Che 2019 sarà per il vino? Wine Intelligence ha provato a fare il punto nel report Global Trends in wine 2019: 12 tendenze suddivise in 6 macro-argomenti.
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1. DEMOGRAFIA. Con un aumento della lunghezza e della qualità della vita, la popolazione mondiale sta invecchiando, così come invecchiano i consumatori e si delinea, sempre più nettamente, il diverso comportamento di consumo tra anziani e giovani. Più regolari ma tradizionalisti i primi, meno consapevoli, ma più curiosi i secondi. Per quanto riguarda uomini e donne, invece, si va sempre più verso un equilibrio di genere, per lo meno in termini di volume di vino consumato, mentre rimane molto diverso l’approccio, con i consumatori maschi più fiduciosi nelle loro conoscenze, nonostante il livello sia praticamente identico a quello raggiunto dal gentil sesso.

2. COMPORTAMENTO DEI CONSUMATORI. In generale, i drinker appaiono sempre più coinvolti dall’esperienza-vino, ma meno consapevoli. Si sta affermando sempre più a livello globale, la ricerca del giusto abbinamento vino-cibo, mentre viene trascurato l’aspetto della provenienza del prodotto. Si ha, insomma, una meno conoscenza dei dettagli, anche a causa del facile accesso ad internet che permette di cercare tutto, ma anche di non ricordare nulla.

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3. CANALI DI VENDITA. Ma dove preferiscono acquistare i wine lover? Non si può trascurare, a tal proposito, l’ascesa dei canali online, ma anche, in alcuni Paesi (vedi mercato anglosassone), dei discount. Interessante, poi, vedere come anche i Paesi dei Monopoli stiano diventando più flessibili, consentendo la vendita anche al di fuori dei negozi tradizionali. In termini di on-trade, invece, le occasioni di consumo si stanno spostando sempre più verso la cosiddetta “casualizzazione”: occasioni meno formali, più veloci, ma più esperienziali.

4. DRIVER D’ACQUISTO. Di fronte all’ampia proposta allo scaffale, cosa guida la scelta del consumatore? Sicuramente il prezzo rimane una leva importante (si veda anche il momento favorevole per i discount), ma ci si muove in categorie ben definite, come vini rosati e Prosecco. Senza dimenticare che anche l’occhio vuole la sua parte. L’approccio tende, quindi, a diventare sempre più visivo e il packaging dalla bottiglia all’etichetta – condiziona sempre più la scelta.

5. VARIETÀ. Per quanto riguarda le tipologie di vino, si assiste sempre più a una minore richiesta di varietà internazionali e maggiore interesse per le nicchie e gli autoctoni. E, pur senza avere una conoscenza approfondita dei territori, cresce la voglia di avventurarsi in luoghi inesplorati. Fondamentale diventa, quindi, l’indicazione di origine in etichetta.

6. RESPONSABILITÀ. Da una parte la responsabilità ambientale, meglio conosciuta come sostenibilità, che spinge sempre più aziende ad agire in modo più etico e diventare più trasparenti (possibilmente con le diverse certificazioni del caso). Dall’alta, la responsabilità verso sé stessi e la propria salute, che si traduce nella crescita delle bevande a basso contenuto alcolico, quando non proprio verso l’astinenza.

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a cura di Loredana Sottile