Un viaggio a Pantelleria è l'ideale per godere di panorami suggestivi e una buona cucina. Ecco dove mangiare e dormire nell'isola.
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Cale e faraglioni, colate laviche e coni vulcanici, e poi muretti a secco, strapiombi, giardini, viti ad alberello, dammusi, le antiche case pantesche in pietra oggi trasformate in accoglienti e lussuosi resort per gli ospiti. Non si può pensare di conoscere a fondo Pantelleria senza aver attraversato l’intera isola, osservando i paesaggi che cambiano di chilometro in chilometro, prima rocciosi e inquieti, poi placidi e verdeggianti, con piante e fiori della macchia mediterranea che si stagliano sullo sfondo del mare più blu. Un mare ben diverso da quello delle località più turistiche, acque a tratti ostili, dominate dal vento, quel maestrale freddo in grado di bloccare l’arrivo delle merci.

Strapiombo "Salta la vecchia"
Strapiombo “Salta la vecchia”

Pantelleria: la perla nera del Mediterraneo

Sì, perché Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo, è una terra rigogliosa, ma che per sopravvivere ha bisogno di acquistare prodotti da fuori. Un luogo abitato da circa 7700 anime, in cui si respira a pieno quel senso di straniamento che solo l’isola sa restituire: più selvaggia delle Eolie, più ostica delle Egadi, Pantelleria è un territorio che non ha eguali in tutta la Sicilia. Pantelleria, semplicemente, è diversa, unica, “più bella”, come lo scrittore Gabriel García Márquez l’aveva definita ne “L’Estate felice” del ’69, quando era giunto sull’isola insieme a moglie e figli per conoscere il traduttore italiano di Cent’Anni di Solitudine, Enrico Cicogna. “Ricordo ancora come un sogno la pianura solare di rocce vulcaniche, il mare eterno, la casa dipinta di calce viva fino ai gradini di ingresso, dalle cui finestre si vedevano nelle notti senza vento le croci luminose dei fari d’Africa”.

Sikelia Luxury Retreat, entrata

Sikelia Luxury Retreat: l’hotel di lusso a Pantelleria

Quella di Pantelleria è una bellezza sfacciata, prorompente, in grado di conquistare al primo sguardo. Un fascino che si ritrova anche nelle strutture di lusso dall’eleganza discreta e sobria, come il Sikelia Luxury Retreat, località Scauri, punta di diamante dell’ospitalità pantesca, dove soggiornare per una vacanza all’insegna del relax. Padrona di casa è Giulia Pazienza Gelmetti, che nel suo hotel ha voluto ricreare un’atmosfera accogliente e familiare, dove ogni ospite può sentirsi a casa. E che ha scelto di puntare anche sulla cucina, chiamando all’appello lo chef Diego Battaglia, a capo del ristorante Themà.

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Bacio pantesco

Diego Battaglia: la cucina del Themà

Classe ’84, autodidatta, umile e appassionato: Battaglia non ha percorsi stellari alle spalle, ma tanta voglia di fare, un carattere brioso che in cucina si traduce in piatti dalle porzioni generose, dai sapori intensi ed esuberanti. Come gli spaghetti ai ricci di mare al tè Lapsang Souchong con semi di canapa e limone candito, o il bacio pantesco, dessert tipico dell’isola a base di cialde fritte ripiene di una golosa crema alla ricotta. Una cucina forse poco equilibrata, ma carica di emozioni: “So di dover ancora affinare la tecnica. I miei piatti possono risultare un po’ sovraccarichi, ma questo è dovuto anche ai sentimenti contrastanti che mi hanno accompagnato in questi primi anni a Pantelleria”.

Arco dell'Elefante
Arco dell’Elefante

Pantelleria e il senso di isolamento

Un’isola da cui non si scorge terra ferma, solo mare e una costante sensazione di smarrimento, in grado di scuotere nel profondo chi non è abituato alla solitudine: “Sono un tipo tosto, non piango mai. Eppure, il primo anno qui mi ha messo a dura prova: mi sono sentito isolato dal resto del mondo, perso”. La costanza e la risolutezza di Diego, però, gli hanno permesso di andare avanti, concentrandosi sul suo lavoro e la sua idea di cucina, ancora in fase di crescita: “Ho intenzione di fare qualche esperienza gastronomica importante in Sicilia e non solo, per ricevere stimoli nuovi e osservare da vicino il lavoro di colleghi più preparati”.

Tenute Coste Ghirlanda

Coste Ghirlanda: il vino, il passito, la grappa e i capperi

Il Sikelia, poi, è anche vino. Quello di Coste Ghirlanda, azienda vitivinicola che conta tre tenute: Tenuta di Coste Ghirlanda, una distesa di terrazzamenti di zibibbo immersa in una vallata al centro dell’isola, Tenuta di Montagnole, riserva naturale di vigneti che si allungano verso il mare, e Tenuta di Nikà, con uliveti (varietà biancolilla) e agrumeti da cui ammirare in lontananza le coste della Tunisia. Due i vini ottenuti dallo zibibbo: Lanostraprimavolta e Jardinu, oltre al Passito di Pantelleria Doc, Alcova. Con le vinacce, poi, si produce anche una grappa di Passito. Immancabile, naturalmente, la produzione di capperi, fiore all’occhiello dell’agricoltura pantesca, da assaporare insieme a piatti della tradizione e specialità locali presso l’Officina, area dedicata all’accoglienza dove godere una serata diversa circondati dalle viti ad alberello i dammusi antichi dove potersi fermare a dormire.

Sikelia Luxury Retreat – Pantelleria (TP) – via Monastero snc Scauri – sikeliapantelleria.com/

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a cura di Michela Becchi