Yeast, il progetto di storytelling per raccontare il buono della Puglia

28 Gen 2022, 11:08 | a cura di
Luoghi e genti, mestieri e tradizioni: ecco la Puglia raccontata attraverso Yeast, la piattaforma che valorizza i professionisti del settore gastronomico attraverso parole, immagini e video.

Cos’è Yeast, il progetto per raccontare la Puglia

Yeast, come lievito di birra, perché è proprio dal fermento delle idee che il progetto prende vita. Verrebbe da definirla un’operazione di storytelling, ma Yeast è in realtà molto di più: è la voglia di dare voce a una regione che spesso resta trascurata nel mondo enogastronomico ma che ha molto da offrire agli amanti del gusto. La Puglia con i suoi prodotti e le sue tradizioni, culture e rituali, piatti e i tanti artigiani che fanno grande il territorio, viene raccontata e promossa con amore da un gruppo di amici, colleghi e ora soci, tutti professionisti della comunicazione che durante il lockdown hanno deciso di unire le forze per valorizzare la loro regione. “Nel corso di questi ultimi nove mesi abbiamo selezionato 53 persone che dal Gargano a Leuca si adoperano quotidianamente e con impegno nel campo della e(t)nogastronomia e della biodiversità”, racconta Francesca Pagano, a capo dell’organizzazione e produzione. Per ciascuno di loro “abbiamo partorito dei ritratti fotografici e delle microstorie in video che ridisegnano i contorni del paesaggio agricolo e antropologico della nostra terra”. La chiamano “Human Biodiversity”, perché “Yeast si vive, si nutre di biodiversità, una biodiversità che contagia gli animi”.

Scopri il progetto Yeast in Puglia

Le Yeast Stories: i professionisti del settore

Un team assortito e composito, quello di Yeast: Flavio e Frank Sabato si occupano di immortalare volti e paesaggi con le loro fotografie, Gabriele Surdo pensa a raccontare storie attraverso i video, Francesca organizza il progetto e Alfredo Polito scrive i testi che vanno ad alimentare il sito ben fatto e dalla grafica accattivante curata da Totò De Lorenzis. Cuore pulsante del progetto è senza dubbio la sezione Yeast Stories, che mette al centro i protagonisti del comparto enogastronomico pugliese. “Gli uomini e le donne che abbiamo avuto il piacere di incontrare sono accomunati dai valori del sacrificio, dell’impegno, della fatica”. Conoscenza e amore per l’ambiente e la tradizione, “intesa come il passaggio nel tempo dell’informazione, una staffetta generazionale che non possiamo più permetterci il lusso di fermare”. La parte più difficile? “La selezione, perché bisognava trovare il giusto compromesso al fine di ottenere un panorama quanto più eterogeneo possibile. La diversità è la condizione necessaria per raccontare e volevamo offrire una visione alternativa del prossimo futuro in terra di Puglia”.

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Chi sono i protagonisti della gastronomia pugliese

In Yeast si trovano quindi le storie – brevi, concise ma suggestive, ricche di immagini e video – dei contadini, raccoglitori, allevatori, panettieri, cuochi, produttori di formaggio, vignaioli… ma anche albergatori, in una parola “i tutori e i guardiani attenti della biodiversità che raccontano la Puglia in modo alternativo, allontanandosi dagli stereotipi con i quali siamo soliti dipingere un territorio”. Ma qual è il segreto di un ottimo storytelling? “Citando Baricco, 'sfila via i fatti dalla realtà: quel che resta è lo storytelling'. Vale per tutto, non solo per il cibo”. C’è quindi la storia di Benedetto e Andrea Cavalieri, i celebri pastai di Maglie, il ristorante Riccardo Barbera, la chef Giorgia Eugenia Goggi e l’export manager Angelo Cotugno di Cantine San Marzano. Ancora, l’olivicoltore Savino Muraglia, il panettiere Marco Lattanzi, l’allevatore Giulio Apollonio. Tanti anche gli chef e i ristoratori, “oggi in Puglia c’è un piccolo nucleo di chef più creativi e all’avanguardia, tutti con i piedi ben piantati nella campagna pugliese e la testa alla dimensione contemporanea della cucina”.

I progetti per il futuro

Una cucina che si contamina con l’arte, “il design e perfino con la politica. In un certo senso potremmo dire che Yeast fa politica attiva sul territorio”. Una regione spesso associata al mare, ma che vanta in realtà una cucina profondamente legata all’entroterra, la campagna, quella terra capace di donare frutti prelibati che vanno a comporre ricette della tradizione, semplici e saporite. Sono proprio le materie prime il fiore all’occhiello della gastronomia pugliese, oltre a “una fiera e consapevole alleanza strategica tra chi le produce e chi le trasforma”, portando così la Puglia in un piatto. “Per noi tutto questo è espressione e rappresentazione dell’autenticità culinaria”. Yeast è attivo sui canali social e aggiornato quotidianamente e ha in serbo diversi progetti per il futuro, come gli allestimenti fotografici presso gli aeroporti di Puglia, per accogliere e salutare viaggiatori da tutto il mondo, e poi eventi a tema “che coinvolgeranno gli artigiani, gli chef e tutti i protagonisti del settore”. Non mancherà un lavoro cartaceo, “un magazine fotografico fresco e dal look contemporaneo, dove ci sarà spazio anche per la scrittura”. L’estate sarà poi il momento giusto per presentare una grande novità “a marchio Yeast”, ma per il momento il team preferisce non rivelare altro.

yeastories.it/

a cura di Michela Becchi

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