C’è chi alleva una razza bovina particolarmente redditizia e chi inserisce in stalla dei robot per la mungitura, ma anche chi produce una farina nutriente a partire dai semi delle uve. Ecco quali sono le aziende agricole più tecnologiche del 2020.
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Agricoltura e tecnologia. Il Premio Innovazione Confagri

In alcuni settori, l’innovazione ha sempre stentato a decollare per via del pregiudizio secondo cui la tecnologia potrebbe inficiare la genuinità dei metodi di lavoro tradizionali. L’agricoltura non fa eccezione, anzi: il progresso viene spesso guardato con una parvenza di sospetto dai puristi dell’artigianato tout court. E se invece la modernizzazione dei processi aziendali rappresentasse un valido strumento a disposizione degli imprenditori per elevare lo standard qualitativo dei loro prodotti? A richiamare l’attenzione sul tema è Confagri, che anche quest’anno ha assegnato alle realtà italiane più virtuose il Premio per l’Innovazione, istituito due anni fa con l’obiettivo di valorizzare piccoli e grandi attori del settore agroalimentare impegnati nel miglioramento del benessere ambientale e sociale. Non sorprende, dunque, che i 9 vincitori del 2020 – pur rappresentando un gruppo piuttosto eterogeneo – siano accomunati da una certa tendenza a pensare in prospettiva: le loro iniziative, a prescindere dalla moltiplicazione dei volumi di vendita, nascono dall’obiettivo di costruire un futuro migliore, sia dentro che fuori i confini della propria attività.

Generatori di nebbia artificiale-Azienda Arnaldo Caprai
Generatori di nebbia artificiale- Azienda Arnaldo Caprai

Le aziende vinicole ad alta tecnologia premiate da Confagri

Sono 4, le realtà insignite del Premio Innovazione nel settore della viticoltura. Iniziamo dal CIVT (Consorzio Innovazione Vite), fondato nel 2012 con l’intento di promuovere il rapporto di collaborazione fra i vivaisti viticoli trentini e gli studiosi della Fondazione Edmund Mach: negli ultimi anni, le loro ricerche hanno dato vita a 5 nuove varietà clonali di uve con una minore probabilità di contrarre malattie invalidanti come peronospora e oidio (spesso ostacolate dall’impiego del rame nella viticoltura tradizionale). Sul fronte ecologia, invece, ad attirare l’attenzione dei giurati è stata l’Azienda Arnaldo Caprai di Perugia, produttrice di Sagrantino di Montefalco Docg e pioniera di un sistema agricolo 4.0 che privilegia l’utilizzo di pale eoliche, generatori di nebbia artificiale e sistemi di difesa dal pericolo delle brine primaverili per migliorare la produttività dell’impresa.

Cuori di vite Colle degli Angeli
Cuori di vite con farina di semi di uva-Tenuta Colle degli Angeli

Segue la Tenuta Colle degli Angeli a Bologna, dove gli scarti della lavorazione delle uve (un po’ come quelli delle mele a Bolzano) vengono impiegati nella realizzazione di superfood ricchi di fibre e omega-6, dalla farina di vinaccioli gluten free alla pasta, fino al pane e i crackers, estremamente utili per integrare l’alimentazione quotidiana dei soggetti con carenze nutrizionali. Il cerchio si chiude con l’Azienda Vitivinicola Judeka in Calabria, che vanta una cantina interamente rivestita di pannelli fotovoltaici e due laghetti artificiali con impianti di depurazione naturale, progettati insieme a un team di agronomi dell’Università di Catania per drenare le acque reflue industriali.

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Sistemi di allevamento. Quali sono i più innovativi in Italia?

Nel campo dell’allevamento animale, le imprese che hanno ottenuto l’ambìto riconoscimento sono tutte realtà fortemente legate al territorio, come l’Azienda Agricola Madonna della Neve a Cremona, frutto del felice incontro fra due famiglie: i Sassi, storici proprietari di capi di frisona, e i Chiodo, attivi nel settore lattiero-caseario da più di 50 anni. La svolta, per loro, è arrivata nel 2012, quando Emiliano Sassi ha scelto di specializzarsi nell’allevamento della Bruna, la miglior razza da mungitura in Italia, il cui latte -comunemente definito “Oro Bianco”- vanta proprietà organolettiche eccezionali e una maggior digeribilità rispetto alla media. Inoltre, la grande resa a livello quantitativo, dovuta all’elevata percentuale di caseina nella massa lattea, fa sì che il brand possa vendere i suoi formaggi a un prezzo particolarmente vantaggioso.

Vacca Bruna
Vacca Bruna- Azienda Madonna della Neve

Un traguardo simile è stato raggiunto anche dall’Azienda Agricola di Davide Magni di Mantova, che ha scelto di migliorare la gestione delle stalle installando al loro interno due robot per la mungitura (capaci di fornire informazioni sulle condizioni delle vacche in tempo reale) un separatore per liquame (grazie a cui la sostanza secca residua viene impiegata nella realizzazione di lettiere di paglia, con una notevole riduzione delle spese) e alcune doccette rinfrescanti. Ultima, ma non per innovazione, l’Azienda Zootecnica Birla (sempre a Mantova), che fa dell’allevamento sostenibile dei suini -cresciuti senza antibiotici e alimentati con particolare attenzione alla qualità delle materie prime- il proprio punto di forza. Non solo: le risorse energetiche per l’attivazione dei macchinari provengono tutte da fonti rinnovabili, dal biogas ai raggi solari.

Droni nei campi

Agricoltura: nuovi metodi di coltivazione

Fra le realtà premiate da Confagri troviamo anche due aziende produttrici di materie prime vegetali: La prima è Planet Farms, con sede a Milano, che ricorre al metodo della vertical farming per coltivare le proprie piante monitorando ogni aspetto del processo di crescita, dalla luce alla temperatura, dall’umidità alla purificazione dell’acqua, con indubbi vantaggi sia dal punto di vista gastronomico, che ecologico (ne abbiamo parlato anche qui); la seconda – Agricolt Brandoni ad Ancona – si avvale invece dell’agricoltura di precisione per incrementare la produzione vegetale, attraverso l’utilizzo di droni e sensori che stimano la fertilità e la densità di semina dei terreni.

a cura di Lucia Facchini

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