La pandemia ha favorito l’aumento dei soggetti colpiti da obesità sul territorio nazionale, con pesanti ricadute sulla qualità della vita e l’efficienza del sistema sanitario. Ma invertire la rotta è possibile: ecco come.
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World Obesity Day. Una giornata mondiale per fare il punto sull’obesità

L’aspetto estetico c’entra ben poco: l’obesità è una malattia cronica da non sottovalutare. E in occasione del World Obesity Day il messaggio arriva forte e chiaro. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, infatti, dal 1980 ad oggi il numero di individui con un indice di massa corporea “borderline” è più che raddoppiato, registrando picchi significativi nei paesi occidentali ad alto tasso di industrializzazione. Tradotto in numeri, nel 2020 l’obesità ha raggiunto ben 800 milioni di persone in tutto il pianeta, e nei prossimi 10 anni gli esperti della World Obesity Federation -promotrice della giornata di sensibilizzazione internazionale che ricorre ogni anno il 4 marzo- prevedono un aumento di quella infantile fino al 60%. Ma in Italia, a che punto siamo?

Fast Food

World Obesity Day. I dati sulla diffusione dell’obesità in Italia

Stando ai dati diffusi lo scorso ottobre dalla Coldiretti, non è il momento di abbassare la guardia. Nel nostro paese, infatti, il 44 % della popolazione è aumentato di peso a causa della sedentarietà indotta dalla pandemia, tra lockdown, smart working e riduzione dell’attività fisica in seguito alla chiusura dei centri sportivi. Fra i più colpiti, proprio i soggetti obesi, che nel 54 % dei casi hanno riscontrato un aumento medio di 4 Kg rispetto all’anno precedente. Ad oggi, dunque, le persone affette dalla patologia sfiorano quota 5 milioni (un adulto su 10 e un bambino su 3, nella fascia d’età che va dai 2 agli 8 anni, secondo quanto rilevato dalle indagini dell’ISTAT). Cifre allarmanti, considerando che “l’obesità si associa anche a un aumentato rischio di polmonite e sindrome influenzale ed è, insieme all’età, il fattore di rischio più importante per lo sviluppo di sindrome respiratoria acuta grave da COVID-19, con esiti quali il ricovero in terapia intensiva e l’uso della ventilazione meccanica invasiva”, come spiega Andrea Lenzi, Presidente OPEN e Presidente Comitato Nazionale per la Biosicurezza, le Biotecnologie e le Scienze della Vita della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Senza dimenticare la maggior predisposizione dei pazienti obesi a incorrere in malattie degenerative quali il diabete di tipo 2, l’Alzheimer e diverse forme tumorali.

Cibo sano

Obesità: prevenire è meglio che curare. Consigli per una corretta alimentazione

La strategia più efficace per contrastare l’obesità? Modificare le proprie abitudini quotidiane, dalla spesa ai pasti. Come evidenziano le linee guida della Società Italiana Obesità, infatti, l’adozione di un corretto stile di vita alimentare -sia a scopo preventivo, che curativo- consente di abbassare notevolmente la probabilità di sviluppare patologie croniche. Quali sono, dunque, i consigli universalmente validi per portare in tavola piatti salutari? Eccone alcuni.

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1) Scegliere correttamente i cibi a base di carboidrati. Preferire il consumo di alimenti ricchi di fibre o contenenti amidi a lento assorbimento, come il pane o la pasta integrale o i cereali in chicco non decorticati. La SIO sottolinea che al momento non esistono evidenze per suggerire il ricorso a diete a basso contenuto di carboidrati (ovvero con una restrizione al di sotto dei 120-130 g al giorno) nei pazienti affetti da obesità;

2) Limitare -sia in età evolutiva che adulta- i prodotti ad alta densità energetica, ma di basso valore nutrizionale (primi fra tutti, i cibi con grasso visibile, i soft drinks zuccherati, i prodotti da forno secchi addizionati con alti quantitativi di sale, gli snack contenenti oli ricchi di grassi saturi);

3) Consumare quotidianamente 5 o più porzioni di frutta (150 g) e verdura (200 g) di stagione, avendo sempre cura di limitare l’aggiunta di zuccheri, nel caso della prima, e di oli o grassi animali, nel caso della seconda; il motivo è presto detto: i prodotti freschi stagionali sono naturalmente gustosi e saporiti, dunque non necessitano di laboriosi processi di trasformazione. Evitare i succhi o gli estratti, che azzerano la quota di fibre presenti nella frutta intera.

Legumi

4) Aumentare il consumo di legumi alternandoli alle fonti proteiche animali (soprattutto pesce, uova e carni bianche). Le persone che hanno una sensibilità particolare ai legumi possono frullarli, in modo da favorire la digestione e l’assorbimento a livello intestinale. A tale scopo, risulta particolarmente efficace l’abbinamento con cibi ricchi di vitamina C (agrumi spremuti, peperoni, pomodori, ecc) capaci di facilitare la sintesi delle proteine vegetali da parte dell’organismo.

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5) Bere 1,5-2 litri di acqua al giorno (l’equivalente di 6-8 bicchieri), sia fra un pasto e l’altro, che durante i pasti. Quello secondo cui l’assunzione di liquidi a tavola potrebbe compromettere la digestione del cibo è un falso mito. L’acqua, inoltre, aiuta a raggiungere facilmente il senso di sazietà.

6) Limitare i grassi, prediligendo l’olio extravergine di oliva, che andrebbe consumato in dosi di 3-4 cucchiai al giorno.

La raccomandazione più importante, però, rimane quella di monitorare giorno per giorno la propria salute, e di rivolgersi ai centri specializzati nella cura dell’obesità per ricevere un supporto medico e psicologico adeguato. La salute mentale è sullo stesso piano di quella fisica: in questi casi chiedere aiuto rappresenta la soluzione migliore.

Centri accreditati dalla SIO per la cura dell’obesità

a cura di Lucia Facchini