Al via il progetto pilota sulla piattaforma U-Label lanciata dal Ceev, in vista delle nuove regole di etichettatura per i produttori europei. Il presidente Barillère: “Così si danno più informazioni ai consumatori, senza modificare l'aspetto della confezione”. Tra le prime aziende a testare il sistema anche tre italiane
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U-Label: prove generali di e-label per il vino europeo. È appena stata presentata dal Ceev-Comité Européen des Entreprises Vins, insieme a spiritsEurope, la piattaforma U-Label (www.u-label.com), che consente alle aziende vinicole e di liquori di creare facilmente le proprie etichette elettroniche, per dare ai consumatori tutte le informazioni richieste dall’Europa, in ambito della prossima Pac, e obbligatorie dal 2023.

U-Label. Come funziona la piattaforma

In particolare, la piattaforma conterrà un elenco degli ingredienti (quantità di grassi, acidi grassi saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale), una dichiarazione nutrizionale, le avvertenze sanitarie, eventuali informazioni sulla sostenibilità del prodotto e sul consumo responsabile con il logo di Wine in Moderation. Non ci sarà spazio, invece, per comunicazioni di tipo promozionale (anche se è possibile, tramite link, accedere alla pagina web dell’azienda), né sarà uno strumento per tracciare il profilo dei consumatori. Il link avverrà tramite un Qr code posto sul retro-etichetta della bottiglia che porterà a una pagina tradotta automaticamente in 24 lingue. Invece, in fase di inserimento dati, la cantina dovrà solo selezionare le informazioni dal menu delle opzioni, già presenti sulla piattaforma, nella propria lingua d’origine. Il resto è automatico.

“I consumatori di oggi si aspettano una maggiore trasparenza sui prodotti che consumano e l’etichettatura digitale può rispondere a questa domanda aumentando le informazioni che le aziende condividono con i propri consumatori, senza modificare l’aspetto della confezione”, ha detto il presidente Ceev Jean-Marie Barillère, nel presentare la nuova piattaforma. “Abbiamo deciso di creare U-Label per offrire a tutte le aziende di vino e liquori una soluzione chiavi in mano conveniente per intraprendere questo viaggio digitale” ha spiegato Ignacio Sánchez Recarte, segretario generale Ceev “Siamo orgogliosi di poter fornire questo innovativo strumento multilingue nell’arco di due anni prima che le nuove regole di etichettatura diventino un obbligo legale per i produttori di vino nell’ambito della riforma della Pac”.

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Etichetta elettronica per il vino: un compromesso lungo anni

Di fatto l’obbligo di introdurre la lista degli ingredienti e le calorie entrerà in vigore con l’approvazione definitiva della Pac, attesa per questo autunno, prevedendo un arco di tempo di due anni per dare modo alle cantine di adeguarsi. Tuttavia, il tema è in discussione da anni e la prima proposta di e-label era arrivata nel 2017 dalle principali sigle di settore europee – Ceev, Copa-Cogeca e Efow – con l’apporto decisivo dell’Italia (con Unione Italiana Vini e Federvini in prima linea), dopo che nel 2017 la Commissione Ue aveva chiesto soluzioni per fornire delle etichette trasparenti in fatto di informazioni.

La soluzione della e-label ha, quindi, evitato il ricorso obbligatorio alle informazioni nutrizionali e alla lista degli ingredienti direttamente in etichetta (che si trasformerebbe in questo modo in un “lenzuolo di testo”). Opzione comunque percorribile da chi non volesse utilizzare l’etichetta digitale e preferisse quella cartacea. Rimarrà, ad ogni modo, su quest’ultima l’indicazione delle calorie, che si è scelto di esprimere per un una porzione definita drinking unit (un bicchiere da 100 ml di vino), utilizzando un pittogramma in modo da risultare comprensibile in tutte le lingue, senza bisogno di traduzioni.

Sedici aziende parteciperanno alla sperimentazione

Quella appena lanciata è, quindi, una piattaforma sperimentale rivolta a chi vorrà già testare il nuovo sistema e iniziare a caricare i dati online. Attenzione, però, come già scritto sopra, non c’è obbligo di utilizzo della piattaforma digitale, fermo restando l’obbligo di dare le informazioni richieste dall’Ue. Inoltre, U-label è la prima, ma non sarà necessariamente l’unica a disposizione: altri soggetti o collettivi di aziende o consorzi potranno creare la propria piattaforma, purché sia separata dal proprio sito di promozione e coerente con quanto previsto dal regolamento Ue. Intanto, sono 16 le prime imprese europee aderenti al progetto pilota U-label e tra queste tre italiane: Masi Agricola, Mgm Mondo del Vino e Zonin. Dopo il lancio, la sperimentazione di U-Label sarà aperta a tutte le aziende vinicole e distillate dal primo novembre 2021.

a cura di Loredana Sottile

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L’articolo completo è stato pubblicato sul Settimanale Tre Bicchieri del 30 settembre 2021

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