Congresso Assoenologi

"Estirpazione dei vigneti? Se la filiera del vino trova accordo sono pronto a procedere". Lollobrigida possibilista

Al Congresso Assoenologi il ministro di dimostra possibilista di fronte a una richiesta corale dei sindacati. Ma resta scettico: "Proverei ancora a puntare su qualità, produzione e affermazione nei mercati"

  • 29 Maggio, 2026
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Francesco Lollobrigida, da sempre scettico sull’espianto degli impianti viticoli in Italia, apre in modo concreto alla possibilità di un intervento del Masaf sul modello di quanto sta avvenendo in Francia. Il ministro dell’Agricoltura, intervenuto al 79esimo Congresso Assoenologi in corso a Conegliano, ha ribadito i suoi dubbi su questo tipo di provvedimento in situazioni di crisi di mercato («non sono particolarmente convinto»), tuttavia ha ammesso: «Non saprei bene oggi come sostituire i vigneti e non vorrei ritrovarmi con campi abbandonati o terreni improduttivi. Anche sull’aumento delle aree produttive ci sono opinioni diverse. Se il settore dovesse arrivare all’unanimità anche sull’estirpo, sarei pronto a procedere».

Le altre soluzioni possibili

«Ma se questa strada non fosse condivisa – ha aggiunto nel suo intervento al Teatro Accademia – credo che le soluzioni possano essere altre. Io proverei ancora a puntare sulla qualità, sulla produzione e sull’affermazione nei mercati». Ragionando sulla situazione della Francia, Lollobrigida ha sottolineato che la crisi di Bordeaux e di alcune aree del vino francese «dipende anche dal fatto che il differenziale di prezzo oggi è spesso più alto del differenziale reale di qualità. I consumi cambiano, c’è un boom degli spirit soprattutto tra i giovani. Su questo bisogna intervenire spiegando bene la differenza e coinvolgendo anche il mondo della ristorazione. Stiamo facendo analisi per trovare le soluzioni più idonee. Io mi affido sempre a chi ha maggiore competenza tecnica, assumendomi poi la responsabilità delle scelte».

Cambiare idea come accaduto sui no-low alcol

Un Lollobrigida, quindi, disposto a modificare le proprie convinzioni. Lo stesso ministro ha ricordato nel suo intervento il recente cambio di opinione sui vini no-low alcol: «Non ero convintissimo che il dealcolato fosse una soluzione per il mondo del vino – ha rimarcato il ministro – ma una volta arrivata l’unanimità del tavolo abbiamo autorizzato un sistema che proteggesse le Indicazioni geografiche e permettesse anche di sviluppare quel mercato».

Per Lollobrigida, il settore del vino «deve partecipare unito. Ci sono enologi, associazioni agricole, produttori. In Italia oggi il settore vino fa sistema. Io chiedo sempre che le soluzioni arrivino dai tavoli del vino. Quando sono unitarie, io le sposo». Anche se si tratterà di estirpare i vigneti, come in Francia.

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