La pandemia non ha avuto conseguenze drammatiche per tutti. Alcuni bar hanno potuto contare sul ritrovato turismo delle loro zone, come è successo in Abruzzo. Ne abbiamo parlato con tre pasticceri della regione.
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Il turismo in Abruzzo dopo il lockdown

Se è vero che l’emergenza Covid-19 ha avuto effetti significativi sul turismo, è altrettanto vero che molte località italiane – specialmente i piccoli borghi e comuni – sono state particolarmente gettonate dagli stessi viaggiatori italiani, che quest’anno hanno preferito evitare le vacanze all’estero e concentrarsi sulle mete tricolore. Ne è un esempio l’Abruzzo, che con le sue montagne e la sua costa ha catturato l’attenzione di tanti turisti. Lo confermano anche alcune delle attività regionali che, nonostante le difficoltà del momento, hanno potuto fare affidamento sul flusso continuo di vacanzieri in cerca di una sosta golosa.

Pannamore, monoporzioni

Pannamore a Vasto: le cerimonie e le code

A Vasto, per esempio, perla della Costa dei Trabocchi, la storica pasticceria Pannamore ha avuto ottimi riscontri, “anzi, al banco abbiamo fatturato anche un po’ di più rispetto agli altri anni”, racconta il titolare Sebastiano Radoccia. L’ostacolo maggiore per il locale è rappresentato dalle dimensioni, “lo spazio è piccolo e, dovendo considerare le giuste distanze, non possiamo ospitare più di tre clienti per volta. Non avendo un dehors esterno, purtroppo, non è facile e le persone si scoraggiano molto vedendo la fila fuori”. Questo è successo soprattutto all’altro negozio Pannamore, la gelateria di Vasto Marina, che ha subìto infatti una lieve flessione, “circa il 10%”. A mettere a dura prova la pasticceria, invece, è stata la mancanza di eventi. “Abbiamo sempre lavorato molto con le cerimonie, che sono state bloccate per diverso tempo. Da una quindicina di giorni abbiamo ricominciato, ma si tratta di feste perlopiù piccole, comunioni e cresime soprattutto, ancora niente matrimoni”.

sfogliatella, Pannamore

Durante la chiusura, non è mancato il servizio di delivery, ancora oggi attivo: “La soddisfazione più grande sono le richieste che arrivano da altre regioni. Siamo stati contattati da clienti di Brescia, Imola… si tratta di piccole spese, al livello economico non ci cambiano molto gli affari, ma ci riempie il cuore di gioia ricevere ordini anche al di fuori della nostra zona”.

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pan dell'orso

Scanno: il turismo e il Pan dell’Orso

Spostandoci nell’entroterra, invece, nel bel borgo di Scanno la pandemia sembra aver restituito ancora più luce a quell’area montana della provincia dell’Aquila: “Erano anni che non si vedeva una simile affluenza di turisti. Scanno è sempre stato un paesino conosciuto e frequentato, ma quest’estate i visitatori sono aumentati in maniera esponenziale”, spiega Angelo Di Masso del Pan dell’Orso. Complici anche i tanti romani che da anni hanno scelto il borgo come seconda casa estiva, e che in questo insolito anno hanno potuto sfruttare il lavoro da casa per trasferirsi in anticipo in montagna, “tanti sono venuti qui già a inizio giugno e prima questo non accadeva”. A catturare l’attenzione, poi, è stato anche il paesino limitrofo di Villalago, spesso dimenticato in favore di località vicine più conosciute, ora divenuto famoso grazie al buon lavoro di promozione svolto dalla Riserva Naturale Regionale Lago di San Domenico e Lago Pio, e soprattutto alla presenza dell’orsa Amarena, che più volte è stata avvistata e filmata con i suoi cuccioli a spasso per il paese.

Cerasella, Pan dell'Orso

Il delivery e i prodotti

Ma torniamo al bar: “Sembra un paradosso, ma dopo la quarantena per noi i guadagni sono aumentati. Continuiamo a ricevere molte visite, ma mai quante ad agosto, quando ogni domenica sembrava festa”. L’attività ha lavorato bene anche durante il lockdown, “nonostante ci siamo mossi un po’ tardi con il delivery, che è andato comunque bene”, non solo fra i paesini limitrofi ma anche fra altre regioni. Ad andare per la maggiore sono state, nel periodo di festa, le colombe, ma anche le nuove confezioni famiglia di alcune specialità iconiche della pasticceria, come i biscotti di zia Concetta, “fatti con latte di Scanno e farine di grano Solina coltivate a Villalago”, o la cerasella, tortino di frolla con mandorle e ciliegie.

cornetti Caprice

Caprice a Pescara: il boom di turismo è stato in montagna

Ancora sul litorale, stavolta a Pescara, Fabrizio Camplone della pasticceria Caprice – insegna di riferimento della zona – offre un’istantanea positiva della situazione attuale, specificando però che a godere di più del turismo sono state le aree montane: “Ed era ora! Tanti borghi bellissimi dell’entroterra sono stati per tempo dimenticati e ignorati, finalmente quest’estate hanno avuto le attenzioni che meritano”. Anche da Caprice, comunque, le cose procedono bene, “non posso dire che il lavoro non sia diminuito, ma per fortuna la flessione è contenuta e gestibile. Non c’è stato un crollo a tutti gli effetti”. Specialmente al mattino la clientela è la stessa di sempre, “è il momento dell’aperitivo serale ad andare meno, probabilmente perché non abbiamo uno spazio esterno e le persone ancora non sono pronte a sostare a lungo nel locale”.

maritozzo con la panna, Caprice

Anche per Fabrizio e il suo team non sono mancate le consegne a domicilio durante il periodo di chiusura, “il servizio di delivery è ancora attivo, ma le richieste sono calate non appena abbiamo riaperto”. L’obiettivo, ora, è quello di promuovere di nuovo le consegne, “anche attraverso i social, fondamentali in un periodo simile”, in previsione degli acquisiti dei prodotti delle Feste. “Comunicare bene il proprio lavoro permette di non perdere il contatto con i clienti, che è l’elemento chiave per qualsiasi attività”.

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Pannamore – Vasto (CH) – via Maddalena, 71 b – pannamore.it/

Pannamore – Vasto Marina (CH) – viale Dalmazia, 17 –  pannamore.it/

Pan dell’Orso – Scanno (AQ) – viale del Lago, 20 – dimassoscanno.net/

a cura di Michela Becchi

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Nella sezione web, ogni settimana sino all’uscita della nuova guida, a fine ottobre, vi racconteremo le iniziative più curiose, divertenti, funzionali, messe in campo da piccole e grandi insegne, perché tornare al bar sia ancora più bello di prima.