Da Milano a New York, Luca Catalfamo non è alla prima esperienza internazionale, ma per lui aprire un ramen bar nella Grande Mela è una grande emozione. Si comincia a Manhattan, con Casa Ramen Power, ospite del ramen lab di Sun Noodle. Poi si vedrà…
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Casa Ramen Power a New York

È un’avventura a tempo, fino alla fine di maggio, la prima volta di Casa Ramen (Tre Mappamondi a Milano per la nostra Guida) a New York. Ma la sfida non è certo meno ambiziosa, considerando quanto la cultura del ramen sia radicata nelle abitudini dei newyorkesi, “che sanno benissimo quello che devono aspettarsi da un ramen bar, hanno gusti e preferenze ben delineate, col tonkotsu (a base di brodo di maiale, ndr) in cima alle richieste”. Luca Catalfamo ne è ben consapevole, e del resto anche lui il primo ramen della sua vita l’ha mangiato proprio a New York: “Ecco perché aprire un posto mio qui, oggi, è un’emozione grandissima, un cerchio che si chiude”. Tanto che quella di Casa Ramen Power – il temporary che inaugura oggi, ospite di un minuscolo spazio attrezzato in Kenmare street, Manhattan – potrebbe essere solo il primo banco di prova in vista di un progetto stabile in città, che Luca non esclude, pur non affrettando i tempi. Ora l’attenzione è centrata sulla collaborazione con Sun Noodle, azienda statunitense specializzata nella produzione di noodle, fondata alle Hawaii all’inizio degli anni Ottanta e oggi leader di mercato in America, con diversi clienti celebri all’attivo. Da tempo Sun Noodle dispone di un piccolo laboratorio nel cuore di New York, il Ramen Lab di Nolita, dove invita a cucinare periodicamente ramen chef e personalità legate alla cultura gastronomica giapponese: “Con loro mi era già capitato di collaborare in passato, un mese e mezzo che evidentemente ha lasciato il segno, e allora aveva avuto un buon successo di pubblico. Così siamo rimasti in contatto, e appena c’è stata la possibilità di rifarlo abbiamo studiato una nuova proposta, per un’esperienza che sarà più duratura, e si protrarrà per i prossimi tre mesi, fino al 26 di maggio”.

L'esterno di Casa Ramen Power

Il ramen bar vegetariano

Ma cosa proporre alla città dove ogni giorno apre un nuovo ramen bar? “Qualcosa che secondo me manca, un menu tutto incentrato sulle verdure, ripensando le proposte classiche con le materie prime fornite dalle farm locali, e costruendo, a partire dalla disponibilità stagionale, gusti complessi e nuovi, che sorprendano un pubblico esigente come quello newyorkese”.

L'intern di Casa Ramen Power

Una prima volta anche per Luca, un ramen bar completamente veg, che se dovesse piacere potrebbe rivelarsi la strada giusta da perseguire quando nel prossimo futuro si tratterà di investire in un progetto indipendente.

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Telo dipinto su parete in mattoncini rossi

Intanto, negli ultimi giorni il ramen lab ha assunto le sembianze di Casa Ramen Power: “Lo spazio è piccolissimo, si consuma praticamente in piedi, sugli sgabelli al banco, non più di una decina di persone per volta, per un’esperienza molto veloce, e spazi di manovra in cucina altrettanto ridotti. Però abbiamo portato i nostri adesivi per personalizzare l’ambiente, e avremo un telo dipinto che evoca la parete decorata di Casa Ramen a Milano. Cerchiamo di sentirci a casa anche quaggiù”.

La base di verdure per il doppio peperoncino di Casa Ramen Power
La base per i Noodle doppio peperoncino

Il menu di Casa Ramen Power

Luca seguirà l’apertura, poi farà spesso la spola, per affiancare Filippo Caldarella, che da anni lavora con lui a Milano, e ora prenderà le redini di Casa Ramen Power. Il primo menu propone uno shoyu (17 dollari) alla soia con brodo affumicato di alghe e funghi porcini, un power miso ramen (16) con brodo denso di zucca, “disponibile anche in versione piccante”, e l’equivalente dell’Infiammabile servito a Milano, al doppio peperoncino (15), “dove il pollo è sostituito da un cavolfiore arrostito nel sale, e i noodle sono serviti senza brodo”. Da sgranocchiare, in attesa della ciotola, chips di rapa rossa fermentata e fritta. “L’importante è servire ramen ricchi di gusto, anche se vegetariani. Sono convinto possa essere una formula dalle grandi potenzialità”. Casa Ramen Power aprirà solo la sera, dalle 17 alle 22, dal martedì alla domenica, a partire dal 5 marzo.

Cambiamenti in vista a Milano

Intanto, però, la concentrazione su Milano resta alta: “Sarà un anno di cambiamenti anche a Milano. In primis per la crescita di Casa Ramen Super: il progetto può evolversi, ho intenzione di sviluppare il menu dei piatti che ruotano intorno al ramen, e diversificare ambiente e servizio per ambire a offrire un vero ristorante di respiro internazionale, dove vivere l’esperienza del ramen in un contesto più confortevole. Del resto la clientela è cambiata, vorrei offrire qualcosa di più, una buona carta dei vini, proposte di abbinamento, un posto unico…”. E anche Casa Ramen, dopo sei intensi anni di attività, in autunno andrà incontro a un rinnovamento degli spazi e della proposta: “C’è bisogno di nuovo ossigeno, ma è ancora presto per parlarne; per ora sarà gemellato con New York, e una volta rodate proporremo anche a Milano le ricette ideate per Casa Ramen Power”.

In questi giorni da newyorkese, intanto, Luca ha riscoperto il suo legame con la scena gastronomica giapponese locale: “I miei indirizzi di riferimento per il ramen? Non ho dubbi. Ippudo è un posto storico, lì ho mangiato il mio primo ramen. E poi c’è Ramen Shack, a Long Island: è un posto piccolo, scomodo da raggiungere, aperto solo di giorno. Ma è un’esperienza da fare, molto aderente alla cultura classica del ramen, una bella situazione”. Il terzo consiglio, lo aggiungiamo noi: Casa Ramen Power vi aspetta.

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Casa Ramen Power – New York, 70 Kenmare Street – dal 5 marzo al 26 maggio 2019 – www.ramen-lab.com

 

a cura di Livia Montagnoli