Nel territorio del Roero, in Piemonte, c’è una cantina che ha costruito un tavolo di oltre cinquanta metri tra i filari e attende che venga occupato da ospiti o turisti di passaggio per vivere assieme un’esperienza di gusto, bellezza e di convivialità.
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Il tavolo tra i filari

Il tavolo in legno è lungo oltre cinquanta metri, è piantato tra i vigneti di arneis a Canale, in provincia di Cuneo sulle colline del Roero e rimane lì, ben saldo a terra, nonostante il caldo, la pioggia e la nebbia. Ci si può sedere in tanti, quasi in cento, ed è a disposizione di tutti quelli che passando di lì vogliono fermarsi a guardare il paesaggio fatto di colline, boschi, vigneti e nuvole che si apre agli occhi proprio da quel punto panoramico, magari mangiando qualcosa o bevendo un calice di vino.

L’idea del “tavolo condiviso tra i filari” è venuta a Federico Destefanis, titolare dell’omonima azienda vinicola, ultimo erede di una generazione di vignaioli e che, assieme alla sua famiglia, ha voluto aprire le porte della cantina e i cancelli delle vigne per far conoscere un territorio, il Roero, attraverso una delle carte più belle da giocarsi, quelle della convivialità.

Che cos’è la Taulaluuunga

Il progetto si chiama Taulaluuunga (tavola lunga ndr.) è nato circa un anno fa con il rinnovo della cantina e si tratta di una lunga tavola accogliente e per far conoscere a più persone possibile la bellezza e la bontà di questo piccolo territorio che si chiama Roero. Per noi passare tutti i giorni su queste colline è una normalità, lo facciamo per lavoro, però, se ti fermi un attimo, ti accorgi che abbiamo davanti agl’occhi un capitale incredibile di bellezze, di sapori e di tradizioni. E visto che mi piace condividere, ho deciso che attraverso una tavolata conviviale avrei potuto far conoscere questo pezzo di Italia bellissima”. Detto fatto. Federico ha dunque costruito la tavola assieme ad alcuni amici e tramite il passaparola e i social network ha invitato le persone ad andarlo a trovare. “Abbiamo iniziato, da veri pionieri in queste zone, con l’invito per un’alba in vigna. Appuntamento alle quattro del mattino, lunga camminata tra le colline, boschi e filari fino a un punto panoramico, attesa del sorgere del sole e poi a tavola per la colazione del contadino”. L’idea è stata un po’ una rivoluzione: “pensavo che non si sarebbe presentato nessuno e invece sono arrivate oltre settanta persone. C’è e gente che si è svegliata nel cuore della notte per essere con noi; c’è chi si è emozionato a tal punto nel vedere l’alba dalle nostre vigne che ha pianto e chi si è abbuffato senza rimpianti alla nostra lunga tavola”.

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Il Roero, la cantina e la tavola condivisa

La tavola è aperta sia a chi, di passaggio, si vuole fermare magari per riposarsi da una camminata e dunque portarsi il proprio cibo, sia a chi vuole partecipare alle feste che la famiglia Destefanis organizza di tanto in tanto. Come è accaduto per la festa di San Martino, pochi giorni fa, quando si sono accomodate settanta persone, non prima però di aver aiutato ad apparecchiare. “È come si usa fare nei grandi pranzi in famiglia, soprattutto in campagna” dice Federico “dove ognuno deve contribuire facendo un piccolo gesto, altrimenti diventa un grande caos”. E così i commensali hanno apparecchiato, passato piatti spaiati recuperati da un vecchio corredo, bicchieri e forchette; la mamma ha cucinato la bagnacauda e tagliato le verdure, la sorella si è occupata dell’organizzazione e dell’accoglienza e la moglie ha collaborato perché tutto fosse perfetto. Il vino della cantina (arneis e nebbiolo) ha completato l’esperienza.

Chi passa dalla vigna arriva poi ad Alba, magari nei giorni del tartufo, e si ferma a Bra, piccolo paese “gourmet” con i suoi dieci macellai che pedissequamente e con orgoglio seguono il disciplinare per la preparazione della “salsiccia di Bra”, vero fiore all’occhiello della zona. Ed è questo un valore aggiunto.

La condivisione: lo spirito di Taulaluuunga

La lunga tavola in legno costruita da Federico è dunque un’idea nuova per un territorio come il Roero. Offre un punto di vista originale per chi si avventura in queste zone e un’esperienza enogastronomica da una diversa prospettiva: vedere quello che vede un contadino, respirare la stessa aria e mangiare allo stesso tavolo, bevendo lo stesso vino. La condivisione diventa così un valore aggiunto e fondamentale, e attraverso questa occasione si genera un ricordo che, si spera, duri nel tempo.

Adesso i vigneti sono a riposo, il tempo è spesso ballerino e la tavola resterà vuota per un po’. Ma è pronta a rianimarsi con la bella stagione. Casa di Federico è invece aperta: basta bussare per assaggiare un buon bicchiere del suo vino, aspettando assieme a lui e alla sua famiglia l’arrivo della primavera.

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www.cantinadestefanis.com

a cura di Tommaso Costa