Rappresentare sul fondo dei piatti l’ultimo boccone avanzato: è l’idea di due designer milanesi, che hanno creato un set di stoviglie anti-spreco per omaggiare il gesto senza tempo della scarpetta… Con stile!
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Scarpetta contro gli sprechi

Tutti l’abbiamo fatta almeno una volta: la scarpetta è un gesto quasi obbligato quando sul fondo del piatto rimane un piccolo avanzo di cibo. Ma contrariamente a quanto si potrebbe pensare – vista l’abitudine tutta italiana di raccogliere il sugo con il pane – ognuno di noi continua a sprecare quasi 700 grammi di prodotti alimentari al giorno. E proprio per far riflettere chi getta via automaticamente gli scarti del pasto, due designer milanesi hanno creato una linea di stoviglie unica nel suo genere, che coniuga bellezza e rispetto per l’ambiente. Scarpetta, questo il nome della collezione, è composta da una serie di piatti dedicati a ricette tipiche della cultura popolare italiana, ciascuno decorato con le immagini degli ingredienti residui che vengono spesso lasciati sul fondo.

Il piatto di Scarpetta dedicato al risotto alla milanese

Le menti di Scarpetta: due designer con la passione per cibo

Le stoviglie anti spreco nascono dall’iniziativa di Astrid Luglio ed Ester Bianchi, due progettiste molto sensibili al tema della salvaguardia ambientale. La prima, designer del prodotto napoletana trasferitasi a Milano, è stata inserita nel 2020 fra i migliori specialisti del settore under 40, selezionati dalla Platform Architecture and Design. La seconda è una Graphic Designer e Art Director originaria di Como e ha alle spalle numerose collaborazioni con brand di moda, architettura e cibo; i suoi lavori sono stati pubblicati su riviste autorevoli come Novum Magazine e Dielie.

Siamo da sempre delle grandi appassionate di cucina”, raccontano, “al punto da annotare su un foglio Excel tutte le antiche ricette italiane che riusciamo a trovare. Il bello è che molti piatti sono nati in contesti poveri, dove le persone più umili riuscivano ad assemblare con creatività quei pochi ingredienti che avevano a disposizione: è il caso delle minestre svuota credenza o dei sughi con il prezzemolo, che danno l’idea di un primo di pesce anche quando c’è solo il pomodoro. Oggi, al contrario, siamo portati ad attribuire scarso valore al cibo. Ma l’arte visiva veicola da sempre messaggi importanti e abbiamo deciso di approfittarne per dare il nostro contributo”.

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Il piatto di Scarpetta dedicato al cous cous

I piatti decorati con avanzi di cibo

La collezione Scarpetta è stata studiata nei minimi dettagli: i piatti sono in alluminio smaltato, con un rivestimento di porcellana che richiama i servizi da tavola tradizionali e ha una buona resistenza in cottura. Le due designer, poi, hanno utilizzato la tecnica dell’Enamelware per dare agli oggetti un tocco retrò, in linea con la scelta di riprodurre le ricette regionali più amate dagli italiani. Le illustrazioni stampate sul fondo sono state realizzate a partire da scansioni di cibo, incluse briciole e macchie di sugo: “Volevamo estrapolare il boccone dalla ricetta per rappresentare visivamente lo spreco, senza però compromettere la bellezza del piatto nel suo insieme”, spiegano. Così le stoviglie risultano gradevoli, perché richiamano alla mente il cosiddetto “cibo della memoria” a cui ognuno di noi è intimamente legato. Qualche esempio? La panzanella e il cous cous alla trapanese, dipinti sulle salad bowl dai bordi alti per evitare che le pietanze fuoriescano quando vengono rimescolate, oppure il risotto alla milanese, da gustare in un piatto fondo decorato con i chicchi del cereale e i pistilli di zafferano. Le mini bowl, invece, sono i recipienti ideali in cui servire le virtù teramane abruzzesi o le vongole fujute napoletane. Ogni contenitore è accompagnato dalla descrizione del piatto a cui si ispira, perché “attraverso il racconto possiamo tenere in vita la memoria delle tradizioni, apprezzarne il valore e salvare gli avanzi del pasto per riutilizzarli in modo creativo”.

Il piatto di Scarpetta dedicato alle virtù teramane

Scarpetta: le novità in arrivo

Per il momento, Scarpetta è stata presentata in anteprima durante la Milano Re Design City da 5VIE, organizzazione socioculturale che si propone di valorizzare l’omonimo quartiere, il più antico del capoluogo lombardo. Dopo l’esposizione del prodotto nel negozio Funky Table, dove sono stati acquistati i primi pezzi, le designer hanno attivato le prenotazioni online (sul sito del progetto è già possibile preordinare gli articoli). “La risposta del pubblico è entusiasmante, abbiamo già un buon numero di ordini e nei prossimi mesi velocizzeremo le spedizioni. Nel mentre, stiamo continuando a selezionare ricette con un valore storico e sociale significativo, e in futuro pensiamo di ispirarci ai dolci tradizionali per proporre al pubblico piccoli piatti o ciotoline da dessert”. Un progetto in divenire, quindi: “La collezione si evolverà nel corso del tempo proprio perché ruota attorno a un tema di importanza globale come quello dello spreco”. Insomma, da oggi niente scuse: facciamo la scarpetta più spesso. Con questi piatti avrà un sapore ancora più buono.

 

Scarpetta Project- Per info e prenotazioni https://scarpettaproject.it/ o scrivere a [email protected]  

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Altri progetti di Astrid Luglio su https://astridluglio.com/projects

Altri progetti di Ester Bianchi su https://esterbianchi.com/

 

A cura di Lucia Facchini

foto  Sirio Vanelli