Nuove annate

Il vino italiano cerca un nuovo equilibrio. Le iniziative (solitarie) delle Dop prima della vendemmia 2026

I Consorzi corrono ai ripari di fronte alle giacenze ancora alte in cantina. Diversi gli strumenti: stoccaggio, riduzione rese, blocco delle autorizzazioni e c'รจ chi ricorre alla vendemmia verde. Sullo sfondo gli estirpi

  • 11 Giugno, 2026
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Si avvicina rapidamente la vendemmia 2026 e l’Italia deve necessariamente produrre meno vino dello scorso anno. L’export รจ negativo, spinto anche dall’effetto dei dazi negli Usa, i consumi interni tra ristorazione e grande distribuzione non ingranano e manca una strategia istituzionale di lungo periodo per controllare i volumi.

Come se non bastasse, non c’รจ ancora unanimitร  tra le associazioni di categoria: se Uiv ha approvato un pacchetto di misure da discutere al Tavolo vino del Masaf, Federvini sembra piรน propensa insistere sul potenziamento della promozione senza passare per il contenimento dell’offerta. Resta anche il tema controverso degli estirpi, su cui non appare contraria Federdoc ma con l’impegno a non reimpiantare sulle stesse superfici. Su quest’ultima misura, su cui la Francia sta facendo ampio affidamento, il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigidaย ha anche mostrato recenti aperture qualora tutto il Tavolo del vino fosse d’accordo.

Contro un mercato saturo, le opzioni sul campo sono offerte dal Testo unico, ma rispetto a un 2025 in cui prevalse la riduzione delle rese, sono piรน forti le voci che nel 2026, grazie alle regole del Pacchetto vino Ue, chiedono alle istituzioni lo stop alle nuove autorizzazioni. Misure piรน restrittive, quindi, e giro di vite contro una crisi incalzante che sta coinvolgendo grandi e piccoli imprenditori. I Consorzi che riuniscono le imprese si stanno muovendo in modo non coordinato, nel tentativo di porre un freno al circolo vizioso “vendite negative-incremento di giacenze” soprattutto di vini Dop, che sia ad aprile sia a maggio risultano particolarmente sostenute. Diverse le modalitร  di intervento: riduzione delle rese per ettaro, sospensione temporanea delle rivendicazioni a Dop, vendemmia verde, stoccaggio, riserva vendemmiale. Da nord a sud, le grandi Dop moltiplicano le assemblee e i consigli di amministrazione per pianificare l’annata. Ecco cosa si รจ deciso e quali i piani futuri.

Lo stop alle autorizzazioni dei nuovi vigneti

La Docg Franciacorta ha messo le mani avanti, tracciando coraggiosamente la strada, con la richiesta avanzata ad aprile alla Regione Lombardia per lo stop ai nuovi impianti viticoli per il triennio 2026-2028, dopo aver ottenuto a gennaio un importante via libera, con decreto Masaf, per lo stop alle autorizzazioni di nuovi impianti in tutto l’areale della Docg bresciana per la vendemmia 2026.

Barricaia dell’azienda Barone-Pizzini in Franciacorta

Il Soave dimezza la superficie vitate

Riorganizzazione anche per il Soave, l’assemblea del Dop veronese ha appena approvato un pacchetto di misure per garantire competitivitร  sui mercati, nonostante il +3% dell’imbottigliato registrato nel 2026. Ad ampia maggioranza, sono state varate nuove regole che interessano i viticoltori: dovranno decidere da subito quali saranno le parcelle da destinare alla Doc Soave e quali ad altre produzioni. Ma soprattutto, per le prossime tre campagne vendemmiali, ogni produttore dovrร  dimezzare (taglio del 50%) la propria superficie vitata potenzialmente rivendicabile a Doc, riducendo contestualmente le rese in vigna. L’idea del Consorzio ha ottenuto il via libera dalla Regione Veneto. Il presidente consortile Cristian Ridolfi parla di ยซnaturale evoluzione di un percorso che punta a rendere la denominazione piรน tonica e virtuosa, rispetto alla legge aurea della domanda e dellโ€™offerta. Nel medio-lungo periodo – sostiene – ne beneficeranno produttori e consumatoriยป.

In Abruzzo misure piรน restrittive del 2025

Il cda del Consorzio Vini d’Abruzzo, riunito nei giorni scorsi, ha scelto per la campagna 2026/27 una combinazione di opzioni offerte dall’articolo 39 del Testo unico, applicate giร  dal 2023: abbassamento delle rese in vigna (135 quintali rivendicabili a Doc Montepulciano d’Abruzzo dai 150 del 2025) e bloccaggio (25 quintali/ettaro). Una linea piรน severa e restrittiva di un anno fa, alla luce di un raccolto 2026 che si preannuncia di buona quantitร , a fronte di giacenze sostenute (circa 1,3 mln di ettolitri ad aprile 2026).

La misura dovrร  essere discussa e approvata dell’Assemblea dei soci e ottenere l’ok del Tavolo verde in Regione. Nel medio termine, come in Franciacorta, si guarda a misure piรน impattanti, come si apprende dall’ente presieduto da Alessandro Nicodemi. Tra le ipotesi allo studio, c’รจ sia la richiesta di blocco dell’iscrizione al catasto dei vigneti a Montepulciano (schedario) sia lo stop ai nuovi impianti viticoli. Ma per questo si dovrร  attendere.

Stoccaggio obbligatorio per il Lambrusco Igt Emilia

L’areale vasto del Lambrusco Igt Emilia (cento milioni di bottiglie annue in media, con la fascetta di Stato a partire dal primo agosto 2025) sta valutando se anche per il 2026 introdurre una misura di contenimento delle produzioni. Un anno fa, il Consorzio tutela vini Emilia presieduto da Davide Frascari, alla luce di rese per ettaro che toccano i 290 quintali, aveva previsto lo stoccaggio obbligatorio per le produzioni eccedenti i 250 quintali. Per l’imminente vendemmia 2026, il consiglio di amministrazione dell’ente sta valutando se applicare un’analoga misura.

Nel Chianti Docg resta il taglio della produzione del 20%

Nonostante una diminuzione degli stock di circa centomila ettolitri, per il Chianti Docg dovrebbero restare in vigore le misure prese un anno fa: taglio del 20% del potenziale produttivo, con rese da 110 a 88 quintali per ettaro, e riduzione del 10% per la versione Superiore. Questa la proposta del Cda all’assemblea in programma questo mese, col nodo aperto della destinazione – tutto da discutere – dei quantitativi di uve che vanno oltre gli 88 quintali. ยซIl mercato รจ complessivamente fermo – osserva il presidente Giovanni Busi di ritorno da un tour nei mercati asiatici – ma si potrร  ripartire quando il quadro geopolitico si ristabilizzerร . L’importante รจ uscire dall’incertezzaยป.

Sull’ipotesi estirpi, Busi รจ scettico e rileva che con un vigneto Chianti sostanzialmente invariato e un tessuto di imprese che dal 2015 a oggi si รจ concentrato (mille aziende in meno, da 3.500 a 2.500), sarebbe piรน opportuno consentire nuovamente la vendita dei diritti di impianto, abolita dal 2016 in Ue: ยซPerchรฉ – si chiede con tono tra il serio e il provocatorio – estirpare pagando appena 4mila euro a ettaro come in Francia? Liberalizziamo il mercato, consentendo a chi vuole aumentare le superfici di acquistare vigneti e valorizzarli a prezzi superioriยป.

Giovanni Busi, presidente Consorzio vino Chianti Docg

In Valpolicella l’elemento nuovo รจ lo stoccaggio

Il Consorzio Tutela Vini Valpolicella ha trasmesso il 5 giugno 2026 alla Regione Veneto la richiesta di conferma e rafforzamento delle misure di gestione produttiva. Diversi i punti: taglio della resa massima rivendicabile a Do da 12 a 10 tonnellate/ettaro per Valpolicella, Valpolicella Ripasso, Amarone della Valpolicella e Recioto della Valpolicella; applicazione del supero produttivo massimo del 20% sulla resa ridotta di 10 t/ha e non sulla resa disciplinare di 12 t/ha; destinazione obbligatoria a vino da tavola dellโ€™eventuale supero produttivo consentito; riduzione delle quantitร  massime di uva certificabile per Amarone e Recioto.

Per la prima volta, si sceglie lo stoccaggio di una quota della produzione destinata alle Doc Valpolicella, per adeguare lโ€™offerta al mercato nei mesi successivi alla vendemmia. ยซIn un contesto internazionale di contrazione dei consumi e forte incertezza economica e geopolitica, abbiamo ritenuto necessario proporre misure di contenimento e di gestione ancora piรน puntualiยป, dichiara il riconfermato presidente Christian Marchesini. Non per ridurre la capacitร  produttiva, ma governarla in modo sostenibile e ยซgarantendo adeguata redditivitร  alle impreseยป.

Dal 2010, in Valpolicella sono stati introdotti strumenti di controllo, che vanno di pari passo con investimenti in promozione. Motivo per cui il presidente Marchesini si dice ยซpersonalmente contrario allโ€™estirpo come strumento di gestione del mercato. Un territorio come il nostro – sottolinea – deve rispondere alle difficoltร  con politiche di valorizzazione e non con la riduzione del proprio patrimonio viticoloยป.

Veneto – Valpolicella – vendemmia

Barbera d’Asti Docg verso la sospensione dei nuovi impianti

Entro metร  luglio, il Consorzio Barbera d’Asti e vini del Monferrato dovrร  scegliere tra il taglio delle rese o la riserva vendemmiale. Giacenze maggiori del passato, come spiega il neo presidente Filippo Mobrici, obbligano a ragionare sul breve e medio termine con vari strumenti: ยซNel medio periodo, a livello nazionale occorre dar vita a un piano strategico quinquennale da proporre al Masaf e condividere con l’intera filiera, che passi per il blocco temporaneo (dall’1% allo zero per cento) delle autorizzazioni per nuovi impianti. Assieme a questo, i Consorzi devono chiedere la sospensione delle autorizzazioni per nuovi impianti viticoli. E noi per la Barbera d’Asti lo stiamo facendoยป. Non solo: occorre stabilire a livello nazionale un termine non prorogabile, come invece accade ora, per la dichiarazione vendemmiale ยซin modo da avere certezza del dato produttivoยป. Inoltre, bisogna agire sul declassamento: ยซMa la norma dovrebbe consentire il passaggio da Docg a Doc o da Doc ad altra Doc di ricaduta indicando un tempo massimo entro cui questa operazione si possa fareยป.

L’idea dell’estirpo รจ remota ma non impossibile: ยซNon siamo d’accordo a un intervento su larga scala, anche se – spiega Mobrici – si potrebbe ragionare su un espianto selettivo per alcuni vigneti marginaliยป. Il Consorzio piemontese, che sta dialogando con la Regione per dare sostegno alle imprese e ridurre le giacenze in funzione anti-crisi, chiede anche il potenziamento delle azioni promozionali.

L’Asti Docg cerca un’intesa per ridurre i volumi 2026

Il Consorzio dell’Asti Docg ha tenuto nei giorni scorsi un Cda per discutere le strategie del 2026. Lo scorso anno, per la Dop piemontese le rese scesero a 90 quintali per ettaro, di cui 5 quintali destinati a stoccaggio. Per ora, si apprende dal Consorzio, non รจ stata decisa la percentuale di abbassamento dei volumi, ma l’orientamento sembra questo. Bisognerร  trovare l’intesa coi sindacati di categoria. In mancanza di un accordo si produrrร  secondo disciplinare (95 quintali/ettaro), per poi andare in trattativa diretta sul mercato tra acquirenti e venditori. Il clima tra viticoltori e industrie รจ caldo. Nonostante l’export rilevi un +20% in valore nel trimestre 2026, l’Asti Docg รจ atteso da un incontro in Regione Piemonte con tutti gli stakeholder della filiera del moscato, per capire se ci sarร  spazio per forme di aiuto istituzionale alle imprese in difficoltร .

Anche il Brunello di Montalcino scende a 70 quintali per ettaro

Taglio delle rese anche per il Brunello di Montalcino. Scelta annunciata a fine maggio dall’ente senese, con la conferma del passaggio da 80 a 70 quintali, escluso il primo ettaro, come giร  accaduto per il 2025. ยซUn provvedimento necessario per mantenere l’equilibrio e il posizionamento di fronte a una situazione congiunturale difficileยป, secondo il presidente Giacomo Bartolommei. I dieci quintali rimanenti e derivanti dalla riduzione delle rese potranno essere destinati alla produzione di Rosso di Montalcino o di Santโ€™Antimo. Mentre resterร  invariata la resa per ettaro del Rosso di Montalcino d’annata, fissata a 90 quintali.

Nessun limite per la Doc Prosecco

Le bollicine veneto friulane del Prosecco Doc (con in tasca il record di 667 milioni di bottiglie nel 2025) al momento non prevedono alcuna riduzione delle rese per la campagna 2026, si apprende dal Consorzio presieduto da Giancarlo Guidolin. Il lieve calo dell’export dei primi cinque mesi 2026 รจ dovuto a un confronto con un 2025 in cui molti Paesi avevano fatto scorte per il difficile contesto internazionale, a cominciare dai dazi Usa. Resta in vigore nel 2026 il blocco degli impianti a glera, il cui potenziale รจ di quasi 25mila ettari modulabile grazie alla cosiddetta disciplina dell’attingimento, che ha consentito dal 2011 in poi di adeguare (integrandola al rialzo) la capacitร  produttiva della Doc alle esigenze del mercato. Tra 2020 e 2025, in media 6mila ettari annui. Nessuno stoccaggio previsto per ora. Se ne potrร  discutere, probabilmente, nel prossimo Cda di luglio.

Linea prudente di Pinot Grigio Delle Venezie e Manduria Doc

Per la campagna 2026, la Doc Pinot Grigio Delle Venezie ha scelto di ridurre la resa massima di uva (160 quintali/ettaro), con 30 quintali che andranno a stoccaggio amministrativo. Un percorso di ยซgestione programmata del potenziale produttivoยป, come fa sapere l’ente guidato da Luca Rigotti che in questi anni ha consentito a questa super Doc (da 1,7 milioni di ettolitri, 27mila ettari e 230 milioni di bottiglie) di consolidare valore e posizionamento all’estero.

In Puglia, il Consorzio di tutela del Primitivo di Manduria guidato da Novella Pastorelli mantiene la linea prudente con la decisione presa un anno fa di fermare le iscrizioni allo schedario viticolo della denominazione di nuove superfici vitate fino al 2030. ยซProvvedimento che non riguarda espianti e reimpianti di vigneti giร  esistenti ma solo vigneti nuoviยป, mantenendo cosรฌ inalterato il potenziale produttivo della di Doc e Docg.

In Sicilia, 7 milioni di euro dalla Regione per la vendemmia verde

In attesa di conoscere cosa farร  la Doc Sicilia e considerando che per la Doc Etna (verso 6 milioni di bottiglie nel 2026 dopo un +6% nel 2025), vige la sospensione temporanea delle iscrizioni di nuove superfici di vigneti fino al luglio 2027, la Regione Siciliana ha stanziato 7 milioni di euro a favore di quasi 1.200 produttori vitivinicoli che riceveranno contributi per la vendemmia verde. Finanzieranno l’eliminazione totale dei grappoli non ancora giunti a maturazione, azzerando la resa della superficie coltivata a vite. L’obiettivo รจ riequilibrare il mercato in zone viticole con eccedenze in particolari annate, lasciando inalterato il potenziale di produzione. Le imprese dovranno intervenire in campo entro il 14 giugno. Intanto, le sigle sindacali Confcooperative, Legacoop, Unicoop e Unci sono tornate a chiedere con insistenza alla Regione ristori economici e distillazione straordinaria di crisi, dopo l’apertura di qualche mese fa da parte dell’assessore regionale all’Agricoltura Luca Sammartino.

 

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