Dal10 gennaio Green Pass rafforzato anche nei ristoranti all'aperto, e alberghi e strutture ricettive, sagre ed eventi anche open air
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Prima c’è stato il Comitato Tecnico Scientifico, poi la cabina di regia e infine il Consiglio dei Ministri. Giornata piena quella del 30 dicembre per aggiustare nuovamente il tiro e frenare l’avanzata della quarta ondata, targata Omicron. Impennata di contagi: il tempo di raddoppio è ormai di solo una settimana, “la velocità di riproduzione di Omicron è impressionante” spiega Walter Ricciardi, consulente del ministro alla Salute Roberto Speranza, confermando quel che è già sotto ai nostri occhi: questa nuova ondata sarà numericamente imponente, ma – per ora – l’impatto dal punto di vista sanitario sarà minore, merito anche del lavoro fatto nei mesi scorsi in termini di campagna vaccinale e gestione del virus. E il Governo cerca di contrastare l’avanzata del coronavirus con nuove regole, rispetto a quelle stabilite il 23 dicembre, e a quelle già introdotte sugli arrivi in Italia, che entreranno in vigore a partire dal 10 gennaio e fino al termine dello stato di emergenza, mentre si valutano altre zone gialle .

Green Pass rafforzato

Il cosiddetto super green pass – che si ottiene solo con la vaccinazione o la guarigione dal Covid 19 – si estende ad altre attività: servizi di ristorazione all’aperto, alberghi e strutture ricettive, feste conseguenti alle cerimonie civili o religiose, sagre e fiere. Tutto il mondo dell’ospitalità e della somministrazione, dunque, dopo l’obbligo di SGP anche per il consumo al banco introdotto con il precedente decreto. Oltre a questi anche i mezzi di trasporto (inclusi quelli locali e regionali) e gli impianti di risalita, centri culturali, sociali, benessere, sportivi e ricreativi anche per attività all’aperto. Insomma: ovunque nei luoghi pubblici e per svolgere attività con altre persone. Non si accolgono, per ora, le richieste dei governatori delle Regioni di estendere il Green Pass rafforzato a tutti i lavoratori – inclusi quelli del comparto ristorativo – né tanto meno l’obbligo vaccinale, evocato dal ministro del Lavoro Andrea Orlando e dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi.  Azioni per ora rimaste in stan by, ma che potrebbero essere approvate nel Consiglio dei Ministri convocato per il 5 gennaio 2022, durante il quale si potrebbe anche prendere in considerazione il lockdown per i non vaccinati, sul modello austriaco.

Quarantena

A fronte della stretta sul Green Pass, si accolgono le indicazioni del Cts e della cabina di regia allentando i termini della quarantena, che non si applica a coloro che hanno avuto contatti stretti con soggetti confermati positivi al COVID-19 nei 120 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario o dalla guarigione nonché dopo la somministrazione della dose di richiamo. Rimane solo l’obbligo di indossare dispositivi di protezione di tipo Ffp2 nei 10 giorni successivi all’ultimo contatto (per queste mascherine sembrerebbe in arrivo un prezzo calmierato a fronte degli aumenti che si stanno registrando in questi giorni). La fine della quarantena o dell’auto-sorveglianza è legata all’esito negativo di un test antigenico rapido o molecolare, effettuato anche presso centri privati con obbligo di trasmissione alla Asl. Rigore invece per i non vaccinati entrati in contatto con un positivo: per loro 10 giorni più tampone negativo o 14 senza.

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