dai registri di cantina» e probabilmente frutto di «ricostruzioni falsate effettuate da qualcuno mosso da risentimento». Report ha accusato l'azienda di aver aggiunto, durante la produzione del 2015, importanti quantità di acqua nel vino, vietato dalla legge, e di aver miscelato diverse tipologie di vino poi imbottigliate come Doc.

Report e i documenti sulla cantina dell'Oltrepò pavese

Da qui la replica di Bellano: «I documenti vengono da fonti qualificate e non risultano alterati. Come da prassi giornalistica e da codice deontologico, prima di mandare in onda il servizio abbiamo incrociato le rivelazioni della fonte con quella di altre due persone che hanno lavorato in azienda e che hanno confermato la versione dell’ex dipendente. Testimonianze tutte registrate che non avremmo problemi a mostrare in sede legale».

Report: “L’azienda era stata avvisata”

Relativamente all’accusa di non aver messo l’azienda in condizioni di rispondere e contestare le tesi dell’inchiesta («le richieste sono arrivate nell’imminenza della messa in onda» è la dichiarazione di Davide Guarini), Bellano sostiene di aver mandato la prima richiesta di intervista il 22 gennaio e successivamente - sei giorni prima della messa in onda del servizio - di aver inviato via email l’intera trascrizione dei contenuti finiti nell’inchiesta, sollecitando più volte la cantina a rispondere. «Se lo avessero fatto» chiosa il giornalista «ne avremmo tenuto conto».

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