Da Boschetto a Pratoranieri, da Torre Mozza alla Carbonifera, passando per le pinete di Levante e Ponente. Follonica fa scuola quando si parla di spiagge libere. Qui, sul Mar Tirreno, la costa è davvero di tutti, senza barriere né costi d’ingresso (qui per sapere quanto costa una giornata allo stabilimento). Ma la libertà di stendere l’asciugamano dove si vuole non è l’unico valore in campo. Merito del Comune che quest’anno ha messo sul piatto nuove risorse per garantire un’estate all’insegna della sicurezza, con bagnini di salvataggio anche nei tratti di litorale senza concessioni. Un presidio capillare raro da trovare, che traccia la strada a livello nazionale dopo i casi dei “Cancelli” di Ostia. La piccola città toscana è un bel modello, a cui anche il resto d’Italia dovrebbe aspirare.
Per l’estate 2025 il gioiello della provincia di Grosseto ha infatti deciso di potenziare il “Piano Collettivo di Salvamento”, confermando un impegno concreto nella tutela della sicurezza sulle spiagge cittadine. Rispetto alla stagione precedente, il numero delle torrette di salvataggio passa da 32 a 33, mentre i bagnini in servizio saranno 75. Un incremento significativo per garantire una copertura ampia, dalle 10 alle 19, lungo tutte le spiagge libere, tradizionalmente meno presidiate. Per sostenere questo piano, l’amministrazione ha stanziato un contributo di 183 mila euro a favore del Consorzio Balneari, fondi già inseriti nel bilancio triennale 2025-2027. Una strategia, quella che vede una stretta collaborazione tra Comune, Consorzio Balneari e Guardia Costiera, che conferma Follonica come una delle località più attente alla salvaguardia della vita umana in mare.

Il potenziamento del piano non solo migliora la sicurezza dei bagnanti, ma rappresenta anche un segnale forte di responsabilità e cura verso il proprio litorale, valorizzando sia le aree attrezzate che quelle libere. Non è un caso che Follonica sia nota anche per la pulizia delle sue spiagge: il servizio di pulizia, gestito in collaborazione con Sei Toscana, è passato da 44 a 66 passaggi stagionali, mentre gli interventi annuali sono stati incrementati da 69 a 72. Anche la raccolta dei rifiuti è stata potenziata, con un aumento del numero di svuotamenti dei cestini da 93 a 96 volte nel corso della stagione. Un plus anche dal punto di vista della sostenibilità.
A due passi dalle spiagge, i bagnanti hanno la possibilità di mangiare al nuovo mercato coperto inaugurato un paio di anni fa. Botteghe alimentari e piccoli negozi offrono non solo la possibilità di fare spesa, ma anche di mangiare in loco all’ora di pranzo. Nel weekend si organizzano anche serate a tema con piccoli concerti.
Eppure, non mancano le criticità legate alla gestione. Nei mesi scorsi, alcuni abitanti della località Pratoranieri hanno segnalato preoccupazioni riguardo al prelievo di sabbia dalle spiagge libere per il ripascimento degli stabilimenti balneari privati. Secondo le denunce, la sabbia sarebbe stata prelevata direttamente dalla zona dunale, riducendo ulteriormente lo spazio a disposizione dei bagnanti e mettendo a rischio la stabilità della costa e della vegetazione. Il Comune ha spiegato che tali interventi sono effettuati annualmente e regolamentati da un’ordinanza regionale, ma la questione ha acceso un dibattito sulla tutela degli arenili pubblici e sulla necessità di trovare un equilibrio tra esigenze private e interesse collettivo.

Si tratta di un vero e proprio modello virtuoso, dove libertà e sicurezza camminano insieme, e che potrebbe diventare un esempio da seguire per molte altre località nel Paese. Ad oggi, infatti, in molte spiagge libere italiane manca ancora il presidio dei bagnini. Ritardi nei bandi e mancanza di risorse hanno lasciato vaste aree scoperte, aggravando anche problemi legati a servizi igienici e pulizia. È il caso dei “Cancelli” di Ostia – la più grande spiaggia libera del litorale di Roma – dove la stagione 2025 è iniziata senza sorveglianza adeguata, esponendo i bagnanti a rischi evitabili. Una situazione che ha fatto scattare una diffida del Codacons al Campidoglio a tutela degli utenti della zona.
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