Artàporter. L’arte ora si compra al bar e al ristorante

31 Gen 2022, 14:58 | a cura di Rosalba Graglia
Si chiama Artàporter ed è la piattaforma creata a Torino da Massimo Gioscia e Dario Ujetto, il primo esperto d’arte, il secondo di food, ed entrambi impegnati nella comunicazione.
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In cosa consiste? Nella possibilità di acquistare un’opera d’arte mentre si beve un caffè, si fa l’aperitivo, si pranza.

Artàporter. Come funziona

In pratica la piattaforma mette in comunicazione i locali e gli artisti che si sono candidati al progetto. Le opere vengono esposte alle pareti del locale e i clienti le possono acquistare sul posto, grazie a un apposito QR code, e portarsele a casa. Un’idea nata poco prima dello scoppio della pandemia e messa a punto durante il lockdown, per ripensare i luoghi comuni dell’arte, come musei o gallerie, e renderli più accessibili, trovando spazi diversi per esporre e vendere le opere.

Artàporter. Gli artisti coinvolti

Attualmente sono 15 i “posti dell’arte” a Torino, ma ci sono richieste già da altre città - Milano, Roma, Bologna, ma anche Parigi e Londra - e l’obiettivo è creare una sorta di galleria diffusa. E soprattutto favorire la socialità, valorizzare i posti che espongono, sfatando così i preconcetti di un’arte costosa e non per tutti. Poi serve anche a dare una mano agli artisti emergenti, che hanno difficoltà a trovare spazi per esporre e con questo sistema ricavano il 100% del prezzo fissato, senza commissioni. Un approccio digital ma anche in presenza: le opere sono esposte fisicamente, vengono viste e acquistate di persona, anche se con un semplice clic, tanto che gli ideatori hanno coniato un termine innovativo per definire il progetto: phygital.

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Artàporter Torino

Fra le opere esposte al pubblico ci sono pittori astrattisti (Palmisani, Nico Bisio, Norman Sgrò), artisti digitali, fotografi, street artists (Morb, Plagio, il collettivo Rockmantic) oppure opere al femminile, di Elisa Bonotti, Lorenza Maddalena, Chiara Gobbo, Lorenza N9VE, e da New York anche Frank Denota, tra i fondatori del movimento Gant, che è stato anche collaboratore di Andy Warhol e Keith Haring.

Artàporter. I luoghi coinvolti

Fra i locali coinvolti a Torino fino ad oggi i ristoranti Cornoler e Dollì, la Gelateria Silvano, l’Ex Drogheria Cafè, Just Baked, il bar Gef, Ophrys Art Cafè, Innovation Cafè &Bistrot, Banco a Ristoro, giusto per fare qualche nome e dare un’idea della tipologia varia degli host che hanno aderito al progetto, in quartieri fra centro, San Salvario, Cit Turin. L’arte entra nel quotidiano: un’idea che fa bene a tutti, agli artisti, agli host e ai clienti.

Mappa dettagliata, artisti, opere e luoghi su www.artaporter.it

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a cura di Rosalba Graglia

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