Camerieri: carnefici o vittime della crisi della ristorazione? Strano destino, di certo, il loro: sono lโaraba fenice del settore, ne mancano a decine di migliaia in tutta Italia, unโindagine di Confcommercio di poche settimane fa parla di 258mila caselle che non si riesce a riempire nei settori di ristorazione, alloggio e commercio, con uno scarto tra domanda e offerta del 4 per cento nel 2025. Eppure questi oggetti del desiderio โ e parliamo anche di cuochi, pizzaioli, barman, gelatai โ sono sovente sfruttati, sottopagati, maltrattati. Proprio cosรฌ: mentre cโรจ chi teorizza modelli virtuosi per attirare e fidelizzare il personale, qualcun altro continua ad applicare sistemi medievali di abuso che perpetuano quella percezione negativa di un settore in cui pare impossibile conciliare vita privata e lavoro, bilanciare sacrifici e guadagni. E due storie in arrivo dalla stessa regione, l’Emilia-Romagna, illustrano plasticamente questa contraddizione.
Un fermo immagine del documentario di Libera sullo sfruttamento dei camerieri a Bologna
Partiamo dalla cronaca nera o almeno grigia. Gli imprenditori della ristorazione bolognese sono tornati sul banco degli accusati grazie a una videoinchiesta di Libera, La febbre del cibo. Bologna, il tuo odor di benessere, nella quale lโassociazione antimafia svela il dietro le quinte di quella che รจ considerata una delle capitali italiani della gastronomia. Ecco cosรฌ, oltre a tante altre zone dโombra, contratti irregolari o addirittura inesistenti, turni massacranti, comportamenti fuori controllo da parte dei datori di lavoro, episodi di mobbing, abusi psicologici, comportamenti apertamente sessisti. Situazioni che naturalmente non sono certo appannaggio solo del capoluogo emiliano, ma che colpiscono particolarmente in una cittร da sempre considerata un modello di civiltร e inclusione.
Ecco cosรฌ le testimonianze choc: โLโambiente sembrava sano, ma il declino รจ stato quasi immediato. Avevamo un giorno a settimana libero ma che non prevedeva mai un weekend, la vita privata ad una certa รจ stata completamente annichilitaโ. โDurante eventi particolari capitava di smontare verso le 4 del mattino e riattaccare poi la mattina alle 11. Erano turni fatti per fare male alle personeโ. โTra stress e sforzo fisico ho perso molti chili, poi il non vivere piรน molto a casa e non vedere gli amici รจ stato il punto piรน basso, cosรฌ mi licenziai. Azioni legali? Ci ho pensato ma temevo le conseguenzeโ.
โLavoravo a chiamata e prendevo 40 euro a servizio, cโerano casi in cui perรฒ lavoravi sia a pranzo che a cena e finivi a fare anche 154 ore al giorno, ma non ti davano soldi in piรนโ. โHo un contratto part-time ma alla fine faccio 40 euro a settimana con straordinari e festivi non pagati. I turni li sappiamo sempre allโultimo e non sono nemmeno fissi, quindi si arriva a un punto in cui la tua vita gira attorno solo a questo lavoro. Non posso dire nemmeno che voglio un giorno libero, bisogna sempre stare sullโattentiโ. E la risposta a ogni lamentela รจ sempre la stessa: โSe questo non ti sta bene, quella รจ la portaโ. Per non parlare dei commenti sessisti: โVieni vista come la persona che serve e basta โ racconta Luisa – cโรจ quello che ti schiocca le dita o ti chiama amore e tu devi accettarlo per forza, si puรฒ pensare siano cose piccole ma col tempo queste cose pesanoโ.
Giuliano Lanzetti
Certo, si puรฒ dire che a scavare in ogni realtร si trovano dei comportamenti tossici, che questo accade dappertutto, che non si puรฒ fare di ogni erba un fascio. E infatti Confesercenti ha tentato di reagire: โBologna non รจ la patria dellโillegalitร โ. Ma le testimonianze raccolte dagli attivisti/giornalisti Andrea Giagnorio eย Sofia Nardacchione non lasciano adito a dubbio. E inducono a guardare con un certo sollievo all’esperienza totalmente in controtendenza di Giuliano Lanzetti, proprietario del ristopub Bounty di Rimini. Non certo un locale fine dining, ma una macchina da guerra da 365 giorni di apertura lโanno per sedici ore al giorno, 330mila presenze e 7,3 milioni di fatturato allโanno, una case history di accoglienza e divertimento il cui successo lo ha indotto a dare vita a Pienissimo, la prima realtร in Italia che supporta i ristoratori dando loro strumenti concreti per essere competitivi sul mercato, basandosi su alcuni pilastri, uno dei quali รจ proprio il personale, che va formato e gestito in modo che si trasformi in un alleato dellโaumento della capacitร di vendita e che va visto come una risorsa da valorizzare e non un peso.
In una recente colloquio con il Corriere della Sera, Lanzetti ha individuato tre ingredienti per attrarre personale di qualitร : โUnโofferta di lavoro di qualitร in un posto in cui si puรฒ imparare, una buona proposta economica e una prospettiva di carrieraโ. Secondo Confcommercio a far scappare i giovani da un settore assetato di forza lavoro sono la precarietร e la bassa qualitร della vita, che si manifesta in contratti irregolari, stagionali, in licenziamenti brutali, in salari bassi a fronte di un impegno richiesto assai lungo e stressante, in una formazione scadente se non proprio assente. Tutto il contrario di quanto accade al Bounty, dove lo staff, composto da una sessantina di persone che diventano 110 nella stagione estiva, ha unโetร media di 30 anni ed รจ motivato quando non entusiasta. Il tutto in una piazza come Rimini dove in piena estate il personale รจ conteso da decine di datori di lavoro. Ma Lanzetti vince a mani basse: โRimini รจ giร una meta molto esposta alla richiesta di personale stagionale, e cโรจ una โguerraโ tra gli imprenditori per accaparrarsi i lavoratori migliori, ma ho imparato che per farlo non basta solo la forza economica, serve una proposta professionale seriaโ. Al Bounty il personale sa di poter contare su incentivi economici destinati al personale piรน apprezzato dalla clientela e da vitto e alloggio per gli stagionali. E se questo certo non puรฒ annullare lo stress e lโimpegno intenso di un lavoro che del resto vive di picchi di impegno e di momenti di stanca, certo puรฒ giustificare lโinvestimento in termini di tempo ed energia.
Niente da mostrare
Resetยฉ Gambero Rosso SPA 2025 – Tutti i diritti riservati
P.lva 06051141007
Codice SDI: RWB54P8
registrazione n. 94/2021 Tribunale di Roma
Modifica impostazioni cookie
Privacy: Responsabile della Protezione dei dati personali – Gambero Rosso S.p.A. – via Ottavio Gasparri 13/17 – 00152, Roma, email: [email protected]
Resta aggiornato sulle novitร del mondo dell’enogastronomia! Iscriviti alle newsletter di Gambero Rosso.
Made with love by
Programmatic Advertising Ltd
ยฉ Gambero Rosso SPA – Tutti i diritti riservati.
Made with love by Programmatic Advertising Ltd