A pochi passi dalla Cattedrale di Altamura, il primo museo che la Puglia dedica al pane si deve all’iniziativa di Vito Forte, che negli anni Cinquanta iniziava la sua attività di panificazione, e oggi possiede una grande realtà industriale. Protagonista è il pane di Altamura, Dop dal 2003.
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I musei del pane in Italia

È passato un anno dall’inaugurazione del museo del pane di Pompu, in Sardegna. Una casa per valorizzare una delle tradizioni gastronomiche più solide e radicate sul territorio dell’isola, celebrata in molte località sarde con feste e spazi didattici destinati a raccogliere le testimonianze del passato e insieme a incoraggiare il tramandarsi della sapienza artigianale legata alla filiera della panificazione. E pure un unicum nella storia dei musei etnografici della Sardegna dedicati alla tradizioni alimentari e gastronomiche dell’isola, per via del suo approccio multimediale al tema, con chiara intenzione di trasformarsi in una risorsa turistica per il territorio. Obiettivo condiviso dal museo appena inaugurato ad Altamura, in Puglia, località della Murgia altrettanto legata alla sua tradizione di panificazione: in Italia, e nel mondo, la cittadina che dista una cinquantina di chilometri da Bari è famosa come città del pane.

Altamura, la città del pane

E deve il suo appellativo alla pagnotta tradizionale di grano duro dalla caratteristica forma a cuore che nel 2003 ha ottenuto il marchio Dop; del resto l’attività molitoria e di panificazione, ad Altamura, è radicata da secoli, come testimonia la presenza di numerosi molini e forni pubblici (il disciplinare richiede cottura in forno a legna o pietra) registrata su documenti d’archivio risalenti a centinaia di anni fa. E la ricetta utilizzata ancora oggi si fa risalire addirittura al Medioevo.

Vito Forte. Una vita dedicata al pane

Da diversi decenni, Vito Forte è uno dei protagonisti di questa storia: a panificare ha iniziato nel 1956, da semplice garzone di bottega in uno dei forni più antichi che si siano conservati in città, risalente al Trecento, a pochi passi dalla cattedrale di Santa Maria Assunta. E col tempo ha saputo trasformare la sua attività in una realtà imprenditoriale importante: a 19 anni, Vito Forte rilevò il forno medievale per iniziare la sua carriera in proprio. Oggi la sua Oropan è un’azienda che produce 600 quintali di pane al giorno, occupa circa 130 dipendenti, fattura 25 milioni di euro l’anno e dispone di tecnologie avanzate per supportare un’attività da leader nel settore della panificazione italiana, con interessi anche oltreoceano. Il pane di Altamura “Forte”, però, è sempre realizzato a partire da lievito madre.

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Il museo del pane di Altamura

L’ultima idea di Vito Forte per divulgare e valorizzare la cultura del pane è proprio un museo, che l’imprenditore ha voluto allestire negli spazi dell’antico forno medievale dov’è iniziata la sua storia, inaugurando, di fatto, l’unico museo del pane in Italia aperto su iniziativa privata. Sul percorso, i visitatori possono curiosare tra reperti di utensileria e strumenti di lavoro antichi e poi scoprire le caratteristiche delle diverse tipologie di grani, farine e forme di pane.  Anche in questo caso, l’allestimento è coadiuvato da tecnologie multimediali volte a coinvolgere chi guarda senza disturbare la dimensione storica del luogo, che ancora conserva il forno a l’antica legnaia (ma il fuoco è riprodotto in videomapping). Il museo, unico dedicato al pane in tutta la Puglia, sarà aperto al pubblico anche per visite guidate e offre anche l’opportunità di fermarsi a guardare documentari e interviste sul tema.

Museo del Pane –Altamura (BA) – via Onorato Candiota, 2 –  www.museodelpaneforte.it

 

a cura di Livia Montagnoli

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