Da un’idea francese, un’app che attraversa il mondo del vino focalizzandosi su quello naturale. I locali, i ristoranti che lo propongono e le cantine con tutto ciò che gli appassionati cercano. In un network pratico e coinvolgente.
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Al posto della “casina” troviamo due bottiglie. Scompare la “lente d’ingrandimento” e compare un’agendina. Non c’è spazio per la “macchinetta fotografica” (almeno tra i simboli principali), meglio aprire direttamente una mappa. Ma il “cuoricino”, quello no, non può mancare. È chiaro, non stiamo parlando di Instagram! In realtà non si tratta neanche di un vero e proprio social, ma di un’app appena pubblicata che riguarda il mondo del vino.

Si chiama Raisin, e non significa altro che “uva”, in francese ovviamente. È infatti tutta transalpina l’idea del giovane Jean-Hugues Bretin che intende immergersi nell’universo enoico da un punto di vista del tutto peculiare. Quale? L’applicazione è la prima nel suo genere a puntare solo ed esclusivamente sul vino naturale.

 

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Raisin e le altre app sul vino

Di strumenti digital che guidano e consigliano gli appassionati nella scelta dei numerosi rossi, bianchi, spumanti e passiti, ne troviamo tuttavia parecchi. Tra le più conosciute e internazionali annoveriamo ad esempio Vivino, Wine Spectator, DiWineTaste, My-Sommelier, Pocket Wine e Delectable Wines (www.investireoggi.it/tech/le-migliori-app-sul-vino-per-android-e-iphone/). Da non sottovalutare poi la lunga serie di quelle nate in Italia, tra cui Degusta Vino, Tannico e tante altre.

Dunque in che cosa Raisin è diversa dalle sue concorrenti? Si presenta con una struttura simile a un social network, ma si identifica subito come un motore di ricerca. Una sorta di incrocio tra Google Maps, Tinder e Instagram: si apre la mappa e, come un radar, si spalanca un mondo. Nel vero senso della parola. Dal Giappone all’Australia, passando dagli Stati Uniti al Belgio, senza tralasciare chiaramente Italia e Francia, si può trovare una selezione di produttori di vino naturale con tanto di nomi, foto e indirizzi.

Una panoramica sul cosmo “natural wine” che permette di entrare in contatto con tutte le realtà del settore. Ma non solo. Grazie alla geolocalizzazione sono rintracciabili – navigando nelle mappe dell’app – anche le enoteche, i ristoranti e le cantine che si contraddistinguono per carte dei vini e proposte orientate sul naturale.

 

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“Già bevuto”

Parlando delle caratteristiche più peculiari dell’app, merita un piccolo approfondimento l’icona con i due calici vicino a ogni post. Di cosa si tratta? “Il vino – spiegano i creatori dell’app – è soprattutto un momento di convivialità. Per tale motivo, abbiamo creato il pulsante che abbiamo chiamato “déjà bu” (già bevuto, in italiano), col quale ogni utente può far sapere a chiunque altro di aver già provato il vino che è stato appena pubblicato”. Insomma, uno sguardo interessante su un prodotto sempre più in voga, che si sta ritagliando uno spazio di riguardo nell’immensa realtà vinicola che lo circonda.

 

www.raisin.digital/fr/lapplication-vin-naturel/

 

a cura di Fabrizio Cardoni

(questo articolo è una prova del Master in Comunicazione Enogastronomica di Gambero Rosso Academy: nell’ambito di un laboratorio in aula abbiamo chiesto ai ragazzi di realizzare una notizia a partire da una fonte ed ecco il risultato)