Si spegne a 65 anni, dopo una lunga malattia, l'imprenditore Giovanni Nasta, celebre nel mondo per la produzione di raffinati impianti audio. Era grande appassionato di enogastronomia e interlocutore per tanti grandi cuochi ed enologi. Un ricordo.
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Giovanni Nasta ci ha lasciato. Prematuramente. Su questa nostra testata lo spazio delle commemorazioni di solito è appannaggio di grandi chef o produttori di vino che hanno lasciato un’impronta nel mondo dell’enogastronomia. Giovanni non apparteneva a nessuna delle due categorie, ma ha titolo per essere ricordato qui per le sue straordinarie doti di gourmet e appassionato enogastronomo. A livello nazionale ed internazionale Giovanni ha legato il suo nome alla sua attività principale. Era il titolare di due aziende di rinomanza mondiale, Opera Loudspeakers e Unison Research, due marchi che nel mondo dell’Alta Fedeltà Hi-End non hanno bisogno di presentazioni: amate dagli audiofili di tutto il mondo, le sue creature hanno avuto i più prestigiosi riconoscimenti sin dagli albori della loro storia, alla fine degli anni Ottanta. E questo è stato il motivo del nostro incontro: da musicofilo appassionato venticinque anni fa ho varcato la soglia del suo stabilimento a Dosson di Casier con lo stato d’animo di un bambino che entra nella fabbrica di Willy Wonka… Qui oltre la musica ho trovato uno straordinario compagno di strada, un amico, un fratello.

Dotato di uno straordinario orecchio, Giovanni ha esercitato la sua raffinatissima sensibilità anche nel nostro mondo, diventando amico, critico e straordinario interlocutore per tanti grandi cuochi ed enologi che amavano confrontarsi con lui davanti ad un nuovo piatto o al loro vino, come io amavo condividere con lui ore di ascolto nella sua saletta durante il fine-tuning delle sue meravigliose creazioni. Dopo una lunghissima e dolorosa battaglia Giovanni si è spento. Lo piange il suo mondo dell’elettronica, la sua terra natale, la Costiera, di cui era un infaticabile promotore (era nato a Corbara, e non potevi mai salutarlo senza che ti regalasse qualche confezione degli inimitabili pomodorini, i Corbarini), e la sua terra d’adozione, Treviso. Mancherà immensamente a tutti noi (tanti) amici raccolti intorno a lui, infaticabile organizzatore di kermesse musicali, enologiche e gastronomiche. Ci mancheranno il suo magico orecchio, il suo fenomenale palato, ma soprattutto il suo generosissimo cuore. Siamo sicuri che superata questa durissima prova i tuoi cari, Donatella, la compagna della tua vita, e Bartolomeo, Riccardo ed Elisabetta, i tuoi figli, sapranno portare avanti con la tua passione il tuo sogno. A loro tutto il nostro affetto e la nostra vicinanza. Stasera stapperò una grande bottiglia che avrei voluto condividere con te. Che la terra ti sia leggera, Giovanni.

 

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a cura di Marco Sabellico