Titolare del Ministero dell'Agricoltura nel nascente governo Draghi sarà Stefano Patuanelli, in arrivo dal ruolo di Ministro dello Sviluppo Economico. Ecco cosa ha fatto e cosa dovrà fare
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Mai proclamazione dei ministri fu più attesa. A sciogliere la riserva, nella serata del 12 febbraio, è il premier incaricato Mario Draghi, finora imperscrutabile nel perseguire una strategia senza precedenti, che non ha previsto confronti con le forze politiche sulla scelta dei nomi da candidare ai diversi dicasteri. Né, tanto meno, fughe di notizie per avvalorare il totoministri della vigilia. Sarà, quello di Mario Draghi, sostenuto da un’amplissima coalizione, un governo misto, di tecnici e politici, come pronosticato negli ultimi giorni.

Stefano Patuanelli al Mipaaf

Alla dimissionaria Teresa Bellanova – che qualche settimana fa ha determinato con i colleghi di Italia Viva l’apertura della crisi di governo – succede, nel ruolo di titolare del Mipaaf, Stefano Patuanelli, già presente nel governo uscente come – apprezzato – ministro allo Sviluppo Economico. Un piccolo terremoto perché l’Agricoltura sembrava predestinata per Italia Viva (che invece non porta a casa nessun ministero di peso) ed era fortemente voluta dalla Lega. E invece a Via XX Settembre arriverà un esponente – di peso e di lungo corso – del Movimento 5 Stelle. Patuanelli è nato nel 1974 a Trieste, laureato in ingegneria edile, tre figli e una passione per il basket è stato già capogruppo del suo partito al Senato. Alla guida del Mise ha già affrontato il tema dello sviluppo della competitività del sistema imprenditoriale, di Transizione 4.0, del comparto automotive e si è concentrato al contempo su una politica di internazionalizzazione del made in Italy, che ora dovrà perseguire a capo del nuovo dicastero. Tra le sfide che lo attendono, sia in Italia sia a livello europeo, infatti, oltre alla gestione delle risorse del Green Deal e alla definizione della nuova Pac, c’è l’attuazione del piano per la promozione del made in Italy all’estero, in collaborazione proprio con il Mise. Il settore primario, dal canto suo, chiede di andare avanti su semplificazione, infrastrutture e investimenti, senza perdere l’occasione del Recovery Plan, come esposto nei giorni scorsi da sindacati e associazioni di settore a Mario Draghi.

Il Ministero del Turismo con portafoglio

Ministero del Turismo, che torna a essere con portafoglio, è Massimo Garavaglia, onorevole della Lega. Dopo l’accorpamento al Mipaaf nel Conte 1 (con Centinaio titolare del dicastero) e quello al Mibact nel Conte 2 (con Dario Franceschini, che resta alla guida dei Beni Culturali – che ora si chiameranno semplicemente “Cultura” – anche con Draghi), ora il Turismo acquisterà una fisionomia più strutturata, e questo fa pensare che si voglia porre  l’attenzione che merita alla delicata fase di ripartenza e rilancio dell’industria del turismo, che sarà fondamentale pianificare e sostenere nei prossimi mesi/anni. Classe 1968, Garavaglia è lombardo (di Cuggiono), plurilaureato (in Economia e Commercio con specializzazione in Finanza aziendale alla Bocconi, in Scienze Politiche alla Statale di Milano) e ha dedicato gran parte della sua formazione ad approfondire temi quali la gestione degli enti locali e i sistemi informativi di marketing.

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La delega all’Ambiente, invece, rientra nelle competenze del nuovo Ministero della Transizione Ecologica, affidato a Roberto Cingolani, fisico, già direttore scientifico dell’Istituto Italiano di Tecnologia di Genova e responsabile dell’innovazione tecnologica di Leonardo. Sarà anche lui una figura cruciale nel nostro settore

I ministri del governo Draghi giurano sabato 13 febbraio alle 12 al Quirinale, per partecipare subito dopo al primo Consiglio, a Palazzo Chigi. Poi si va alle Camere per la fiducia.