Toscana

La Doc Maremma Toscana pronta a bloccare i nuovi impianti di Vermentino: "Tagliare le rese dei vini non basta"

Misura allo studio dal 2027. Il presidente Francesco Mazzei: "Non taglieremo le rese perché servono misure di lungo periodo come il blocco dell'1% sulle autorizzazioni ed estirpi mirati"

  • 15 Luglio, 2026
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Il Vermentino Doc Maremma Toscana, a partire dal 2027, potrebbe scegliere di fermare la crescita degli impianti. Il Consorzio ci sta riflettendo seriamente ed entro l’anno preparare la delibera, che dovrà passare all’esame dell’assemblea dei soci, per uno stop temporaneo. Una scelta impegnativa (auspicata a livello nazionale da diverse associazioni vitivinicole, tra cui Uiv e Federdoc) per una Dop dinamica che negli anni è diventata sempre più bianchista.

Il Consorzio vini Maremma Toscana (460 aziende, di cui 350 viticoltori, un imbottigliatore e 112 aziende verticali) punta così all’equilibrio. Oggi produce circa 7,5 milioni di bottiglie annue di cui 2,4 milioni di solo Vermentino. Tipologia letteralmente esplosa dalla nascita della Doc (2011) e che ora sta crescendo di 50 ettari l’anno. Nella sola provincia di Grosseto ce ne sono più di 1.100 e sono decuplicati in un decennio. Non male se si considera che inizialmente si partiva con appena 200mila bottiglie.

Proteggere la redditività

Questo vino bianco moderno sta facendo bene anche dal punto di vista del giro d’affari, dal momento che i prezzi oscillano tra 6,5 e 7 euro, secondo i dati dell’osservatorio prezzi del Consorzio di tutela diretto da Luca Pollini. A maggior ragione, l’ente punta a consolidare il mercato, evitando il rischio deprezzamento. Nell’ultimo semestre, il rallentamento delle vendite ha interessato anche lo stesso Vermentino, che negli ultimi anni ha di fatto trainato tutta la Doc. Ecco perché è necessario cambiare strategia. E il risultato sarà tangibile il prossimo anno quando per il Maremma Toscana Doc Vermentino potrebbero letteralmente chiudersi i rubinetti dei nuovi impianti. Vale a dire che chi pianterà uve vermentino non potrà produrre questa tipologia all’interno della Doc, bensì Igt Toscana oppure destinare il prodotto ai vini generici.

Necessari interventi strutturali

Un intervento di sostanza e a lungo termine per tenere sotto controllo i volumi, come auspicato dal presidente Francesco Mazzei, secondo cui nella attuale fase di mercato piuttosto che abbassare le rese per ettaro sono «più efficaci misure di carattere strutturale, capaci di intervenire direttamente sul potenziale viticolo e accompagnare l’evoluzione della domanda, tenendo conto anche del diverso orientamento dei mercati». Inoltre, come ricordato da Mazzei, le rese effettive di uva/ettaro della Doc Maremma Toscana sono «già molto inferiori ai limiti del disciplinare. Una loro riduzione, anche significativa sulla carta, non produrrebbe alcun beneficio concreto».

Francesco Mazzei, presidente del Consorzio vini Maremma Toscana

L’idea del Cda del Consorzio è mettere in campo misure più durature. «Dobbiamo programmare il futuro con una visione di lungo periodo, tenendo conto dei cambiamenti nei consumi, che vedono una crescente richiesta di vini bianchi rispetto ai rossi (il sangiovese è sceso al 40% delle superfici; ndr). Servono scelte coraggiose – ha sottolineato Mazzei – basate sull’efficacia e non su misure simboliche». Da qui, l’idea di intervenire sulla denominazione che più è cresciuta negli anni: il Vermentino.

Blocco dell’1% di crescita delle superfici ed estirpi mirati

In linea generale, il Consorzio ritiene «indispensabile bloccare l’automatismo dell’aumento indistinto dell’1% annuo della superficie vitata concessa mediante le autorizzazioni all’impianto, che ha portato l’Italia a essere l’unico tra i grandi Paesi produttori europei ad aumentare negli ultimi anni il proprio potenziale viticolo. Possiamo farlo intanto per un anno, meglio sarebbe per due». Altra misura, caldeggiata nelle settimane precedenti da altre associazioni di categoria nell’ambito di un confronto tutto interno alla filiera vino, sono le «estirpazioni mirate e indirizzate verso le aree meno vocate», ma senza intaccare le risorse destinate a promozione, investimenti e innovazione, in modo da riequilibrare l’offerta.

DOC MAREMMA TOSCANAVigne Zona Preselle

Doc Maremma Toscana, vigne in zona Preselle

Nessuna riduzione delle rese per la campagna 2026

Per il 2026, intanto, la Doc andrà in controtendenza rispetto a molti altri consorzi italiani e non ridurrà i volumi di produzione. E la giustificazione sta nei dati di mercato. «Ogni territorio ha caratteristiche produttive profondamente diverse – ha spiegato Mazzei – e le decisioni devono partire dall’analisi dei dati reali, non da soluzioni valide indistintamente per tutti». I numeri dicono che al 30 giugno 2026 le giacenze della Doc Maremma Toscana sono sostanzialmente stabili nel tempo, con 149mila ettolitri nell’ultima rilevazione, inferiori ai 162mila ettolitri dello stesso periodo del 2025 (che scontava una vendemmia abbondante come la 2024), leggermente al di sopra dei 143mila ettolitri del giugno 2024 e al di sotto dei 155mila/hl del 2023. Insomma, per il Cda, non ci sono le condizioni per intervenire a contenere i volumi.

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