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Ricordate quel film di Stanley Kramer sul tema dell'integrazione razziale in America negli anni '60?
Si proprio lui, "Indovina chi viene a cena", dove un elegantissimo medico afroamericano interpretato
da Sidney Poitier sudava sette camice per far accettare il suo amore - ricambiato - nei confronti di
una ragazza bianca.

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Ancora oggi in nessuna parte del mondo la discriminazione razziale è una questione archiviata.
Quindi ben vengano iniziative come quella organizzata dalla Rete Italiana Cultura Popolare che si chiama proprio “Indovina chi viene a cena?”. Le famiglie di migranti si mettono ai fornelli e aprono
le porte di casa per accogliere chiunque voglia capire di più di “un altro” mangiandoci assieme.
Questo non è un evento gastronomico ma un progetto sulle relazioni che ha nel cibo e nella
convivialità gli elementi di coesione e di incontro.

 

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L’idea  è nata a Torino grazie alla Rete Italiana di Cultura Popolare un anno fa e piano piano sta germogliando in molte altre città. La prossima cena è a Roma, il 27 ottobre  presso il Circolo Legambiente Parco Capoprati. Faranno gli onori di casa, famiglie del Bangladesh, dello Sri Lanka, del Perù e della Somalia, ma > il calendario va avanti fino a primavera. I paesi di provenienza sono diversi: Argentina, Romania, Albania, Cina, Marocco, Senegal

Per organizzare la serata la procedura è questa: ci si iscrive al sito e si compila un modulo di adesione, prenotando la cena. Il giorno precedente verrà comunicata la casa dove andare ospiti. Eh sì, perché non è possibile esprimere delle preferenze, né il paese né la cucina. Sennò che indovinello sarebbe?

 

Per maggiori info e partecipare

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www.reteitalianaculturapopolare.org

 

 

25/10/2012