cambiamenti climatici|

"Temperature troppo alte: rischio estinzione per la viticoltura nelle aree costiere". L'allarme di Legambiente

L'associazione guidata da Stefano Ciafani mostra gli effetti disastrosi del riscaldamento globale sul settore primario: "Gli agricoltori smettano di prendersela con il Green Deal". E rilancia la battaglia contro glifosato e pesticidi

  • 12 Agosto, 2024

A rischio estinzione il 90% delle aree costiere e pianeggianti che producono vino. A lanciare lโ€™allarme (non il primo) รจ Legambiente, dalla sua FestAmbiente (7-11 agosto a Ripescia, Grosseto), che riapre cosรฌ il tavolo della discussione su clima e agricoltura, a partire dai dati di Nature Reviews Earth & Environment.

Nel 2023 produzione agricola a -4%

Non usa giri di parole lโ€™associazione che da 40 anni si batte per lโ€™ambientalismo scientifico: qualora le temperature globali dovessero aumentare di oltre 2 gradi entro la fine del secolo, le conseguenze sarebbero disastrose. I primi effetti sono giร  sotto gli occhi di tutti: in Italia, secondo i dati Istat, nel 2023, si รจ giร  registrato un calo della produzione del 3,9%. Ed รจ il vino il settore che ha pagato il conto piรน salato in termini di volumi (-17,4%), seguito da frutta (-11,2%) e olio dโ€™oliva (-3%). D’altronde lo spostamento dei vigneti in alto e verso Nord รจ giร  una realtร , come dimostra la nuova mappa vitivinicola sempre piรน protesa verso la viticoltura dei Paesi del Nord Europa: dall’Irlanda alla Scandinavia.

Sbagliato prendersela con il Green Deal

Legambiente lancia, quindi, il suo appello agli agricoltori: basta guerra al Green Deal. Il riferimento รจ a quanto avvenuto nei mesi scorsi, quando dalla protesta dei trattori โ€“ complice la politica – ha indicato un unico grande nemico: la transizione ecologica. Lโ€™associazione, guidata da Stefano Ciafani, prova quindi a rovesciare questo paradigma: ยซLa riconversione ecologica del settore agricolo โ€“ argomenta il presidente โ€“ non รจ piรน rimandabile. Gli eventi climatici estremi ai quali abbiamo assistito parlano chiaro e ci fanno ben capire che il tempo di agire รจ adesso. Adattamento e contrasto alla crisi climatica devono essere i pilastri delle politiche locali, nazionali ed europee. Il made in Italy deve orientarsi nella giusta direzione, facendo fronte alle richieste dei mercati per cibi piรน sani e sostenibili, in linea con quanto previsto dalle direttive europee. Le energie rinnovabili, come lโ€™agrivoltaico e la produzione di biometano, rappresentano lโ€™unica strada percorribile per creare sinergie positive tra produzione da energie rinnovabili e agricoltura, stando alla larga da strumentalizzazioni e inutili rimpalli. In questo senso, il settore agricolo deve smetterla di prendersela con il Green Deal, suo migliore alleatoยป.

Rivedere il piano sui fitofarmaci

Dopo un autunno e un inverno di proteste che hanno visto gli agricoltori dโ€™Italia e dโ€™Europa scendere in strada per chiedere piรน sostegni, Legambiente torna a sollecitare il governo Meloni avanzando alcune proposte, affinchรฉ vengano dati fiato e gambe alla task force ministeriale per supportare il settore. In primis, lโ€™approvazione del Sur, il Regolamento per lโ€™Uso Sostenibile dei prodotti fitosanitari, che continue richieste di rinvii da parte di alcuni Paesi (tra cui lโ€™Italia) rischiano di far slittare ulteriormente. A livello nazionale, Legambiente rilancia lโ€™approvazione del nuovo Pan (Piano dโ€™azione nazionale per lโ€™uso sostenibile dei prodotti fitosanitari) per lโ€™utilizzo di fitofarmaci, la cui ultima stesura risale al 2014. Contestualmente lโ€™associazione chiede la definitiva messa al bando di alcuni insetticidi, tra cui lโ€™Acetamiprid (il piรน utilizzato in agricoltura) e dellโ€™erbicida glifosato, ยซla cui proroga di ulteriori dieci anni rischia di segnare un punto di non ritorno per la biodiversitร  a partire dalle api, gravemente minacciate da queste sostanzeยป.

Piรน rinnovabili e biodistretti

Cโ€™รจ, poi, la partita sulle energie rinnovabili, come alternativa per contrastare la febbre del Pianeta e fare fronte al ricatto del gas, a partire dal biometano ยซfatto beneยป e dallโ€™agrivoltaico. Infine, il contrasto allโ€™abbandono delle aree coltivate e gli incentivi allโ€™occupazione giovanile in agricoltura per favorire la nascita di nuovi biodistretti, ovvero quelle aree naturalmente vocate alla produzione biologica che potrebbero da una parte incentivare le politiche occupazionali giovanili e dallโ€™altra moltiplicare le buone pratiche virtuose.

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