ProWein: 10 etichette per scoprire il meglio dei vini presentati a Düsseldorf
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Düsseldorf, appena archiviata la 25esima edizione del ProWein 2019: tre giorni di fiera, 6.873 espositori, 64 nazioni rappresentate, oltre 61,500 visitatori da 142 Paesi. In una manifestazione “All about business and service”, nelle parole del neo direttore Bastian Mingers, siamo andati a cercare uno scatto: l’emozione nel bicchiere. Ecco dove l’abbiamo trovata.

ProWein 2019: le scelte di Lorenzo Ruggeri

 

Champagne Fil de Brume Brut Nature – Jeaunaux Robin

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La prima scossa di sapore arriva da un piccolo villaggio della Marna. Sorriso timido e gentile dietro la montatura degli occhiali, Cyril Jeaunaux ci racconta dei suoi 5 ettari di vigne su suoli ricchi di silice. Sugli scudi questa cuvée tirata in 2mila bottiglie, 80% pinot nero con saldo di chardonnay. Carattere luminoso, profumi balsamici, netti e puliti i richiami fruttati: è rigenerante, rilascia una sensazione mentolata abbinata da una matrice sapida fuori dal comune. Il finale strappa per vitalità e profondità. Golosissimo il Rosé de Saignée Brut, da pinot meunier, con un leggero tocco tannico che dà ritmo a un frutto purissimo e carnoso. Non presente in fiera, ma di pregevolissima fattura, Le Talus Saint Prix Extra Brut. I prezzi delle cuvée? Senza alcun dubbio tra i più allettanti in tutta la Champagne.

Talus-Saint-Prix – Valle del Petit Morin – Francia – https://www.champagne-jr.fr

Timorasso Il Montino 2016 – La Colombera

Ancora un po’ di bottiglia e si vola. Sta mettendo la freccia questo piccolo capolavoro firmato da Elisa Semino, tra i vini più apprezzati durante l’evento Tre bicchieri in fiera di sabato in cui abbiamo riunito più di 160 cantine premiate con i Tre Bicchieri nella guida Vini d’Italia 2019 del Gambero Rosso e quasi 3mila persone in sala. Profumi di alloro, di cedro, di erbe spontanee, anticipano un palato potente e vibrante, tridimensionale, dal finale piccante e freschissimo. La carica di sapore è una garanzia di lunga vita. Online si pesca a 19 euro. Fosse in un’altra denominazione internazionale si griderebbe al miracolo.

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Tortona (AL) – https://www.lacolomberavini.it

Riesling 2017 – Weiser Kunstler

Mosella, deliziosamente Mosella. Incantevole il base di questa piccola realtà artigianale: profumi immediati e ariosi di nespola, grano ed erba appena tagliata. La bocca è sottile, delicata, dalla dolcezza sussurrata che è a dir poco invitante e goduriosa, bilanciata alla grande da un finale sapido, ampio e sfumato. Piacevolissimo, la beva è di naturalezza estrema, bicchiere vuoto nel minor tempo possibile. Dieci gradi di alcol e alto livello di piacere, perfetto su una margherita. In enoteca si adagia su 15 euro.

Traben Trarbach – Mosella – Germania – www.weiser-kuenstler.de

Riesling Altenforst 2016 – Ökonomierat Rebholz

Da pelle d’oca. Non è un vino finito, non è in commercio, il nome è pura fantasia. Si tratta di un esperimento portato avanti da Valentin, il figlio di Hans, alla guida di questa cantina del Palatinato che ancora una volta stupisce con una batteria di vini spaziali. Senza alcun timore, tra i più grandi bianchi del mondo. Dopo l’esperienza da Elisabetta Foradori, Valentin ha iniziato a vinificare una piccolissima parcella in un’anfora spagnola. Sferzante, fragrante e potentissimo, tannico il giusto, con un sapore che vibra per una durata pazzesca provocando un lungo brivido. Così bello che va riassaggiato per credere a cotanta bellezza. Sotto i 12 gradi di alcol, sopra l’eccellenza. Gli altri vini sono a dir poco entusiasmanti, dal Riesling base 2018 al GG Kastanienbusch 2017 i brividi non mancano. Viticoltura biodinamica, ma qui si parla solo di territorio.

Siebeldingen – Pfalz – Germania – https://www.oekonomierat-rebholz.com

Rosé 2018 – Chêne Bleu

La retroetichetta evidenzia il blend di syrah e grenache, con saldo di rolle, cinsault e mourvedre. Ai tanti abbinamenti proposti, aggiungiamo una semplice giornata di sole. Tanto basta, questo rosato è di un altro pianeta. Colore tenue tenue, è un ricamo di sensazioni leggerissime: viola, rosa, glicine. Le sensazioni tattili sono pazzesche: carezzevole, cremoso, privo di peso ma ricco di suggestioni sussurrate, dal cesto di fragoline alla scorza d’arancia: il bicchiere si vuota in un istante. Al riassaggio, tutto sembra dannatamente semplice e perfetto. Quindi, elegante.

Crestet – Provenza – Francia – https://www.chenebleu.com/

ProWein 2019: le scelte di Giuseppe Carrus

Maramia ’16 – Tenuta Maramia

Sensibilità ambientale, viticoltura biodinamica e un grande progetto con un bel pensiero alle spalle sono alla base della Tenuta Mara, realtà voluta dall’imprenditore Giordano Emendatori e dedicato, fin dal nome, alla moglie Mara. Già convinti del millesimo 2015, siamo rimasti ancor più sorpresi dall’annata 2016 assaggiata in anteprima. Un vino che scalda, nella sua matrice morbida e avvolgente, ma non pesa mai per ritmo di beva e intermezzi sapidi, freschi e puntuali nella trama tannica. Finale di grande profondità e spessore.

San Clemente (RN) – www.tenutamara.it

Reliefs ’15 – Les Roc des Anges

Bisogna lasciare la costa, da Perpignan, e addentrarsi verso l’interno per trovare Le Roc des Anges. L’azienda nasce nel 2001 per volontà di Marjorie Gallette. L’intento è quello di recuperare una decina di ettari di vecchie vigne. Passano pochi anni e, grazie anche all’apporto di Stephane, il marito di Marjorie, la realtà arriva ad avere circa 25 ettari, tutti impiantati con varietà del Sud della Francia. Il Reliefs è ottenuto da sole uve carignano, provenienti dalle migliori microparcelle aziendali: cuoio, tabacco, pepe e mirtillo anticipano un sorso dal tannino morbido, dalla freschezza balsamica e dal sapore così fitto che sembra regalare una sensazione piccante. Un vero vino del cuore.

Latour-de-France – Occitanie – Francia – http://marjorie-stephane-gallet.com

Ministre Imperial ’17 – Domaine Abbatucci

A Sud di Ajaccio Jean-Charles Abbatucci conduce con fare artigiano una bellissima realtà vitivinicola. Convinto della biodinamica, ma ancora più convinto nel coccolare la viti con la musica, specie quando i suoi cavalli passano tra i filari per i lavori in vigna. Tanti i vitigni utilizzati per ogni etichetta “perché ognuno dà il suo apporto nel nome del sottosuolo granitico e del clima mediterraneo”. Sciaccarello, nielluccio e altri 5 vitigni offrono un naso ricco di macchia, arancio scuro, fiori secchi e leggere spezie. Ma è la bocca la vera sorpresa: continui cambi di passo tra vibrazioni e avvolgenze per un finale tutto piccante e di assoluto sapore.

Calzola, Casalabriva – Corse – Francia – domaine-abbatucci.com

Priorat Historic Negre ’17 – Terroir al Limit

Basterebbe il nome per far capire l’idea che c’è dietro il progetto vitivinicolo nato nel 2001 per volere di tre soci. Ma la prova schiacciante di vini autentici e altamente territoriali non può che arrivare dal bicchiere. Siamo rimasti incredibilmente colpiti da Historic Negre, rosso del Priorat composto dal 75% di garnatcha e dalla restante parte di carinena. Le vigne vanno dai 300 agli 800 metri, piante ad alberello molto vecchie su suoli di ardesia e granito. Fitto, cremoso, quasi salato nel suo equilibrio, dal tannino morbido ma preciso nel dare vitalità al sorso.

Torroja del Priorat – Tarragona – Spagna – terroir-al-limit.com

Pfalz Riesling Gimmeldingen ’18 – A. Christmann

Se dovessimo spiegare cosa significa vino puro e cristallino a un appassionato alle prime armi, sicuramente faremo assaggiare i Riesling di Christmann. L’annata 2018, appena imbottigliata, ci regala bianchi precisi, affilati, profondi, snelli, ma con un carattere e un sapore di grande spessore. In questa fase di estrema gioventù siamo rimasti impressionati dal Gimmeldingen ’18. È un Riesling che prende il nome dal piccolo paesino della Pfalz. Ancora chiuso al naso dove riesce a snocciolare solo timidi profumi di agrume, frutto bianco e fiori, dà già il suo meglio in bocca. Preciso, freschissimo, tagliente, sapido specie nel finale, piccante d’acidità, ma anche capace di riempire la bocca di sapore e intensità. C’è solo da aspettare e migliorerà anno dopo anno…

Neustadt an der Weinstraße, Pfalz, Germania – www.weingut-christmann.de

a cura di Giuseppe Carrus e Lorenzo Ruggeri