Quanto i funghi influenzano la nostra vita ma soprattutto il nostro futuro? È da questa domanda che il biologo e autore Merlin Sheldrake è partito per spiegare gli intrecci nascosti nell'ecosistema.
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L’ordine nascosto – La vita segreta dei funghi

Sono esseri talmente speciali i funghi, che dal 1817 si sono meritati un regno a parte. Sono ovunque, ma non è facile notarli, “sono dentro e fuori di noi. Sono fonte di sostentamento per noi e per tutto ciò da cui dipendiamo”. Si apre così il saggio del biologo ricercatore Merlin Sheldrake, studioso di microbiologia, ecologia e filosofia, con un pallino per le relazioni che i microrganismi instaurano con gli esseri umani. Il suo ultimo libro, pubblicato nel 2020, tratta proprio il delicato equilibrio tra funghi e pianeta, indagando quell’ordine nascosto fatto di piccole entità che reggono segretamente l’ecosistema. Ma quando si approccia la lettura de “L’ordine nascosto – La vita segreta dei funghi” (ed. Marsilio Editori), bisogna abbandonare qualsiasi velleità scientifica: la rete di documenti, dati e informazioni è fittissima, ma quella di Sheldrake è prima di tutto la dichiarazione d’amore di uno studioso appassionato, che vuole restituire ai funghi, così importanti eppure così spesso trascurati, la dignità che meritano. Un intento ben chiaro fin dalle prime righe, “anche mentre leggete questo libro, i funghi stanno modificando il flusso della vita, come fanno da milioni di anni”.

Cosa sono i funghi

Mangiano le rocce e generano il terreno, digeriscono sostanze inquinanti, forniscono nutrimento alle piante e le uccidono. Mette subito le cose in chiaro, l’autore, che chiude il cerchio con lo stesso concetto: “I funghi creano mondi e li distruggono”. Da sempre. Vederli in azione è semplice: “Quando preparate una zuppa o la mangiate, quando fate fermentare l’acol, piantate una pianta o semplicemente affondate le mani nel terreno. Se voi siete vivi, i funghi lo sono da molto più tempo”. Prima di comprendere il loro ruolo, infatti, è bene capire cosa si intende per funghi, nell’immaginario comune rappresentati solo con la parte visibile, che è in realtà il corpo fruttifero, “il luogo in cui vengono prodotte le spore, così come nelle piante i frutti non sono che una componente di una struttura più grande che comprende rami e radici”. La funzione vitale di questi organismi è l’unico aspetto sul quale tutti gli scienziati sono d’accordo quando si tratta di rintracciare le origini del pianeta: “Solo stringendo nuove relazioni con i funghi, le alghe riuscirono a raggiungere la terraferma”.

La relazione fra funghi e piante

Il lavoro dei funghi c’è, anche se non si vede. Con discrezione, questi si intrecciano alle piante, stringendo “un accordo”: tramite la fotosintesi le piante producono composti del carbonio ricchi di energia dai quali dipende gran parte delle forme di vita. Crescendo all’interno delle loro radici, i funghi si garantiscono un accesso privilegiato a queste fonti di energia dalle quali traggono nutrimento. Dal canto loro, i funghi sono in grado di raccogliere molti più elementi nutritivi dal terreno rispetto alle piante, che possono così accedere a questo sostentamento in maniera più efficace. Una relazione simbiotica fatta di uno scambio costante e continuo: “Associandosi, le piante guadagnano una protesi-fungo e i funghi guadagnano una protesi-pianta. Entrambi usano l’altro per estendere la propria portata”. Pianta e fungo si stringono l’una all’altro, “difficile immaginare un momento più intimo”.

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I danni dell’agricoltura industriale

Per millenni, le pratiche agricole tradizionali hanno tenuto conto della salute del suolo, sostenendo così anche la relazione pianta-fungo. L’avvento dell’agricoltura industriale, però, ha messo a repentaglio questo aspetto, distruggendo “le comunità sotterranee”. Organismi per noi preziosi, che possono essere talvolta nocivi – proprio come alcuni microbi che vivono nel nostro organismo possono causare malattie – ma che sono perlopiù benefici: così come modificare troppo l’ecologia dei microbi nell’intestino ha delle conseguenze sulla nostra salute, “se devastiamo la ricca ecologia dei microbi che vivono nel suolo – l’intestino del pianeta – ne risentirà la salute delle piante”. Eppure, è ciò che l’agricoltura intensiva sta facendo, riducendo la quantità di funghi micorrizici – quelli che stringono relazioni con le piante – e alterando la struttura della loro comunità. Si tratta dell’ennesimo “sacrificio ecologico”, ma quanto costeranno queste scelte?

Il valore culturale dei funghi

Quelli che molti studiosi hanno definito gli «ingegneri degli ecosistemi» sono ciò da cui dipenderà gran parte del nostro futuro, basato sulla “capacità ci piante e funghi di adattarsi alle nuove condizioni, ai paesaggi devastati dall’inquinamento o dalla deforestazione, oppure in ambienti del tutto nuovi come i green roof, i giardini sui tetti creati nelle città”. Secondo uno studio del 2018, l’allarmante deterioramento della salute degli alberi in Europa sembrerebbe essere dovuto proprio all’interruzione delle relazioni pianta-fungo a causa dell’inquinamento da azoto. Possiamo fare riferimento ai funghi, dunque, per contrastare il cambiamento climatico? Forse dovremmo, cominciando a percepirne la funzione e operando scelte diverse in campo agricolo. Ma soprattutto recuperando il loro valore culturale, la loro storia millenaria così legata a quella dell’uomo. Basti pensare ai lieviti, “i funghi che condividono la storia più intima con gli esseri umani”. Vivono sulla nostra pelle, nei nostri polmoni, rivestono i nostri orifizi. “Il corpo umano si è evoluto per regolarne le popolazioni” e nel 1996 è stato sequenziato per la prima volta il genoma di un organismo eucariote: il Saccharomyces cerevisiae, il lievito usato nella produzione di birra e nella panificazione.

Secondo l’antropologo Claude Lévi-Strauss è ai lieviti che si deve una delle più grandi trasformazioni culturali di sempre, il passaggio da cacciatori-raccoglitori ad agricoltori. Una teoria mai confermata, anche se è vero che “il lievito più simile a quello moderno utilizzato per la birra si è evoluto nello stesso periodo in cui furono addomesticate capre e pecore”. Ed è altrettanto vero che tutti gli sviluppi culturali in campo agroalimentare sono “parte della nostra storia condivisa con il lievito”.

Si potrebbe anche dire che, in un certo senso, sono stati i lieviti ad addomesticare noi”.

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L’ordine nascosto – La vita segreta dei funghi, Merlin Sheldrake – ed. Marisilio – pp. 377 – Euro 20,00

a cura di Michela Becchi