Tramite una private label, Amazon ha introdotto sul mercato da qualche settimana il latte senza lattosio Happy Belly, disponibile in America sul circuito Amazon Fresh e presso i supermercati Amazon Go. Ma sono molti i tentativi per conquistare il mercato dell'agroalimentare.
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Amazon e l’e-commerce alimentare

Sono passati quasi due anni da quando Amazon ha acquisito Whole Foods, la storica catena di supermercati dedicata al cibo organico, ceduta al colosso dell’e-commerce di Jeff Bezos nel 2017, per quasi 14 milioni di dollari, in un periodo non propriamente felice per il gruppo. Sul segmento alimentare, con crescente attenzione per la distribuzione del fresco, Amazon ha dimostrato di voler puntare per presidiare un mercato evidentemente allettante. Così si spiega, per esempio, l’implementazione del servizio Prime Now, da qualche tempo disponibile anche in Italia, che proprio negli ultimi giorni è al centro di una nuova iniziativa a favore dell’agroalimentare italiano. Il programma, ribattezzato start up e piccoli produttori, si propone proprio di favorire l’ingresso nel circuito della vendita online a piccoli e medi produttori della Penisola, offrendogli una vetrina privilegiata su Prime Now per tre settimane. Le aziende, purché non abbiano più di 5 anni di attività alle spalle, dichiarino un fatturato inferiore ai 10 milioni di euro e vendano solo prodotti italiani al 100%, potranno così raggiungere il bacino di utenza di Milano per far conoscere le proprie specialità. E i milanesi abbonati al servizio Prime le riceveranno a casa entro un’ora dall’ordine. Al termine del periodo di prova, spetterà alle piccole aziende decidere se proseguire il proprio rapporto con Amazon, aderendo stabilmente a un circuito di vendita che oggi offre 20mila referenze, tra cui numerosi prodotti freschi e surgelati, frutta e verdura da filiera biologica.

Il latte di Amazon

Intanto, però, in America il gruppo di Bezos si inventa produttore in prima persona. Di latte. O meglio, acquisisce l’azienda Happy Belly, che come private label (un prodotto fornito da un’azienda terza, per essere venduto con il marchio della realtà che lo propone al consumatore finale) fornirà in esclusiva il proprio “low fat milk” ad Amazon, alla prima prova con un prodotto fresco brandizzato che non dipenda dal circuito Whole Foods (per i supermercati bio, in realtà, già da qualche mese ha fatto sviluppare una linea di formaggi, sempre firmati Happy Belly). E sceglie di iniziare con un latte privo di lattosio, assecondando l’inclinazione salutistica della catena acquisita due anni fa. Presto il prodotto arriverà anche in Europa e Asia, al momento, oltre che per i clienti Prime Now americani, il latte è in vendita anche presso i punti vendita Amazon Go, altra intuizione che si sta rivelando particolarmente azzeccata: i supermercati automatici battezzati un anno fa, piacciono per l’efficienza e la semplicità d’uso; quindi, entro il 2021, Amazon prevede di aprire sul suolo americano 3mila punti negozi simili (oggi sono 8!). Ma secondo gli analisti di mercato, dietro alla decisione di Amazon di abbracciare il private labelling per un prodotto fresco ci sarebbe il tentativo di spingere il servizio Amazon Fresh, che invece non cresce con i margini auspicati. Aspettiamo le prossime mosse.