Il mondo del vino è in crisi e il simbolo dell’eccellenza enologica francese vacilla. La barrique, la piccola botte in rovere usata per l’affinamento dei vini, subisce un duro colpo: nell’ultimo anno le vendite sono calate del 15%, con un calo ancora più marcato sul mercato interno (quasi -20%), secondo i dati della Fédération des Tonneliers de France (Ftf). Un segnale che racconta come anche l’artigianato intorno al vino deve fare i conti con la realtà dei mercati.
Dietro la flessione c’è una combinazione letale di fattori. Il prezzo del rovere francese è aumentato vertiginosamente negli ultimi dieci anni, con un incremento del 50% solo negli ultimi due. La domanda proviene da Cina, dall’arredamento di lusso e altri settori, mettendo sotto pressione la materia prima pregiata. A questo si aggiungono le difficoltà del settore propriamente vitivinicolo: vendemmie ridotte dai cambiamenti climatici, eventi estremi come gelo, grandine e siccità, consumi in calo, cambiamento dei gusti ed espianti di vigne. L’export verso gli Stati Uniti, poi, ha subito un contraccolpo a causa dei dazi introdotti dall’amministrazione Trump, spingendo molti clienti a rimandare o ridurre gli ordini.

In particolare Il calo delle vendite è stato particolarmente marcato sul mercato domestico (-16,8%), mentre le esportazioni hanno retto meglio, limitandosi a un -5,9%. La Francia resta comunque il primo sbocco per i bottai (34% dei volumi), seguita dagli Stati Uniti (30%), mercato strategico ma sempre a rischio dazi. Più distanziati Spagna (8,2%), Italia (6,3%) e Australia (4,3%). In totale, Europa e Stati Uniti generano quasi il 90% del fatturato del settore.
La filiera delle barriques coinvolge tra le 3.000 e le 3.500 persone: dal taglio del legno alla produzione delle botti. La contrazione della domanda ha costretto molte aziende a rivedere i turni di lavoro e a ridurre la produzione, con un impatto diretto su occupazione e fatturato. Nell’anno considerato, il giro d’affari complessivo del settore si è fermato a 515,9 milioni di euro, in calo del 9,5%.

«Abbiamo assistito a cicli altalenanti in passato: la crisi finanziaria del 2008, la dolorosa crisi asiatica della fine degli anni ’90» ha detto Nicolas Tiquet-Lavandier, vicepresidente della Ftf . «I membri più anziani affermano che ogni dieci anni c’è una crisi. Forse ora stanno diventando più frequenti; c’è più volatilità». Eppure, nonostante le difficoltà, la presidente della Ftf Magdeleine Allaume sottolinea come il settore continui a investire in ricerca, sostenibilità e innovazione, mantenendo viva una tradizione paragonata spesso all’alta moda francese.
Niente da mostrare
Reset© Gambero Rosso SPA 2026 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica preferenze privacy
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novità del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
© Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd