Usata dagli antichi romani per combattere mal d’orecchio e mal di stomaco, oggi la maggiorana trova diversi impieghi in cucina e non solo. Ecco qualche curiosità su questa erba aromatica.
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Non è raro confondere l’origano con la maggiorana (il suo nome botanico è proprio Origanum majorana): le foglioline sono piuttosto simili, ma quest’ultima si distingue per il suo sapore intenso, balsamico, più deciso e tendente all’amaro. Facile da coltivare, una volta finita l’estate perde tutte le sue foglie per rigenerarsi la primavera successiva. Al contrario dell’origano, è consigliabile consumarla solo fresca, perché mantiene più intatte le proprietà ma soprattutto il suo profumo inebriante. Scopriamo qualcosa in più su questa erba aromatica, protagonista della prossima puntata de L’erba del Barone, programma condotto da Andrea Lo Cicero in onda ogni martedì alle 21.30 sui canali 132 e 412 di Sky.

Origine della maggiorana

A denominare ufficialmente la maggiorana è stato il botanico francese Joseph Pitton de Tournefort nel Seicento: mentre la prima parte del nome – origanum – ha un’etimologia chiara e semplice (dal greco òros: monte e ganào: splendore, a significare la “ricchezza della montagna”), la seconda ha origini più incerte, anche se molto probabilmente deriva dalla parola latina amaracus che si significa “che ha odore”, in riferimento proprio alla sua profumazione intensa. In qualsiasi caso, si tratta di una pianta di origine mediorientale, più precisamente persiana: in alcune zone d’Italia come la Toscana o la Liguria è infatti chiamata anche erba persia.

Proprietà e caratteristiche della maggiorana

In passato considerata simbolo di felicità, veniva utilizzata in cucina già dai romani, che conoscevano anche le sue proprietà antisettiche, digestive e calmanti, e per questo la impiegavano nella preparazione di distillati per eliminare il mal d’orecchio. Ricca di vitamina C, un tempo veniva proposta come rimedio naturale contro la stanchezza e l’affaticamento, ma anche come soluzione ai dolori di stomaco e quelli articolari. Oggi è provato che l’infuso di maggiorana può avere effetti calmanti sulle pareti uterine (utile, quindi, in caso di dolori mestruali) e sullo stomaco. Basta far bollire un bicchiere d’acqua e aggiungere un cucchiaino di foglie da lasciare in infusione per circa dieci minuti ed è pronta (come sempre, ricordiamo che si tratta di rimedi casalinghi e non vere terapie).

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Usi in cucina della maggiorana

Come abbiamo già ripetuto più volte, è il profumo la caratteristica principale di questa erba, per questo è consigliabile aggiungerla ai piatti a crudo o a cottura ultimata, per preservarne tutte le componenti aromatiche. Versatile e adatta un po’ a tutte le pietanze, si presta bene ai prodotti della stagione estiva che la vede protagonista: fagioli borlotti freschi, verdure grigliate, ma anche insalate crude da arricchire con qualche fogliolina. Come la maggior parte delle erbe, è perfetta per insaporire una semplice frittata o conferire più gusto a carne e pesce alla piastra. Inoltre, la si può provare al posto dell’origano sui pomodori freschi o la pizza Marinara, o ancora sulle patate al forno o all’interno dei ripieni di torte rustiche e specialità salate. Per un condimento dal sapore deciso e originale, provate anche a preparare un pesto di maggiorana!

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L’Erba del Barone va in onda ogni martedì alle 21.30 solo su Gambero Rosso HD, canale 132 e 412 di Sky

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a cura di Michela Becchi