Campagna 2026

Inizia (in anticipo) la vendemmia 2026 in Francia. Ma quest'anno non ci saranno stime ufficiali di raccolta

Le ondate di calore sparigliano le carte ai produttori, provocando danni diffusi. La parola-chiave è prudenza, per questo non ci saranno le consuete previsioni del Ministero. Ma si parla di quantitativi inferiori al 2025

  • 16 Luglio, 2026
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La crisi climatica porta per la prima volta FranceAgrimer a chiedere al ministero dell’Agricoltura di non pubblicare alcuna stima produttiva per la vendemmia 2026 nel mese di agosto. La comunicazione è attesa per il giorno 7, ma l’ente ministeriale ha ritenuto opportuno evitare per ora qualsiasi dato previsionale, esprimendo tutta la sua «preoccupazione per il millesimo 2026». Tre ondate di calore consecutive, con temperature superiori a 40 gradi (a fine maggio, a inizio giugno e a cavallo tra giugno e luglio), hanno cambiato rapidamente il quadro nei vigneti, rendendo di fatto inutilizzabili i dati preliminari raccolti sui territori nelle scorse settimane.

Un atteggiamento di estrema prudenza (legalmente possibile dal momento che il governo ha l’obbligo di comunicare le stime a fine raccolta ma non ad agosto) considerando, da un lato, la delicata situazione del mercato del vino francese e, dall’altro, la stretta correlazione tra le stime sui volumi di vino disponibili e le aspettative del trade vitivinicolo. Intanto, la campagna è iniziata tra 15 e 16 luglio, con un anticipo record (dieci giorni rispetto al caldo 2022), nel dipartimento meridionale dell’Aude coi primi grappoli di uve moscato giunti in cantina.

Le aree vinicole più colpite

Le aree vitivinicole più interessate dal fenomeno climatico estremo sono state i Pirenei orientali e tutto il Sud per la prima ondata di calore di maggio, con bruciature fogliari e siccità precoce. Nel secondo episodio a inizio giugno è toccato in particolare a Languedoc, Rodano e Bordeaux con effetti sugli acini (scottature) e rallentamento della crescita delle piante. Infine, la terza ondata è stata la più estesa, dal momento che tra giugno e luglio tutta la Francia ha subito gli effetti del caldo anomalo. Nei vigneti si sono registrati ingiallimenti, caduta delle foglie, gravi scottature e blocco della fase dell’invaiatura. Particolarmente colpite le regioni Charente, ancora una volta Bordeaux, Loira.

Francia – Bordeaux – vigneti Saint Emilion – foto Benjamin-Esteves-by-unsplash

I danni e un raccolto inferiore ai 36 mln di ettolitri

Danni diffusi, quindi, che soprattutto dopo questa terza ondata hanno reso molto difficile quantificare i volumi attesi e allo stesso tempo sperare in un recupero vegetativo delle piante nel giro di poco più di un mese. Va da sé che i quantitativi di vino del 2026, come riferiscono diversi organi della stampa specializzata francese, saranno con molta probabilità inferiori a quelli del 2025 a livello nazionale (36 milioni di ettolitri, secondo le cifre ministeriali). Al netto delle prime attività iniziate in questi giorni (come riferito dal quotidiano di settore Vitisphere), alcune grandi regioni e distretti vitivinicoli, come Languedoc-Roussillon, hanno pianificato la raccolta tra la terza e la quarta settimana di luglio. In altre aree, e sarebbe una prima volta, si potrà iniziare a tagliare i primi grappoli già a fine agosto.

I possibili vantaggi sulla qualità

Sul fronte qualitativo, i vigneti che avranno la possibilità di usufruire di irrigazioni di soccorso o di condizioni di ombreggiatura sui grappoli potranno in qualche modo affrontare questo meteo eccezionale e proseguire una maturazione regolare. Da un altro punto di vista, il caldo potrebbe aver favorito la concentrazione dei mosti e quindi potrà agevolare la produzione di vini di qualità. Ma tutti questi elementi dovranno trovare conferma quando tutte le uve saranno in cantina.

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