Tempi difficili per il vino siciliano, ma anche tempi di misure concrete per cercare di rimediare alla sovrapproduzione e agli stock eccessivi. La Regione Siciliana ha incontrato questa settimana le principali sigle sindacali dei viticoltori dando la propria disponibilità ad attivare la misura della distillazione di crisi a valere su fondi dell’Ocm vino non utilizzati per altre misure. Le associazioni di categoria hanno chiesto un provvedimento d’urgenza che dovrebbe essere emanato tramite un decreto di Palazzo d’Orleans che potrebbe trovare risorse dalle risorse finanziarie destinate, in particolare, ai bandi dell’Ocm Promozione non del tutto utilizzate dalle imprese vitivinicole, per via delle difficoltà e delle forti incertezze sui mercati internazionali.
Il grande areale vitivinicolo della provincia di Trapani è quello maggiormente coinvolto dal problema delle giacenze. La Cia-Agricoltori italiani lo scorso 20 marzo si era appellata all’assessore Luca Sammartino chiedendo l’attivazione di misure eccezionali per poter liberare le giacenze e dare respiro ai produttori in vista della prossima vendemmia. «È indispensabile – ha dichiarato Graziano Scardino, presidente regionale di Cia Sicilia – attivare con urgenza la distillazione di crisi». La Cia ha anche chiesto l’attivazione e l’uso della vendemmia verde.

Uno dei tempi più delicati dell’incontro di martedì 24 marzo tra sindacati e assessorato siciliano all’Agricoltura è stato quello del prezzo minimo: «Abbiamo chiesto che nell’ambito della distillazione di crisi venga riconosciuto un prezzo congruo e adeguato a favore delle imprese vinicole che decidono di mandare i prodotti in distillazione», ha sottolineato Pino Ortolano, responsabile vino di Confcooperative Sicilia. La distillazione, infatti, dovrebbe essere pagata a un prezzo minimo di 70 centesimi al litro. Quota su cui le sigle sindacali e l’assessore si sarebbero accordate, considerando che la Sicilia conta sia cantine grandi e strutturate. Ora si attende l’ufficialità dalla Regione Siciliana.
A misure simili sta pensando anche la Regione Piemonte, soprattutto dopo l’incontro del febbraio scorso con alcuni Consorzi di tutela dei vini che hanno chiesto a gran voce interventi per limitare gli stock eccessivi, soprattutto dei vini rossi.
A cura di Gerardo Antelmo
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