In cantina

Prezzi alle stelle e mercati incerti: la crisi del vino travolge anche le barrique

In un anno è stato registrato un calo di vendite del 15%. A pesare sono l’aumento vertiginoso del prezzo del rovere, il cambiamento dei consumi e l’incertezza sui mercati internazionali

  • 23 Settembre, 2025
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Il mondo del vino è in crisi e il simbolo dell’eccellenza enologica francese vacilla. La barrique, la piccola botte in rovere usata per l’affinamento dei vini, subisce un duro colpo: nell’ultimo anno le vendite sono calate del 15%, con un calo ancora più marcato sul mercato interno (quasi -20%), secondo i dati della Fédération des Tonneliers de France (Ftf). Un segnale che racconta come anche l’artigianato intorno al vino deve fare i conti con la realtà dei mercati.

Il rovere alle stelle

Dietro la flessione c’è una combinazione letale di fattori. Il prezzo del rovere francese è aumentato vertiginosamente negli ultimi dieci anni, con un incremento del 50% solo negli ultimi due. La domanda proviene da Cina, dall’arredamento di lusso e altri settori, mettendo sotto pressione la materia prima pregiata. A questo si aggiungono le difficoltà del settore propriamente vitivinicolo: vendemmie ridotte dai cambiamenti climatici, eventi estremi come gelo, grandine e siccità, consumi in calo, cambiamento dei gusti ed espianti di vigne. L’export verso gli Stati Uniti, poi, ha subito un contraccolpo a causa dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump, spingendo molti clienti a rimandare o ridurre gli ordini.

I mercati internazionali

In particolare Il calo delle vendite è stato particolarmente marcato sul mercato domestico (-16,8%), mentre le esportazioni hanno retto meglio, limitandosi a un -5,9%. La Francia resta comunque il primo sbocco per i bottai (34% dei volumi), seguita dagli Stati Uniti (30%), mercato strategico ma sempre a rischio dazi. Più distanziati Spagna (8,2%), Italia (6,3%) e Australia (4,3%). In totale, Europa e Stati Uniti generano quasi il 90% del fatturato del settore.

 Impatto sul settore e occupazione

La filiera delle barriques coinvolge tra le 3.000 e le 3.500 persone: dal taglio del legno alla produzione delle botti. La contrazione della domanda ha costretto molte aziende a rivedere i turni di lavoro e a ridurre la produzione, con un impatto diretto su occupazione e fatturato. Nell’anno considerato, il giro d’affari complessivo del settore si è fermato a 515,9 milioni di euro, in calo del 9,5%.

Tutti i periodi di crisi della storia delle barrique

 «Abbiamo assistito a cicli altalenanti in passato: la crisi finanziaria del 2008, la dolorosa crisi asiatica della fine degli anni ’90» ha detto Nicolas Tiquet-Lavandier, vicepresidente della Ftf . «I membri più anziani affermano che ogni dieci anni c’è una crisi. Forse ora stanno diventando più frequenti; c’è più volatilità». Eppure, nonostante le difficoltà, la presidente della Ftf Magdeleine Allaume sottolinea come il settore continui a investire in ricerca, sostenibilità e innovazione, mantenendo viva una tradizione paragonata spesso all’alta moda francese. 

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