La Fattoria Sant’Eliseo è una delle prime realtà in Italia a produrre rainbow eggs, ovvero uova dalle diverse tonalità di guscio deposte da galline di razze particolari e rare. Oltre alla produzione di uova, il progetto prevede la salvaguardia di alcune specie in via di estinzione e lo sviluppo di attività di turismo immersivo, entro il 2022”
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L’idillio immaginario dei Campi Elisi pare incredibilmente prendere forma nei prati che circondano – e abbracciano – la località Sant’Eliseo, piccola frazione del comune di Majano, distante una ventina di chilometri dalla bella Udine. In questo luogo, dove il rigore urbano cede all’anarchia campestre, Daniele Riva, spirito libero sottrattosi alla professione di Call Center Manager, proprio durante l’anno definito da molti come horribilis, ha dato vita alla Fattoria Sant’Eliseo, una delle prime realtà in Italia a produrre rainbow eggs, ovvero uova dalle diverse tonalità di guscio, deposte da galline di razze particolari e rare.

Le origini del progetto

Inizialmente, la “piumata” passione è stata portata avanti a livello amatoriale, con il semplice obiettivo di garantire alla propria famiglia uova sempre fresche e genuine. Un po’ come accadeva in passato, quando possedere un pollaio, o comunque degli animali da cortile, rientrava nella normalità, in nome di quell’economia di sussistenza di cui oggi – purtroppo – ci siamo dimenticati. Poi, l’interesse per l’avicoltura è diventato tale che, in breve tempo, le galline sono passate da tre a quasi un migliaio.

gallina

Le galline e le uova colorate

Daniele, infatti, ha cominciato a dedicarsi assiduamente alla lettura di libri e riviste specializzate, compiendo anche numerosi viaggi all’estero – in Europa e oltre oceano – per apprendere dai più esperti e, al contempo, individuare le razze di galline che successivamente avrebbe introdotto nel proprio allevamento, quelle più adatte alla produzione di uova per il consumo umano. In particolare, Olive Eggers, Araucana e Marans che depongono, rispettivamente, uova dal guscio di colore verde, azzurro e cioccolato. Accanto a queste razze “insolite” – almeno qui in Italia – ce ne sono di altre più tradizionali, quali l’Eureka (immancabile ovaiola!) e la Livornese, anch’essa un’ottima produttrice di uova.

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L’allevamento

Le galline trascorrono gran parte del loro tempo all’aperto e hanno a disposizione circa due ettari di pascolo (> 10 mq/gallina) su cui razzolare, oltre che delle confortevoli “casette” in cui coricarsi sul fare della sera – l’immagine ricorda vagamente i ranch dello Stato del Texas, tanto decantati in molti film americani. Tuttavia, all’atmosfera bucolica e serena della campagna si contrappongono dei rischi concreti, come l’attacco da parte degli animali predatori, di terra e d’aria – soprattutto volpi, faine e rapaci, che in zona sono molto diffusi. A difendere le galline da eventuali e sgradite incursioni, una recinzione elettrosaldata a forma di “C” – su indicazione del Dott. Maurizio Arduin, esperto avicoltore e autore di numerosi libri sull’argomento – e due cani di razza maremmana, Ciro e Taddea, dei veri e propri bodyguards che sotto l’apparenza bonaria e placida nascondo un’astuzia vigile e sottile. Ma i “dispositivi di sicurezza” non finiscono qui: Daniele, infatti, prevede l’installazione di telecamere speed dome per sorvegliare le galline 24 ore su 24 e, probabilmente, le riprese potranno essere seguite anche sul sito dell’azienda in modalità live streaming.

Daniele Riva, foto di Giulia Godeassi
Daniele Riva, foto di Giulia Godeassi

L’alimentazione

Sicuramente, razza e libertà di movimento incidono positivamente sulla bontà delle uova – del tutto diverse da quelle convenzionali – ma il fattore più importante è dato dall’alimentazione, che tiene conto della fisiologia digestiva delle galline ed è calibrata sulle reali esigenze dell’animale, anche grazie al prezioso supporto dell’Università di Bagdad, considerata un polo all’avanguardia per quanto concerne la nutrizione degli avicoli. Oltre a ciò che normalmente possono reperire al pascolo, come piccoli insetti, molluschi, germogli di tarassaco, ortiche e canapa, le galline hanno anche accesso illimitato a dei mangimi “speciali”, arricchiti con proteine di origine animale e ingredienti quali aglio, timo e aceto di mele, che fungono da antibiotici naturali, scongiurando la necessità di ricorrere all’utilizzo di medicinali. Accorgimenti questi, che rendono le uova della Fattoria Sant’Eliseo piccoli “scrigni” di alto valore nutrizionale.

I valori nutritivi e organolettici delle uova colorate

Rispetto alle uova deposte da galline allevate in modo intensivo (categoria 3) infatti, quelle della Fattoria Sant’Eliseo contengono ben il 70% di vitamina B12 – o cobalamina – in più, circa il doppio di acido folico, tredici volte più omega 3, il 10% di grassi in meno e un livello di colesterolo inferiore del 34%.

La differenza è percettibile anche a livello visivo e gustativo: il tuorlo appare di colore arancio chiaro, perfettamente compatto e dalla classica forma a cupola mentre l’albume risulta viscoso e ben adeso al primo; al palato, invece, l’uovo rivela una straordinaria dolcezza e setosità, riproponendo gli aromi e le essenze del ricco pascolo. Ed è proprio questa genuinità evocativa che, unita alla suggestione cromatica, ha già conquistato alcuni dei migliori cuochi d’Italia, compresa la chef Antonia Klugmann, promotrice di una cucina fortemente identitaria e in armonia con la grandezza ecologica della regione Friuli-Venezia Giulia. Un rapporto quello con i cuochi a cui Daniele tiene particolarmente e che coltiva di giorno in giorno, sottolineando – una volta di più – l’importanza della collaborazione e del sostegno reciproci fra i diversi attori della filiera agroalimentare, anche e soprattutto in momenti difficili come quello che – ormai da più di un anno – stiamo vivendo. Tuttavia, non sono solo le tavole blasonate ad aver accolto con entusiasmo le uova colorate della Fattoria Sant’Eliseo ma anche molte famiglie locali, nonostante il prezzo sia – giustificatamente – al di sopra della media.

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ricovero per galline

L’impegno a tutela delle razze in pericolo

A convincere, oltre alla bontà è anche la loro straordinaria freschezza: le uova, infatti, vengono raccolte al mattino presto ancora tiepide e marchiate con una stampante tampografica, per poi essere delicatamente sistemate in apposite confezioni compostabili e quindi immediatamente consegnate. E presto, il paniere potrebbe accogliere anche le preziose uova di anatra Cayuga; un’anatra dal piumaggio di colore nero con riflessi verdi brillanti, originaria dello Stato di New York e recentemente inserita tra le razze “in pericolo”. L’impegno della Fattoria Sant’Eliseo, infatti, trascende dalla semplice produzione e vendita di uova, per abbracciare anche la salvaguardia delle specie a rischio di estinzione, attraverso una meticolosa selezione. Ed è anche grazie a questo nobile intento che, lo scorso settembre, l’Azienda ha ricevuto l’Oscar Green di Coldiretti, volto a premiare le idee più sostenibili. Ma i progetti di Daniele non finiscono qui.

Gli obiettivi futuri: il glamping

Tra gli obiettivi futuri, infatti, c’è l’apertura di un glamping che, grazie a cupole geodetiche disseminate in aperta campagna, regalerà ai turisti un’esperienza immersiva nella natura, ripristinando il valore del silenzio e l’arte di saper vivere. Ed è proprio questo senso di pace e tranquillità, oggi così difficile da trovare, che ha spinto Daniele a cambiare radicalmente la propria vita, lasciando un posto di lavoro sicuro per inseguire quella passione che lo gratifica più di qualunque ricompensa pecuniaria, come testimoniano i suoi occhi lucidi mentre ci parla e accarezza una delle sue galline.

Fattoria Sant’Eliseo – Majano (Ud) – San Eliseo – via della Fornace, 17 – 349 227 3450 – https://www.fattoriasanteliseo.it

 a cura di Kevin Feragotto