Dopo la Pasta Divella e il Prosecco, è il Campari ad avere un suo francobollo personalizzato. Al centro, il mitico Spiritello, storico manifesto pubblicitario reinterpretato per l’occasione.
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Campari festeggia 160 anni con un francobollo

160 anni e non sentirli, è proprio il caso di dirlo. Campari, brand italiano simbolo dell’aperitivo festeggia in grande con un nuovo logo realizzato per l’occasione e raffigurato anche sul francobollo emesso il 14 settembre per la posta ordinaria e dedicato all’azienda. Una novità nata all’interno di un progetto pensato per valorizzare e celebrare le eccellenze del sistema produttivo nazionale, che nel tempo ha già premiato realtà del settore gastronomico, come la Pasta Divella, che lo scorso giugno ha compiuto 130 anni di attività, e il Prosecco, che nel novembre 2019 ha festeggiato il suo decimo anniversario.

francobollo per i 160 di Campari che raffigura Lo Spiritello

Com’è fatto il francobollo di Campari

Stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., il francobollo è stato realizzato in rotocalcografia ed è disponibile in tiratura limitata (400mila pezzi in tutto). Il disegno scelto è una versione moderna e rivisitata de Lo Spiritello, l’iconico manifesto pubblicitario divenuto marchio di fabbrica di Campari e ideato dall’artista livornese Leonetto Cappiello nel 1921. Al centro, il logo e poi la scritta “Italia”, con l’indicazione tariffaria. A presentare ufficialmente il progetto è stato lo stesso Campari Group, che durante la conferenza stampa ha ringraziato Ministero e Poste Italiane e soprattutto l’artista Francesco Poroli, che ha ripensato il manifesto e studiato la nuova veste de Lo Spiritello.

La storia di Campari

Nel bollettino illustrativo dell’emissione, poi, si può leggere la storia dell’azienda, raccontata dal presidente Luca Garavoglia. Quell’avventura iniziata nel 1860 con Gaspare Campari, proseguita con l’apertura del punto vendita in Galleria a Milano, il passaggio di guida a Davide Campari, appena diciannovenne, e il grande successo pubblicitario, grazie anche alla collaborazione con artisti di tutto rispetto, a cominciare da Fortunato Depero, che ha contribuito alla creazione del Campari Soda. Nel 1954, poi, entra in scena Angiola Maria Barbizzoli, moglie di Antonio Migliavacca, il nipote di Davide Campari, una delle prime donne imprenditrici diventata Cavaliere del Lavoro. Gli ultimi 25 anni sono scanditi da quotazioni in borsa, acquisizioni, ampliamenti… Invariato, però, resta lo spirito imprenditoriale, moderno e innovativo dell’azienda, che si conferma una delle eccellenze del settore beverage italiano.

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a cura di Michela Becchi