Per la rubrica promossa dalla Fondazione Gambero Rosso e dedicata alle donne, oggi intervistiamo Dominga Cotarella, Direttore Marketing e Commerciale di Famiglia Cotarella.
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La Fondazione Gambero Rosso, creata con lo scopo di dare attenzione e risalto ai temi di ordine sociale e della ricerca, porta avanti con dedizione questa rubrica dedicata alle donne, non tanto perché crediamo nelle quote rosa ma perché è fondamentale parlare e sensibilizzare sulla parità di genere. Ed è altrettanto fondamentale farci portavoce di donne che hanno raggiunto importanti obiettivi nel proprio settore. Qui l’intervista a Dominga Cotarella, Direttore Marketing e Commerciale di Famiglia Cotarella.

Dominga Cotarella_ph Andrea di Lorenzo
Foto di Andrea di Lorenzo

Intervista a Dominga Cotarella

Nella sua esperienza lavorativa quali sono stati gli ostacoli che lei ha dovuto affrontare in quanto donna?

Sinceramente non ho mai visto l’essere donna come un ostacolo né ho avuto grandi impedimenti a riguardo. L’imprenditoria femminile nel mondo del vino sta crescendo e, mi sento di dire, con ottimi risultati. Sicuramente c’è ancora molto da fare ma ho avuto la fortuna di avere la mia famiglia che mi ha sempre sostenuto: per me Famiglia Cotarella è stata una vocazione grazie alla passione che mi hanno trasmesso mio padre Riccardo, mio zio Renzo e le mie amate mamme.

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Quindi nessun tipo di ostacolo?

Quando ho letto scetticismo o dubbio negli occhi di chi mi giudicava incapace di gestire l’azienda solo perché donna – tra le altre cose bionda, spesso sinonimo di stupidità – ho fatto leva sulle mie competenze e sul sentimento di appartenenza. Sono anche convinta che gli ostacoli siano delle prove che bisogna superare per crescere, migliorarsi e prendere la strada che si desidera. Ne è stato un esempio la pandemia che ho vissuto anche come un momento di riflessione e ripartenza, in qualche modo. Il mio incarico è frutto di duro lavoro e tanta, tantissima passione

Nel suo attuale ruolo quali leve gestionali sta utilizzando per facilitare il mondo femminile?

La mia è una squadra al 95% al femminile. Da sempre sostengo quanto sia importante fare rete tra noi donne e, nel mio piccolo, cerco di coinvolgere, sostenere e incoraggiare altre donne per fare progetti insieme, siano queste donne affermate, colleghe o persone semplici che incontro nel mio cammino.

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Quali proposte o modifiche proporrebbe alle autorità di governo per accelerare il raggiungimento della parità?

Oggi più che un tempo le donne devono essere tante cose insieme: professioniste impegnate, mogli, fidanzate, mamme, single brillanti, cuoche sopraffine e perfette padrone di casa. Per una donna è più complicato fare carriera, perché mancano servizi pubblici adeguati che agevolino la vita quotidiana. Si potrebbe iniziare con il modulare e rendere più flessibili i tempi e gli orari delle scuole, per esempio, oppure dare strumenti di sostegno per l’organizzazione della giornata..

Quali modalità e quali formule suggerisce per sensibilizzare e rendere consapevole il mondo maschile di questo gap? Un gap che, peraltro, ha conseguenze anche sul Pil.

Credo che il mondo maschile sia consapevole delle capacità delle donne nel mondo del lavoro. Infatti chi sceglie di investire su di noi solitamente poi non torna indietro, anzi, sempre di più vedo donne ai vertici o team al 100% femminili che dimostrano che siamo capaci quanto, se non più, di un uomo. Quindi direi di provare per credere.

Quale messaggio o consiglio si sente di dare alle donne che hanno capacità e desiderio di emergere, in particolare a quelle che stanno ancora lottando e alle giovani generazioni?

Non smettere mai di credere in ciò che si fa, confrontarsi, creare alleanze e osare sempre. Malgrado sia nata in una posizione privilegiata, ho dovuto, con le mie sorelle Marta ed Enrica, lottare per arrivare dove siamo oggi, non solo come azienda ma anche per l’Accademia Intrecci e Fondazione Cotarella, due progetti che non erano propriamente compresi inizialmente dalla prima generazione. Credo però che abbiamo dimostrato con concretezza e coerenza che impegno e passione portano a raggiungere gli obiettivi che ci si prefigge.

Ci racconti un aneddoto (positivo o negativo) di una delle sue esperienze sul tema.

Il mio rapporto con la stilista Elisabetta Franchi, è basato sulla stima reciproca e il desiderio di fare qualcosa insieme senza gelosie e rivalità. Anzi, condividiamo progetti e contatti, eventi e compleanni! Non è un caso che da qualche mese siamo entrate in contatto con Elena Alberti, Managing Director e CFO della Penske Automotive Italy, con cui stiamo pensando a un nuovo concept che veda coinvolti i tre ambiti in cui operiamo, vino, moda e motori, tre colonne portanti del Made in Italy.

illustrazione di Ilenia Tiberti

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