Pensate a un bel peperone: lo immaginate di un giallo pieno, o rosso. Se lo vedete verde, immaginate che ci sia da aspettare, che non sia ben maturo. Sรฌ, vero. Ma รจ proprio questa a caratteristica del nuovo Presidio Slow Food, il Peperone Bianco di Voghera. โร verde chiaro e perciรฒ viene detto โbiancoโ โ spiega Andrea Olezza, referente dei sei produttori che aderiscono al Presidio riuniti nellโassociazione PepeVo โ In piena maturazione anche lui diventa giallo, quasi arancione: ma la sua particolaritร รจ proprio che รจ buono giร quando รจ verde: proprio per questo motivo, il Voghera normalmente si raccoglie uno o due giorni prima che diventi giallo. ร il momento in cui รจ piรน consistente, lโideale per essere conservato sottaceto, come vuole la tradizioneโ. E domenica 10 settembre a Voghera cโรจ la Sagra del Peperone di Voghera: unโottima occasione per conoscere questo fantastico figlio dellโorto (e del territorio).
Il peperone di Voghera non รจ perรฒ buono solo sottaceto: consumarlo crudo, in insalata o in pinzimonio, ne esalta il sapore, ed รจ abitudine usarlo anche come condimento di un classico risotto. E non a caso รจ stato il cavallo di battaglia di Enrico Bartolini quando, allโinizio della sua carriera da solista, lo proponeva crudo, appena scottato con la fiamma e spellato. ร un bel peperone, quasi lโimmagine di riferimento del peperone: ha forma quadrata e generalmente con 4 falde (possono essere anche tre) e una altezza tra gli 8 e i 12 centimetri. Fino al Secondo Dopoguerra era diffusissimo, poi una micosi ne ha ridotto notevolmente la coltivazione: un lungo lavoro di recupero lo ha fatto tornare nella pianura tra Pavia e Alessandria.
Nella sua epoca dโoro, il peperone di Voghera era conosciuto anche in Germania e negli Stati Uniti. Ma un fungo ne colpรฌ la produzione. Solita storia: se ne produceva troppo! โA forza di seminarlo negli stessi orti, la malattia si รจ diffusa. Abbiamo imparato la lezione, oggi non mettiamo mai il peperone nella stessa porzione di orto per almeno tre o quattro anni e il disciplinare di produzione prevede rotazioni annualiโ, racconta Olezza. Cosรฌ, dopo piรน di quindici anni di lavoro finalizzato al recupero del seme, il peperone di Voghera รจ tornato nei campi e sulle tavole, diventando Presidio Slow Food. Grazie anche al supporto di FedEx, che sponsorizza i Presidi.
Luca D’Ottavi e Pietro Fois, i due produttori del Cacio di Genazzano a Cave: sono loro a riprendere in mano la produzione dell’antico formaggio
Era il cacio di Romolo e Remo. Un antichissimo pecorino con un legame indissolubile con il terroir, con la biodiversitร , con il clima delle campagne dellโarea prenestina alle porte della Capitale; un formaggio che ha caratteristiche organolettiche straordinarie, ma che rischia di scomparire: oggi sono soltanto due le aziende che continuano a produrlo (Pietro Foisย eย Luca DโOttavi). Si tratta di un prodotto che nasce nella prima cinta dellโarea metropolitana di Roma, tra i Monti Prenestini e la Valle del Sacco, nei comuni di Cave e Genazzano. Il latte viene da diverse razze ovine (comisana, sarda, massese e loro incroci): le pecore pascolano per tutta la stagione vegetativa su pascoli ricchi di essenze tra cui tarassaco, avena selvatica, amaranto, malva, carduncolo, crispigno e su terreni caratterizzati da tufo vulcanico e da numerose sorgenti. Sono queste le essenze che danno al cacio un profilo aromatico molto ricco e complesso. Certo, la tecnica che si utilizza oggi per produrlo รจ โmodernaโ, ovvero risale circa al 1600 quando si ritrova la prima ricetta scritta relativa a questo specifico formaggio pecorino.
Il sapore รจ sicuramente quello degli antichi Romani, legato cioรจ al territorio e alle sue essenze in modo strettissimo, anche se una particolaritร di questo formaggio รจ quella di stagionare per almeno due mesi in casse di legno. La sua pasta รจ di colore giallo paglierino e puรฒ avere una occhiatura rada e irregolare; la crosta รจ sottile e liscia; il gusto ha un buon equilibrio fra dolce e sapido e note erbacee; lโaroma รจ intenso e persistente. Il Cacio di Genazzano รจ ideale come formaggio da taglio, accompagnato secondo tradizione da fave fresche, pere, miele e confetture di prugne o visciole; ma si abbina bene anche ai piatti tradizionali della gastronomia locale, ad esempio grattugiato sul sugo allโamatriciana, sulla trippa romana o nei tonnarelli cacio e pepe.
Al momento, non c’รจ ancora una produzione significativa. C’รจ solo un agriturismo che ne realizza qualche forma e la propone in azienda. “A Cave, fino a qualche tempo fa si produceva un pecorino molto molto significativo che si chiamava Bronzi, dalle fasce di bronzo utilizzate per leย forme. Da anni e anni, perรฒ, neppure questo formaggio si trova piรน“, spiega Vincenzo Mancino, titolare di Dol (Di Origine Laziale), ideatore dei locali Proloco a Roma e grande esperto di arte casearia.
Agriturismo LโOca Bianca โ Cave (RM) โ via Madonna del Campo, 4 โ 06 950 8035 โ agriturismolocabianca โ locabianca.it
Osteria del Campanile โ Torrazza Coste (PV) โ via Cadelazzi, 1 โ 0383 77393 โ osteriadelcampanile.it
Ristorante Selvatico โ Rivanazzano (PV) โ via S. Pellico, 19 โ 0383 944720 โ RistoranteSelvatico –ย albergoselvatico.com โ
Trattoria Quaglini โ Borgo Priolo (PV) โ loc. Schizzola Alta, 21 โ 0383 892840 โ quaglini.trattoria
Sagra del Peperone di Voghera – 10 settembre – piazza Duomo โ Voghera (PV) โ https://www.comune.voghera.pv.it/it/news/4-sagra-del-peperone-di-voghera
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