Agricola Moderna produce ortaggi in vertical farming, ovvero fuori suolo, in un ambiente chiuso e controllato, utilizzando l'illuminazione artificiale a led. A fine aprile i loro prodotti saranno in vendita da Carrefour.
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A Melzo, in provincia di Milano, c’è una fattoria verticale che produce ortaggi in vertical farming, dunque in maniera sostenibile e a basso impatto ambientale, che consegna prodotti nickel free e a residuo 0. Vi presentiamo Agricola Moderna, il progetto di Pierluigi Giuliani e Benjamin Franchetti.

Il vertical farming di Agricola Moderna

Una lunga esperienza nel settore food & bevarage (soprattutto vino), il primo, ed esperto di ingegneria energetica, il secondo. I due nel 2018 hanno inaugurato Agricola Moderna in via Col di Lana, all’interno del Milano Food District, un polo didattico e incubatore di startup che fa coesistere realtà differenti tra i cortili della vecchia Milano. L’obiettivo di Agricola Moderna era quello di coltivare ortaggi a basso impatto ambientale tramite il vertical farming. Che significa? “Facciamo crescere le verdure fuori dalla terra su più livelli e indoor, dunque in un ambiente chiuso e controllato utilizzando l’illuminazione artificiale a led”. Insomma piante che crescono senza terra e senza luce del sole. La luce di fatto attiva la fotosintesi e crea la vita, “è dunque fondamentale dare alla pianta la lunghezza d’onda giusta per quanto riguarda l’illuminazione: ogni pianta ha la sua”, ci spiegano.

Agricola Moderna

Il concetto di km 0

Coltivare in verticale permette di risparmiare spazio e di produrre vicino al luogo di consumo, rifornendo le grandi città di prodotti freschi e a km 0”. Un concetto, quello del km 0, che abbiamo talmente masticato da averlo svuotato di significato per poi accantonarlo, ma che scommettiamo ritornerà in auge negli anni del Dopoepidemia, anche alla luce di quel che stiamo riscoprendo nei giorni di quarantena dove la priorità la diamo ai prodotti locali. “Vorremmo far passare il concetto che i nostri prodotti sono sempre freschissimi perché non fanno magazzino: quando raccogliamo gli ortaggi, questi vengono subito messi in vendita. Poi con la nostra farm garantiamo un polmone che crea cibo accanto alla città, il che significa anche un risparmio energetico dal punto di vista dei trasporti”. Quali altri vantaggi comporta il vertical farming?

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I vantaggi del vertical farming oggi

Crescere i prodotti indoor, in ambiente controllato, significa anche proteggerli da agenti patogeni esterni. Perciò non vengono usati pesticidi, fitofarmaci o diserbanti”, un vantaggio che ricade sui consumatori e sull’ambiente. “Il vertical farming è un’alternativa ai tradizionali metodi di coltivazione, che non sono più un’opzione sostenibile per il futuro del pianeta”, aggiungono. Una tematica che abbiamo affrontato quando abbiamo parlato di idroponica insieme a Giorgio Prosdocimi Gianquinto, professore di Orticoltura e Direttore del Centro Studi e Ricerche in Agricoltura Urbana e Biodiversità (ResCUE-AB) del Dipartimento di Scienze Agrarie dell’Università di Bologna. Anche il professore conveniva sul fatto che la coltivazione tradizionale non potrà sfamare la popolazione di 9,7 miliardi di individui prevista nel 2050. “Questo sistema – spiegano sempre i ragazzi di Agricola Moderna – richiede il 98% in meno di suolo, utilizza il 95% in meno di acqua e ha una resa per metro quadrato di 10 volte superiore rispetto all’agricoltura tradizionale”. Che di questi tempi è messa sotto scacco anche a causa della mancanza di manodopera, una problematica che invece non tocca di certo il vertical farming: “La manodopera necessaria è nettamente inferiore, il che non significa che sacrifichiamo posti di lavoro, ma semplicemente i lavoratori hanno un altro tipo di specializzazione. I lavori in futuro cambieranno, è fisiologico (e forse il coronavirus ha addirittura accelerato questo cambio di rotta, ndr), ci sarà semplicemente un altro tipo di manodopera”.

Agricola Moderna

La farm a Melzo e i prodotti in vendita da Carrefour

Dopo aver iniziato in un piccolo laboratorio di ricerca in via Col di Lana, Agricola Moderna si è trasferita a Melzo con uno stabilimento produttivo più grande. “La nuova farm ha una superficie di 1500 metri quadri. E anche il team è cresciuto, abbiamo assunto agronomi e data scientist, attualmente la squadra è composta da 7 persone”. Oggi coltivano baby leaf, ovvero ortaggi a foglia raccolti in uno stadio molto giovane, e lo fanno durante tutto l’anno, mantenendone un sapore costante grazie a luce e nutrienti (sui concetti di stagionalità e sapore vi abbiamo già detto tutto qui). “Modulando lunghezze d’onde e nutrienti è come se ci spostassimo in giro per il mondo, ricreando di volta in volta i microclimi adatti alla pianta che vogliamo coltivare. Di norma i nostri prodotti hanno un sapore più deciso e una texture più croccante”.

Dove si possono trovare i vostri prodotti? “A partire da fine aprile in 20 punti vendita Carrefour della Lombardia. Proponiamo tre mix – Baby lattuga, Japanese mix (spinacino giapponese, senape wasabina, lattughino romano e tatsoi) e Spicy baby (senape riccia, red mustard e lattughino romano) – in confezioni con packaging riciclato e riciclabile, ad un prezzo che rimarrà al di sotto dei due euro, dunque in linea con il biologico”. Un’altra intrapresa che prende avvio in piena quarantena, doppio in bocca al lupo.

agricolamoderna.com

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a cura di Annalisa Zordan