Un progetto nato spontaneamente e abbracciato da molti cittadini che stano recuperando i vecchi edifici del centro storico per farne un albergo diffuso. Succede a Strongoli, in Calabria.
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Strongoli. L’origine del progetto di Borgo Petelia

Ci sono voluti più di 10 anni perché il progetto diventasse operativo. Dieci anni nei quali si è lavorato a ritmo sostenuto a una prima fase, di recupero e ricostruzione. Così, il sogno di trasformare il centro storico di Strongoli in un albergo diffuso è diventato realtà. “Siamo solo all’inizio” si schernisce Emiliana Brasacchio, coinvolta in prima persona in questa iniziativa. Che ha una genesi inconsueta: “una decina di anni fa, un professore di urbanistica dell’università di Perugia, Lorenzo Berna, è venuto in Calabria per un progetto con alcuni studenti. Dovevano studiare una città della fascia ionica”.

strongoli borgo petelia

Strongoli suscita il suo interesse: il mare con la foce del fìume Neto a un passo, le montagne poco distanti (la Sila è meno di un’ora di macchina), una campagna meravigliosa che circonda un centro storico molto bello e dalla storia antica, ma praticamente abbandonato. Un terreno vergine che solletica l’interesse dell’urbanista che si lascia portare qui, dal lavoro e dalla passione. Torna più e più volte con i suoi studenti, ne nasce una mappatura della parte antica e, nel mentre, si ritrova con una casa proprio in quel centro storico che tanto lo affascina. La restaura e torna ancora. Ma non solo: pensa che il suo intervento di recupero possa essere un prototipo da usare come modello per altri. Dopo la prima casa, ne viene restaurata un’altra, poi arriva il turno della piazzetta. Così, si innesca una reazione a catena che coinvolge alcuni abitanti di Strongoli (ma non solo), tra cui la famiglia di Emiliana. “Il nostro obiettivo” spiega “è coinvolgere più persone possibili e recuperare tutto il centro storico”. Che conserva tracce della storia – quella con la S maiuscola – che l’ha attraversata, quando era uno dei centri più importanti della Magna Grecia.

borgo petelia Strongoli

La fase due: promozione, comunicazione e servizi

La prima fase, quella del recupero degli edifici, li impegna molto: “seguiamo rigorosamente tecniche e materiali antichi per il restauro e gli arredi, rispettando quanto emerso da una ricerca molto approfondita”, le cui tracce sono raccolte in un centro studi che offre la documentazione dell’intero progetto. Oggi Borgo Petelia (questo il nome del progetto) conta 7 edifici restaurati, per una capienza complessiva di circa 30 posti letto, e altri sono attualmente in fase di ristrutturazione. “L’ospitalità è partita lo scorso anno; adesso, anche se con qualche mese di ritardo, siamo entrati nella fase due” spiega Emiliana “quella dei servizi e della promozione”, a cominciare dal nuovo sito, appena pubblicato, e dall’organizzazione necessaria per presentarsi nel mercato in modo strutturato e organico, come un organismo unitario sia per l’accoglienza che per i servizi. “L’idea” racconta “è offrire qualcosa di diverso, un’ospitalità che abbia un respiro più ampio rispetto al semplice posto letto: un’esperienza di vita reale, non costruita, in un borgo realmente abitato che ha delle sue peculiarità anche dal punto agricolo”.

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Librandi la vigna circolare della tenuta Rosaneti. Foto Luca Savettiere
La vigna circolare di Librandi. Foto Luca Savettiere

Che significa visite alle cantine (i Ceraudo con il loro progetto vitivinicolo, ricettivo e ristorativo, Dattilo, sono a un passo), tour in bici nei vigneti (tra cui quello circolare, molto suggestivo, di Librandi), vendemmia, raccolta delle olive, perfino la molitura, “così che ognuno possa fare il proprio olio da portare poi con sé”. Il passo successivo? “Studiare l’offerta gastronomica”. Facendo magari riferimento a una nouvelle vague di giovani leve che stanno letteralmente rivoluzionando la scena gastronomica calabrese. “Per ora” continua “abbiamo individuato una zona comune in cui verrà servita la colazione, la cucina della prima casa ristrutturata”. Nel frattempo, l’attività va avanti, pur facendo i conti con l’anomala stagione 2020. La partenza dello scorso anno aveva fatto ben sperare, intercettando un pubblico di viaggiatori, persone interessate a conoscere da vicino l’identità di questa parte d’Italia così affascinante e poco conosciuta, finora rimasta un po’ indietro nell’industria turistica.

Strongoli borgo petelia cucina

L’iniziativa privata

Non ci sono investitori o finanziamenti, né pubblici né privati: “Non si poteva aspettare un investitore: quando si è presentata questa occasione, l’abbiamo colta al balzo. Non era un progetto, ma un’idea, o meglio, un ideale”. Tutto è partito dal caso che ha portato Berna a Strongoli e poi dalla volontà dei privati di ridare dignità al territorio e a quel centro storico “di una bellezza infinita ma strozzato da un degrado che era una stretta al cuore”. Sono tanti i cittadini che hanno una casa in centro, “case che oggi si vendono per poche migliaia di euro: ormai non hanno più un valore di mercato, così è facile trovarne una graziosa e cominciare a sognare”. Come ha fatto una signora di Roma che ha rilevato un palazzetto, “un gioiellino, con graniglie antiche, perfette, sembrano tappeti. L’investimento” continua “non è altissimo, neanche per il restauro, pur se fatto con attenzione, perché le abitazioni non erano costose in origine: questo” conclude “è un luogo in cui c’è sempre stata un’economia di sussistenza e di misura”.

strongoli borgo petelia

Recupero, restauro, riuso sono strategie abbracciate con entusiasmo e convinzione, in perfetta coerenza con l’anima e le tradizioni di questi posti. “Bisogna crederci e avere un po’ l’interesse per questa cosa”. Ma la passione da sola non basta: “ci deve essere un ritorno economico per far risorgere tutto il borgo, dimostrando che questo è un posto in cui si possono avere prospettive lavorative e di guadagno” con un’idea di resilienza, tutela del territorio e del paesaggio culturale oltre che ambientale, che è perfettamente aderente a un altro progetto di Strongoli, quel film 3E Film Festival che riunisce cortometraggi e incontri sui temi dell’economia, ecologia, energia che raccontano della valorizzazione del territorio, la stessa per cui si vuole riserva naturale la vicina foce del fiume Neto. E che ora può contare anche su questo albergo diffuso.

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Borgo Petelia – Strongoli (KR) – 349 5973712 – https://borgopetelia.it – https://www.facebook.com/borgopetelia/

a cura di Antonella De Santis