Misure anti-crisi

Contenere la produzione di vino con un patto di filiera. Uiv prepara un pacchetto di proposte (ma senza estirpi)

Nelle misure approvate dal sindacato, ci sono lo stop temporaneo ai nuovi vigneti e la riduzione delle rese. Frescobaldi: "Apprezziamo i Consorzi che stanno già lavorando in questa direzione"

  • 04 Giugno, 2026
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Un patto di filiera e un primo passo per una riforma non più rinviabile per il comparto vino. Unione italiana vini, che ha riunito giovedì 4 giugno il Consiglio nazionale a Soave (Verona), ha appena varato un pacchetto di proposte sul contenimento delle produzioni di vino a livello nazionale. «Misure concrete, strategiche, che confidiamo possano essere condivise dalle associazioni di categoria», come ha dichiarato il presidente Lamberto Frescobaldi. Si tratta di misure di breve e medio periodo che Uiv ha voluto mettere nero su bianco, nella speranza che se ne discuta nell’intero Tavolo vino presso il Masaf.

Unione italiana vini, che ha incontrato anche i vertici di Federdoc, ha apprezzato il «senso di responsabilità già dimostrato da diversi Consorzi che, in questi giorni – come ha ricordato il presidente Frescobaldi – stanno lavorando al contenimento delle rese (come già avvenuto nel 2025; ndr). Tra questi è esemplare il caso del Franciacorta, che ha chiesto e ottenuto da Masaf di limitare le autorizzazioni all’impianto in tutto l’areale».

L’elenco delle misure

Tra gli interventi più urgenti, secondo Uiv, per intervenire sul disequilibrio domanda-offerta figurano lo stop temporaneo alle nuove autorizzazioni all’impianto e la riduzione delle rese produttive, inclusi i vini Dop e Igp. Occorre anche aggiornare i disciplinari di produzione e rivedere i limiti di resa per i vini generici, con un sistema sanzionatorio più efficace e una regolamentazione più stringente delle riclassificazioni tra denominazioni. Secondo l’Osservatorio Uiv, ad aprile le cantine italiane hanno registrato un aumento delle giacenze del +7,6% sul pari periodo 2025, coi prezzi dello sfuso delle principali Dop-Igp in calo del 7%. «Questo rallentamento di mercato – scrive Uiv – è appesantito dalla performance sulle piazze estere, che dopo un 2025 in contrazione (-3,7% il consuntivo a valore sul 2024), chiudono anche il primo trimestre 2026 con l’extra-Ue fermo a -11%».

No a piani generalizzati di estirpo vigneti

Nel documento approvato dal Consiglio nazionale, sono esclusi piani generalizzati di estirpo dei vigneti definiti «inefficaci e penalizzanti soprattutto per le aree collinari e montane». Sul medio-lungo termine, Uiv chiede l’elaborazione di un piano strategico nazionale per i prossimi 5-10 anni, finalizzato ad «adeguare la produzione alla domanda reale e a rafforzare la competitività del vino italiano sui mercati nazionali e internazionali».

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