Ecco i risultati dei nostri assaggi durante i due giorni dell'evento Roero Days. L’appuntamento con i vini del Roero è giunto alla alla quarta edizione. ei due giorni, In degustazione c'era sia il Roero Arneis sia il Rosso.
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Roero Days 2019

Domenica 31 e lunedì 1 aprile si sono svolti a Bologna i Roero Days, due giorni interamente dedicati ai vini del Roero. L’appuntamento, itinerante per l’Italia, è giunto alla quarta edizione e fa parte di una serie di iniziative organizzate da alcuni anni dal Consorzio dei Vini del Roero.

Sotto i tetti del palazzo Re Enzo, in pieno centro cittadino, le attività erano molteplici: oltre alla degustazione libera con i banchi d’assaggio (più di sessanta i produttori coinvolti, presenti nella sala principale) si sono tenute ben otto degustazioni nei due giorni, tra assaggi di vecchie annate – sia del Roero Arneis sia del Rosso – o confronti alla cieca tra vini del Roero e altre grandi etichette italiane. Scopo del Consorzio, che sotto la presidenza di Francesco Monchiero sta svolgendo un ottimo lavoro di valorizzazione della Denominazione, è quello di far conoscere il territorio, la sua natura, la sua cultura e, ovviamente, i suoi vini.

I vitigni e i vini del Roero

Due le varietà principali, arneis a bacca bianca e nebbiolo, entrambi particolarmente vocati per il terreno roerino, principalmente marnoso-arenario con un buon tenore in calcare, argilla e sabbia: il risultato è nel bicchiere e fa scorgere in maniera netta tutto il comprensorio piemiontese alla sinistra delle Langhe, col fiume Tanaro a delimitare i confini.

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Roero Days . un momento della manifestazione con i banchi di assaggio

Nuovo disciplinare e attività collaterali del Consorzio

Importante anche il lavoro sviluppato dal Consorzio riguardo la modifica del disciplinare produttivo che vedrà l’aggiunta della tipologia Riserva per i Roero Arneis e ha già eseguito un attento lavoro di zonazione che ha portato all’individuazione delle Menzioni Geografiche Aggiuntive (MGA), con la conseguente possibilità (già messa in atto) di poter scrivere in etichetta i nomi dei Cru.

A corredo di tutte le attività anche un convegno esplicativo sui sentieri tra le vigne del Roero (segnalati sia tramite cartellonistica, sia tramite applicazioni digitali, con opportune spiegazioni audio e percorribili in bicicletta o a piedi per conoscere meglio questo magnifico territorio) e l’esposizione di una bellissima mostra fotografica del territorio firmata da Carlo Avataneo.

Roero. Le degustazioni

Come detto, sono state diverse le degustazioni guidate (tutte intervallate dai piatti cucinati da Davide Palluda dell’Enoteca di Canale, iniziativa di sicuro valore per cui tutti i partecipanti ai seminari potevano deliziarsi con tre pietanze preparate dallo chef). Alcuni assaggi erano riservati ai vini del Roero frutto di vecchie annate: è emersa così, ancora una volta, l’incredibile possibilità di invecchiamento dei vini, non solo per i rossi da uve nebbiolo, ma anche dai bianchi da arneis.

Qui di seguito la nostra selezione, 13 etichette in tutto, frutto sia di aziende più note e già conosciute, sia di realtà nate da poco. Tutti i vini sono accomunati da alcune caratteristiche, oltre alla capacità d’invecchiamento: forte territorialità, un saper fare artigianato che mette in evidenza più il lavoro di vigna che quello di cantina e una grande bevibilità, che testimonia l’eleganza, la finezza, ma anche la dinamicità negli abbinamenti col cibo dei bianchi e rossi che nascono alla sinistra del Tanaro.

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Roero Arneis

Roero Arneis Camestrì 2007 – Porello Marco

Più di dieci anni trascorsi dalla vendemmia e ancora un vino in piena gioventù. Il Camestrì è un Arneis le cui uve arrivano dall’omonima vigna. Il nostro assaggio (da bottiglia magnum) ci ha regalato un vino dal colore dorato lucente e dal naso complesso e pulito. Zafferano, anice, erbe aromatiche ad anticipare un sorso che brillava per freschezza acida che, unità alla sapidità, andava a equilibrare una bocca piena e avvolgente, dal calore alcolico dosato e dal finale in cui le piacevoli note terziarie si scandivano pian piano. Godibilissimo e con ancora diversi anni davanti.

Canale (CN) – porellovini.it

Roero Arneis Giuan da Pas 2010 – Pace

È dedicato a Giovanni da Pace il Roero Arneis da lungo invecchiamento. Giovanni, figlio di Bernardino, comprò la cascina nel lontano 1934. Ora, a distanza di decenni, è la quarta generazione di viticoltori che porta avanti l’azienda, sotto il controllo di Dino e Pietro (dal 1996). La 2010, annata fresca e molto equilibrata, ci regala un vino incredibile e affascinante: profumi di mentuccia, alloro, fiori bianchi e ancora una vena fruttata che anticipa un palato dinamico e scattante, equilibrato e teso, pulito, ma molto saporito nel finale.

fraz. Madonna di Loreto, 52 Canale (CN) – pacevini.it

Roero Arneis 7 Anni 2011 – Negro Angelo e Figli

Quella della famiglia Negro è una delle aziende più note e conosciute nel panorama roerino. La cantina, a totale gestione familiare, produce una gamma ampia di vini e ha sempre creduto nell’Arneis e nel suo invecchiamento. A dimostrare ciò il 7 Anni, etichetta che prende il nome dall’invecchiamento del vino prima della sua messa in commercio. Invecchiamento che avviene senza l’uso di legni per regalare nel bicchiere la purezza assoluta che la varietà riesce a dare. Profumi di frutta gialla matura, cenni di spezie dolci e un tocco mediterraneo erbaceo anticipano un palato lungo, avvolgente e quasi piccante tanta la sapidità finale.

Monteu Roero (CN) – angelonegro.it

Roero Arneis La Val dei Preti 2012 – Matteo Correggia

Prima annata per un vino frutto della vendemmia 2012 ma che esce in commercio solo ora. La Val dei Preti è un bellissimo esempio di Arneis maturo che ancora non ha paura di invecchiare. Arriva da una vigna singola e ammalia fin dal primo naso: erbette aromatiche, un pizzico di anice, albicocca disidratata e una bocca incredibile per spessore, volume, ma anche precisione riguardo acidità, equilibrio sapido e una profondità di beva da manuale. Senza dubbio buona la prima, ma sotto la regia di un’azienda come Matteo Correggia eravamo certi del risultato.

Canale (CN) – matteocorreggia.com

Roero Arneis 2013 – Taliano

Sono Alberto ed Ezio a guidare l’azienda di famiglia. Una bella realtà artigiana di una dozzina di ettari, suddivisi tra Roero (nei comprensori di Bossola, Rolandi e Benna) e Barbaresco dove i Taliano hanno diverse vigne. L’Arneis ’13 sembra essersi fermato nel tempo, con frutto ancora bene in evidenza. Si scorge ancora anche la parte floreale, molto delicata e pian piano vengono fuori sensazioni erbacee, mentolate e di spezie nobili. La bocca è ancora freschissima, il sorso prende ritmo da acidità e sapidità. Pulizia ed eleganza dominano nel finale, saporito ma sempre composto.

Montà (CN) – talianomichele.com

Roero Arneis 2016 – Costa Catterina

È il più giovane della batteria, non per questo privo di carattere e piacevolezza di beva. Forse il bello dell’Arneis è proprio questo: piacevolezza fin dall’uscita sul mercato e pian piano una complessità che si esprime anno dopo anno. In ogni caso parliamo anche qui di un vino al compimento del terzo anno di età. Fiori bianchi, agrumi, frutta a pasta gialla, erbette mediterranee per un naso ammaliante e preciso. A seguire una bocca ritmica e dinamica, dalla beva incredibile e profonda. Da bere subito o da conservare, sicuramente un grande acquisto.

Castagnito (CN) – costacatterina.com

Roero e Roero Riserva

Roero Trinità Ris. ‘07 – Malvirà

Un vero fuoriclasse. A 12 anni dalla vendemmia il Rosso più importante dell’azienda regala ancora profumi di frutto rosso maturo, intervallati da spezie, cenni erbacei e di agrume scuro. Poi le note terziarie che fanno capolino: prima il sottobosco, poi resine nobili e tocchi d’incenso. La bocca è cremosa, ancora piena di vitalità. Esemplare il finale pulito, elegante, dall’equilibrio perfetto nel rapporto tra acidità (ancora spiccata) e tannino. Delizioso ora, ma capace di regalare ancora tante emozioni in futuro.

Canale d’Alba (CN) – malvira.com

Roero Printi Ris. ‘10 – Monchiero Carbone

È frutto di una vendemmia fresca, ma molto equilibrata, ideale se si amano vini fini, sottili ed eleganti. Il Printi è una Riserva esemplare del Roero. A produrla Monchiero Carbone azienda di famiglia condotta Francesco Monchiero. Naso floreale, dal frutto ancora composto tra fragoline di bosco e mirtilli, non fa mancare il tocco più imponente, tra le spezie, la corteccia e le foglie secche. La bocca mostra ancora rigidità specie sulla parte tannica, ma non mancano freschezza acida e sapidità specie nel finale che bilanciano corpo e struttura.

Canale (CN) – monchierocarbone.com

Roero Bric Paradiso Ris. ‘12 – Tenuta Carretta

Molto più di una cantina, la Tenuta Carretta affonda le sue radici nel lontano 1467. Oltre alla produzione vitivinicola anche un ristorante (per la verità due, se contiamo l’insegna di Barolo), un albergo di charme e un’enoteca. Il Bric Paradiso è il Cru aziendale da cui nasce la Riserva di Roero. L’annata 2012, nonostante il caldo, a distanza di sette anni, ci regala un vino di grande equilibrio gustativo: tannino morbido e composto, sapidità e freschezza che caratterizzano il sorso, finale profondo. Tutto anticipato da un naso dove foglie secche e sottobosco affiancano un frutto ancora in evidenza.

Piobesi d’Alba (CN) – tenutacarretta.it

Roero Ris. ‘13 – Massucco

Quattro generazioni per una cantina che porta il nome di famiglia e produce vini sia nelle Langhe, sia nel Roero. La Riserva è frutto di una vigna con esposizione a Sud Est, a 350 metri slm e dal sottosuolo argilloso con marne sabbiose. Ci troviamo a Castagnito nel Roero e ci ha sorpreso il millesimo 2013. Frutto maturo e una leggera e affascinante terziarizzazione (muschio e terra bagnata) fanno da contraltare a una bocca ancora giovane e vitale nel sorso: la beva è scandita da spalla acida, un buon sapore finale e il tratto tannico sempre presente, ma cremoso e fitto.

Castagnito (CN) – massuccowine.com

Bric Castelvej – Roero Riserva Panera Alta 2015

La storia di Bric Castelvej inizia nel 1956 quando Domenico Gallino iniziò a vinificare puntando tutto alla qualità. Ora l’azienda è in mano a Mario Repellino (genero di Domenico) e suo figlio Cristiano, enologo e responsabile della parte produttiva. Panera Alta è la massima espressione del Roero aziendale. Parliamo di una Riserva che arriva da vigne con bassissime rese per ettaro, la vinificazione delle uve avviene in acciaio per poi fermentare in botti grandi. Il risultato, frutto del millesimo 2015, è un vino sottile ed elegante, tutto giocato su un sorso verticale, con una bellissima alternanza tra acidità e tannicità e un finale saporito molto pulito.

 Canale (CN) – briccastelvej.it

Roero Le Coste ‘16 – Cascina Ca’ Rossa

Angelo Ferrio conduce con passione una bellissima realtà capace, attraverso i suoi vini, di regalare vere emozioni. Le Coste ’16 è un Roero ancora giovanissimo, ma riesce a testimoniare bene il prestigio dell’annata, molto equilibrata. Profumi di frutto rosso nitidi e precisi sono solo una parte della complessità del naso che riesce a regalare anche sentori floreali e d’agrume scuro. La bocca, ancora austera, mostra già un buon equilibrio, il tannino è presente ma è morbido e avvolgente, la freschezza e magistrale e il finale è lungo e saporito.

Canale (CN) – cascinacarossa.com

Roero ’16 – Tibaldi

Azienda giovane, giovanissima, gestita a dovere dalle sorelle Tibaldi (Monica e Daniela) che, raccogliendo i frutti dell’attività di famiglia – la produzione di uva da vino – decidono di andare avanti con le loro personali etichette. Prima annata la 2014. Noi abbiamo assaggiato in anteprima la 2016 ed è stato subito “coup de coeur” come direbbero i francesi. Naso scandito da viola e amarena, poi tripudio di piccoli frutti rossi. Bocca vellutata e morbida, tannino presente ma maturo e dolce, acidità magistrale e finale sapido. Etichetta da conservare.

Pocapaglia (CN) – cantinatibaldi.com

a cura di Giuseppe Carrus