Guerre commerciali

Doppia bocciatura per i dazi di Trump. Ma intanto la ristorazione Usa dimentica i vini europei

Dopo la sentenza della Corte suprema, arriva anche quella del Tribunale americano per il Commercio internazionale. Ma il presidente annuncia nuove tariffe da luglio. Preoccupato il settore vitivinicolo

  • 11 Maggio, 2026
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Nuovo colpo al sistema dei dazi imposti da Trump negli Stati Uniti. Dopo la sentenza della Corte suprema che ha dichiarato illegittime le tariffe annunciate urbi et orbi ad aprile 2025, nel noto Liberation day, da parte del presidente, il Tribunale americano per il Commercio internazionale (Cit – Court of international trade) ha dichiarato illegittimi anche i dazi al 10 per cento, imposti per poter proseguire il programma economico governativo, ai sensi della sezione 122 del Trade act del 1974.

Atto non conforme alla legge

Anche in questo caso, secondo i giudici della corte che ha sede a New York, si tratta di un atto illegittimo, non giustificabile da quella specifica legge a cui Trump ha fatto riferimento, motivando la scelta in relazione a una presunta grave crisi di deficit commerciale. La sospensione decisa dal Cit, come sottolineato dai media americani, non vale per tutti ma solo per le imprese che hanno depositato la causa legale (due in particolare, un rivenditore di giocattoli e uno di spezie alimentari). Tuttavia, la sentenza rappresenta un altro duro colpo al piano della Casa Bianca per far quadrare il bilancio federale attraverso varie tipologie di dazi, in un momento in cui sono giร  scattate migliaia di procedure di rimborso per quelli precedenti. Allo stesso tempo รจ anche una decisione che crea ulteriore instabilitร  sui mercati.

Le nuove minacce di Trump all’Ue

Rispetto all’Ue, gli Stati Uniti chiedono con forza l’applicazione dell’intesa politica Ue-Usa siglata in Scozia a luglio 2025 (patto di Turnberry), quando la presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, e il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si erano accordati su un dazio del 15% su gran parte delle merci europee in ingresso negli Usa. Dopo l’ok del Parlamento Ue, la discussione tra Commissione e Consiglio Ue ha subito dei rallentamenti. Circostanza che ha infastidito Trump, il quale ha dato tempo fino al prossimo 4 luglio minacciando – attraverso i suoi social media – l’imposizione di nuove tariffe oppure di tariffe piรน alte. Anche se, in questo caso, la Commissione potrebbe proporre la sospensione totale o parziale dell’accordo.

Insomma, il clima รจ incerto, considerando che il rappresentante americano del Commercio, Jameson Greer, รจ stato incaricato proprio da Trump di studiare altre misure punitive a discapito della gran parte dei partner commerciali degli Stati Uniti.

Meno vini europei nella ristorazione statunitense

Incertezza che non piace al settore vitivinicolo italiano, come ha evidenziato, in particolare, l’Unione italiana vini. Il presidente Lamberto Frescobaldi ha auspicato per gli imprenditori che si possa ยซridurre l’indeterminatezza attraverso la ratifica dell’accordo di Turnberryยป. I dazi hanno indebolito non solo l’export ma anche la rete commerciale americana, secondo i quali (attraverso associazioni di rappresentanza come l’Uswta) i dazi hanno creato un danno reale, diffuso e sostenuto da aziende americane lungo tutta la filiera del vino, con cali di vendita tra 5% e 15%, e talvolta superiori. Uno degli effetti della congiuntura si รจ visto nella riduzione del portafoglio della ristorazione americana, dove i vini europei generano margini lordi del 60%. ยซSecondo Dataessential – scrive Uiv – i menu propongono il 37% in meno di etichette di vino bianco e il 26% in meno di vino rossoยป.

Lamberto Frescobaldi, presidente Unione italiana vini

Export in difficoltร  anche nel primo trimestre

Non va meglio alle esportazioni italiane verso gli Stati Uniti. L’Uiv ricorda il calo dellโ€™export nel 2025 del 9,2% (-178 milioni di euro) con un -23% solo nellโ€™ultimo semestre dello scorso anno. ยซIl primo trimestre di questโ€™anno – fa sapere il presidente Frescobaldi – ha chiuso con un gap tendenziale attorno al -20% (-105 milioni di euro)ยป. Si tratta del peggiore inizio di anno dal 2022, anche se, per lโ€™Osservatorio, dopo 9 mesi di rosso giร  ad aprile 2026 i valori delle vendite sono attesi in leggera risalita.

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