Made in Italy

Export made in Italy agroalimentare. Gli Usa sospendono i dazi, ma preoccupazioni da UK e Cina

Quattro mesi di sospensione dei dazi varati dal governo Trump per iniziare un nuovo rapporto di confronto tra Ue e Usa nellโ€™era Biden. Ci guadagna il made in Italy, specie il settore lattiero-caseario. Ma altri guai si preannunciano nel Regno Unito della Brexit e in Cina.

  • 09 Marzo, 2021
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Dazi Usa. Il nuovo accordo

Non si parla di una vittoria definitiva. Piuttosto, per il momento, di una parentesi che fa ben sperare. Quattro mesi di respiro per i prodotti dellโ€™agroalimentare italiano destinati allโ€™export negli Stati Uniti; tanto quanto durerร  il periodo di sospensione dei dazi doganali ratificati alla fine del 2019 dal governo Trump, come ricaduta dellโ€™affaire Airbus-Boeing, e in vigore ormai da diciotto mesi. Lโ€™annuncio รจ affidato alle parole di Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea, che negli ultimi giorni ha raggiunto un accordo con il neopresidente degli Stati Uniti Joe Biden, e parla di un periodo di sospensione โ€œinizialeโ€, riportando lโ€™impegno congiunto โ€œa risolvere queste controversieโ€. Per lโ€™Italia il mercato delle esportazioni agroalimentari negli States vale 500 milioni di euro, e a tirare un sospiro di sollievo, pur momentaneo, รจ in primis il made in Italy delle Dop, delle Igp e dei Consorzi di Tutela, che ha trovato nellโ€™europarlamentare Paolo Di Castro un ambasciatore di peso nel dirimere la controversia. Per primo, infatti, Di Castro aveva presentato una proposta di moratoria, sostenuta poi della Commissione Agricoltura dellโ€™Ue, e ora parla di unโ€™ottima notizia, pur consapevole di dover negoziare una soluzione definitiva alla disputa Boeing-Airbus: โ€œCredo, perรฒ, che in un momento come questo di pandemia e di calo dei commerci internazionali, possiamo permetterci di essere ottimisti e di pensare a unโ€™eliminazione definitiva dei daziโ€.

Dazi Usa. Sollievo per i formaggi italiani

A gioire รจ soprattutto il settore lattiero-caseario, il piรน colpito dai dazi americani, che hanno finito per avvantaggiare una concorrenza locale incline a giocare sullโ€™italian sounding. La soddisfazione รจ condivisa dai Consorzi del Parmigiano Reggiano โ€“ che negli USA ha il suo principale mercato di esportazione, con 12mila tonnellate di prodotto spedite oltreoceano ogni anno –ย  e del Grana Padano. Dallโ€™autunno 2019, il Parmigiano ha scontato โ€“ come gli altri formaggi – ย dazi aggiuntivi del 25%, e il prezzo a scaffale รจ passato dai 40 ai 45 dollari al chilo, determinando un calo della domanda aggravato dallโ€™ultimo anno di pandemia. Dunque, dichiara oggi il presidente del consorzio Nicola Bertinelli, โ€œsiamo ottimisti per il futuro: ci auguriamo che lโ€™amministrazione Biden metta fine a questo contenzioso commerciale che non รจ piรน sostenibileโ€. Ottimismo espresso anche da Stefano Berni, direttore del Consorzio Grana Padano: โ€œDa tempo aspettavamo un cambio di rotta nei rapporti fra Usa e Ue che la nuova amministrazione Biden aveva giร  fatto intuire. Ci sorprendono iย tempiย cosรฌ rapidi per la diplomazia, ad appena quaranta giorni dall’insediamento. Siamo estremamente soddisfatti.โ€ Nel computo del Consorzio, i quattro mesi di tregua sgraveranno 65 milioni di prodotto, garantendo un โ€œrisparmioโ€ di 16 milioni di euro per distributori e consumatori (perchรฉ ricordiamo che a fare le spese della politica dei dazi sono stati gli stessi consumatori americani, penalizzati sullโ€™acquisto di prodotti made in Italy). Lโ€™intero comparto dellโ€™export italiano lattiero-caseario negli Stati Uniti vale 350 milioni di euro (dato relativo al 2019), ma nel 2020 il mercato รจ crollato del 21% in valore, portando un ammanco di 50 milioni, a scapito, oltre che del Parmigiano e del Grana Padano, anche di Provolone, Asiago, Gorgonzola.

Una battaglia vinta per il made in Italy. La prima

Allargando lโ€™orizzonte allโ€™intero comparto agroalimentare, tutte le associazioni festeggiano: โ€œCon il nuovo presidente Usa Biden occorre ora avviare unย dialogoย costruttivo tra Paesi alleatiโ€ sostiene il presidente della Coldiretti,ย Ettore Prandini; โ€œora invitiamo la Commissione a rilanciare anche la gestione degli scambi commerciali su base multilateraleโ€, aggiunge Massimiliano Giansanti di Confagricoltura. E per il mondo del vino – finora non toccato dai dazi, a differenza dei vini francesi –ย  si pronuncia Paolo Castelletti, segretario generale dellโ€™Uiv: โ€œQuesta sospensione va nella direzione di una rinnovataย cooperazioneย transatlantica indispensabile per le imprese vitivinicole, dipendenti dal mercato Usa per 1,6 miliardi di euroโ€. Recuperare i rapporti con gli Usa, peraltro, sembra tanto piรน importante in un mondo di relazioni commerciali molto cambiato a seguito di un anno difficile per lโ€™azione della pandemia e per il concretizzarsi della Brexit.

Gli altri fronti. Brexit e Cina

Nelle prime settimane del 2021, lโ€™export di cibo italiano nel Regno Unito รจ crollato del 38%, per le difficoltร  logistiche legate alla nuova burocrazia doganale. Per volumi, l’alimentare รจ il primo settore di export del made in Italy in Uk, e ora Coldiretti denuncia un rischio per 3,4 miliardi di esportazioni agroalimentari nel Paese, dove i prezzi dei prodotti italiani, a partire da frutta e verdura, hanno giร  subito rincari evidenti. Anche sul versante cinese, nel frattempo, si registra un intoppo rispetto allโ€™Accordo stipulato tra lโ€™Unione Europea e la Repubblica Popolare Cinese sulla cooperazione e la protezione dallโ€™imitazione e dallโ€™uso improprio della denominazione di 200 Indicazioni Geografiche europee e cinesi, in vigore dal 1 marzo scorso. Diversi Consorzi italiani, infatti, hanno segnalato a Origin (lโ€™associazione che li riunisce) ostacoli posti dalla Cina alla promozione dei prodotti Dop e Igp: il Paese starebbe chiedendo ai Consorzi di dotarsi di un rappresentante legale in loco per poter svolgere le normali attivitร  di promozione. La Cina si appella a una legge del 2017: se fosse confermata la sua posizione, le ripercussioni per lโ€™agroalimentare made in Italy non si farebbero attendere.

 

a cura di Livia Montagnoli

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