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Arriva a Roma il primo pop-up bar di Sgrappa, la grappa di Maurizio Cattelan, Paolo Dalla Mora e Charley Vezza nata per rilanciare uno tra i più iconici distillati del made in Italy.

SGRAPPA - Maurizio Cattelan, Paolo Dalla Mora, Charley Vezza
Maurizio Cattelan, Paolo Dalla Mora e Charley Vezza

La grappa Sgrappa

Prodotta in Piemonte, Sgrappa è fatta da vinacce da uve rosse che vengono lavorate con piccoli alambicchi discontinui in rame a getto di vapore, per poi essere distillate in una moderna colonna di rettifica. Il che consegna un prodotto schietto e pulito, e al tempo stesso profumato e leggero. Che non ha nulla a che vedere con i prodotti, al limite del legale, creati un tempo nelle case venete e friulane: “Sgrappa per me è una scusa per ricordare mio padre”, racconta Maurizio Cattelan, forse tra gli artisti italiani più conosciuti al mondo. “Amava bere grappa e la produceva per sé in casa. Prendeva una pentola a pressione – l’unica che avevamo, per cui in quei giorni con mia madre e mia sorella sapevamo che avremmo mangiato la metà –, e ci inondava con questo odore fortissimo. Negli anni ho iniziato a berla anche io, ma non la sua, che era davvero tremenda. Sgrappa è un modo per ricordarlo, ma in fondo anche una sfida per migliorare quella sua grappa imbevibile. Penso di esserci riuscito con Paolo e Charley, se lui fosse ancora in giro, Sgrappa non gli piacerebbe affatto”.

SGRAPPA_Classici contemporanei - Sgrappa Sour
Sgrappa Sour

La genesi di Sgrappa

Sgrappa è nata come una sfida tra amici”, rivela Charley Vezza, Global Creative Orchestrator del brand di design Gufram (uno dei marchi più originali del design italiano). “Una sera eravamo a casa io, Paolo e Maurizio e siamo arrivati al tipico momento ‘Dai, un ultimo cocktail’, ma era finito tutto. Era rimasta solo una bottiglia di grappa, uno di quei classici regali indesiderati. ‘E se la misceliamo con la tonica?’, ci siamo detti… Ovviamente quell’ultimo cocktail non fu per niente l’ultimo. E per niente buono! Però l’idea di farci una grappa tutta nostra, buona da miscelare, ce la siamo ricordata stranamente anche il giorno dopo. Oltre al gusto, abbiamo rinnovato anche il design della bottiglia ispirandoci al vecchio fiasco di vino”. Così un fiasco è diventato un oggetto iconico – anche grazie alla cifra visionaria di Cattelan che ci ha inserito all’interno un incontrovertibile e ironico gesto artistico (leggi: dito medio) – e la loro grappa un prodotto da bere, sì, liscio, ma anche miscelato.

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SGRAPPA E VIA!

La grappa idonea alla miscelazione

Abbiamo voluto dare origine a un distillato con una forte attitudine alla miscelazione, dall’identità morbida, apprezzabile anche dai palati più gentili”, afferma Paolo Dalla Mora, già imprenditore nel mondo degli spirits con il gin Engine. “L’utilizzo della grappa nei cocktail è ancora poco esplorato, ma con un grande potenziale che supera i classici canoni di consumo. Per questo il carattere imprevedibile di Sgrappa contamina anche la nostra drink strategy, ironica e fuori dalle regole”. La loro grappa l’hanno infatti pensata per evocare i grandi classici, come il Vodka sour o il Sex on the beach.

Il pop-up bar Sgrappa e via!

Classici, però a base di grappa, che formano la drink list del pop-up bar Sgrappa e via! che inaugura a Roma giovedì 1 luglio. Come funziona questo pop-up bar? Si sceglie tra i tre cocktail disponibili (Sgrappa Sour, Sgrappa Tonic e F*** on the beach), si aspetta che il cocktail sbuchi dall’arco in marmo nelle mura che affacciano su Piazza di Pasquino e si brinda. Sgrappa e via! rimarrà aperto solo tre giorni.

Sgrappa e via! – Roma – Piazza di Pasquino, 69 – da giovedì 1 luglio a sabato 3 luglio 2021, dalle 18.00 alle 24.00 – servizio esclusivamente d’asporto – www.sgrappa.com

Sgrappa costa 49 € – disponibile sul sito e distribuita in Italia in esclusiva da Velier

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