Una tecnologia di produzione all’avanguardia, ricette che omaggiano le tradizioni regionali d’Italia, materia prima di qualità e logistica capillare, per la consegna rapida in buona parte d’Italia. Sono le carte vincenti di SignorPiatto, che all’esordio può già contare su una collaborazione con Renato Bosco.
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SignorPiatto. Come nasce l’idea

Se affrontare un bilancio del 2020 guardando al bicchiere mezzo pieno continua a risultare difficile, le startup avviate negli ultimi mesi per far fronte alla crisi dei tradizionali canali di consumo fanno ben sperare per numero e qualità delle idee. SignorPiatto rientra a pieno diritto nel novero dei progetti nati e cresciuti ai tempi del Covid, pronto a spiccare il volo tra qualche giorno, dopo una fase di perfezionamento e rodaggio che si è protratta per mesi. L’idea unisce due imprenditori veronesi – Luca Moschetta e Simone Colturato – che già da tempo operano nel mondo della grande distribuzione per la ristorazione e nel commercio di prodotti surgelati, e l’agenzia creativa Zanini ADV, di stanza nel capoluogo veneto, specializzata nell’incubazione e nel posizionamento di startup. E si sviluppa durante il primo lockdown, con l’obiettivo di sfruttare il kwow how tecnologico e la logistica già consolidati per le attività a supporto della ristorazione nella formulazione di una proposta di menu a domicilio pronti per il consumo, dopo breve rigenerazione nella cucina di casa.

Arrosto con patate

Menu pronti a domicilio

Quanto il mercato dei meal kit – per dirla all’americana – beneficerà delle rinnovate abitudini di consumo indotte dalla pandemia lo lascia intuire, per esempio, l’acquisizione di Freshly da parte di Nestlè, finalizzata a presidiare il settore sul territorio statunitense. Con SignorPiatto, però, siamo di fronte a un segmento di mercato che punta con più evidenza a curare la qualità dell’offerta – in termini di selezione della materia prima, di processo creativo e tecnologia finalizzata a preservare gusto e proprietà del prodotto finito – rivolgendosi a un pubblico che vuole portare in tavola piatti degni di un ristorante, senza troppo sforzo. Nel centro cottura della Bassa veronese, la tecnologia che supporta il lavoro di una squadra di cuochi professionisti permette di sperimentare ricette originali, porzionare le pietanze, confezionarle sottovuoto, abbatterle, per poi distribuirle attraverso la catena del freddo, pronte per essere rigenerate in pochi minuti in casa. Il servizio raggiungerà gran parte dell’Italia, fatta eccezione per Calabria, Sicilia e Sardegna, “ma con l’auspicio di raggiungerle presto: al momento difficoltà logistiche non ci permettono di distribuire in quelle regioni i nostri piatti in tempi brevi, e questo inficerebbe la qualità della proposta”. Le pietanze di SignorPiatto, infatti, hanno una shelf life di quindici giorni dal momento del confezionamento: nelle grandi città del Nord, da Milano a Torino, passando per Bologna e Venezia, l’ordine sarà espletato nel giro di un paio di giorni al massimo; ma in tutto il territorio servito non si supereranno i cinque giorni di attesa. La piattaforma e-commerce sviluppata per supportare l’operazione è anch’essa fondamentale per la buona riuscita del progetto, che punta a crescere per tappe, nel rispetto di una capacità produttiva per ora limitata, per l’esigenza di mantenere alta la qualità del prodotto: “Tramite e-commerce l’utente potrà scegliere il menu da ordinare, scoprire i piatti che proponiamo, usufruire dei video-tutorial dedicati alle singole ricette, con le istruzioni per l’uso per rigenerare i piatti, comunque molto semplici e intuitive”.

Ossobuco alla milanese

L’offerta. Le box regionali

Ogni box contiene un menu per due persone, generalmente articolato in due o tre pietanze, dedicate alle diverse tradizioni regionali italiane: “Il valore aggiunto di SignorPiatto è l’intenzione di raccontare le regioni italiane con ricette eseguite a regola d’arte, dagli spaetzle trentini alla carbonara, al risotto allo zafferano con salsiccia mantovana”. Si parte con sei menu regionali –  due dedicati al Veneto (di carne –  tra bigoli con anatra e cotechino con giardiniera – o pesce), uno per Trentino, Lombardia, Liguria ed Emilia Romagna – e due menu Italia, che mettono insieme specialità di diversi territori, in tre portate. Ma ci sarà spazio anche per i menu delle feste – a partire dalle sette portate della box natalizia –  e per pacchetti tematici, senza glutine, vegano, dedicato al tartufo. Al lavoro sulla creazione di nuove ricette c’è Marisa Maffeo, già vista nell’ultima edizione di Masterchef.

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renato bosco

La pizza di Renato Bosco in tutta Italia

Ma partecipa al progetto anche Renato Bosco, istituzione della pizza a Verona e maestro della lievitazione riconosciuto in tutta Italia. Bosco proporrà per SignorPiatto tre menu degustazione per scoprire anche a casa il suo lavoro sui lievitati: la fase di produzione sarà curata direttamente nel laboratorio di San Martino Buonalbergo, mentre per gli ordini e la logistica Bosco si appoggerà al circuito SignorPiatto. Dunque, come già da qualche mese si può sperimentare con le pizze di Simone Padoan – l’altro indiscusso maestro della lievitazione di base in Veneto – le proposte di Bosco saranno consegnate a domicilio, in tutte le regioni raggiunte da SignorPiatto, già cotte, confezionate sottovuoto e abbattute, pronte per essere riscaldate in forno e completate con le istruzioni del maestro. Le box firmate da Bosco costeranno tra i 50 e i 90 euro, e il contenuto è studiato per due persone.

I menu regionali, nella versione standard, saranno proposti a un prezzo che si aggira sui 50 euro: “Dunque parliamo di 25-30 euro a persona. I costi di produzione sono molto elevati, anche considerando la qualità delle materie prime di partenza, ma vorremmo mantenere prezzi accessibili, parametrati a quella che vorrebbe somigliare a un’esperienza da ristorante”. Per ogni box acquistata, 1 euro sarà donato al Banco Alimentare, “in coerenza con un lavoro che minimizza gli sprechi in produzione e anche per il consumatore finale”. La piattaforma sarà attiva entro la metà di novembre, ma è già aperta una lista d’attesa per sondare la risposta del mercato: “Abbiamo già superato i 500 iscritti, siamo pronti per iniziare”.

www.signorpiatto.it  

 

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a cura di Livia Montagnoli