La settima stagione della celebre serie dedicata ai protagonisti della cucina è ancora una volta una serie tematica, dedicata al mondo del bbq, tra Stati Uniti, Messico e Australia. Si esce dalle cucine più blasonate, per incontrare i maestri della cottura sul fuoco e scoprire tradizioni ancestrali.
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Nuova stagione per Chef’s Table

Tra poco più di una settimana, dopo un lungo periodo di pausa, Chef’s Table tornerà con quattro nuovi episodi disponibili per gli abbonati di Netflix. La docu-serie nata per raccontare il mondo della cucina d’autore, con una originalità di scrittura e una qualità della fotografia mai applicate prima al mondo gastronomico, ha raccolto negli anni una fan-base sempre più nutrita, appassionando un pubblico eterogeneo, in tutto il mondo. È nato così lo spin off dedicato a mercati e street food, mentre l’interesse di David Gelb e della sua squadra di autori si spostava lentamente dall’universo dei grandi chef a comprendere un tessuto professionale più variegato, non trascurando la denuncia sociale. Non stupisce, dunque, che la nuova stagione della serie esuli ancora una volta dal contesto delle cucine più blasonate, per concentrarsi su una tradizione che ha invece molto a che fare con l’espressione più popolare della cucina, specie nella cultura americana (ma non solo), e di più col rapporto viscerale dell’uomo con il cibo.

Peperoni verdi cotti su fuoco vivo da Firedoor

Chef’s Table Bbq. Quattro storie legate al fuoco

Dopo il focus sulla pasticceria, dunque, Chef’s Table presenta nuovamente una mini-stagione tematica, che onora la storia del Bbq; partendo dall’America del Texas e del South Carolina, per muoversi alla volta del Messico e dell’Australia. E indugiando su una tradizione che per il suo legame col fuoco e per la gestualità quasi rituale che accompagna la preparazione del cibo è indubbiamente spettacolare (al tema, non a caso, si è dedicato anche David Chang, nella seconda serie di Ugly Delicious; ma una delle trattazioni più riuscite sull’argomento resta l’episodio dedicato al fuoco della serie Cooked, dall’omonimo libro di Michael Pollan). Già nell’ultima stagione di Chef’s Table la griglia e il mondo della carne avevano conquistato un ruolo centrale nell’episodio dedicato a Dario Cecchini, macellaio del Chianti noto ben oltre le mura della sua bottega con cucina di Panzano. La mini-serie disponibile a partire dal 2 settembre, però, si concentrerà con più attenzione sulla figura del pit-master. E non solo nell’accezione più canonica del termine.

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Dal Texas all’Australia. L’abilità dei pit-master

Ci saranno il fuoco, e il fumo; le spezie e le ricette speciali maturate in anni d’esperienza alle prese con la cottura al barbecue. Ma anche le sperimentazioni più moderne sul tema, perfettamente bilanciate con la tradizione custodita da personalità leggendarie del bbq, come Tootsie Tomanetz, 85enne texana, che da oltre cinquant’anni si dedica all’arte del barbecue, e dal 2003 gestisce il celebre Snow’s BBQ a Lexington. Nel 2018, la donna è entrata a far parte della Barbecue Hall of Fame (sì, esiste). Nella Carolina del Sud, invece, il protagonista è Rodney Scott, rappresentante di una delle più antiche tradizioni culinarie d’America – il whole hog barbecue –  che prevede la cottura prolungata dell’intero animale sul fuoco. In Australia, a Sydney, il contesto è ancora diverso, alla scoperta della cucina del Firedoor, ristorante specializzato nelle cotture a fuoco vivo – dagli ortaggi al dolce –  guidato da Lennox Hastie (discepolo di Victor Arguinzoniz, da Asador Extebarri). L’episodio dedicato al Messico, invece, ritrova un’altra donna (già vista in Ugly Delicious), maestra nella preparazione del tipico cochinita pibil secondo la tradizione Maya, a Yaxunah: Rosalia Chay Chuc.

a cura di Livia Montagnoli